Aumentano i cyberattacchi pericolosi per le aziende. Che fare?

Gli attacchi informatici a danno delle aziende sono in crescita. A dirlo è una ricerca basata sull’analisi degli incidenti segnalati ai clienti di Kaspersky Managed Detection and Response (MDR), che ha rivelato che la quota di incidenti critici riscontrati dalle organizzazioni è aumentata dal 9% nel 2020 al 14% nel 2021. Secondo quanto emerso dal report, nel periodo preso in considerazione le organizzazioni di tutti i settori hanno subito gravi incidenti e la maggior parte dei settori verticali ne ha dovuti affrontare di diversi tipi. Le tipologie degli attacchi più frequenti sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente e, tra queste, la percentuale maggiore (40,7%) appartiene agli attacchi mirati. I malware che hanno avuto un impatto rilevante sono stati identificati nel 14% dei casi, mentre il 13% ha riguardato lo sfruttamento di vulnerabilità critiche esposte pubblicamente. Anche l’ingegneria sociale è rimasta una minaccia rilevante, rappresentando quasi il 5,5% degli incidenti provocati.

Attacchi a tutti i settori verticali

Gli attacchi mirati nel 2021 sono stati rilevati in tutti i settori verticali presi in considerazione nella ricerca, ad eccezione dei settori education e mass media, anche se sono stati segnalati incidenti di questa tipologia all’interno di organizzazioni legate ai media. Il maggior numero di attacchi human-driven mirava a settori quali: governativo, industriale, informatico e finanziario. Gli incidenti di gravità elevata si distinguono per l’ampio uso di binari “living-off-the-land” (LotL), di natura non dannosa, già presenti in un sistema preso di mira. Questi strumenti consentono ai criminali informatici di nascondere la loro attività e di ridurre al minimo le possibilità di essere individuati durante le prime fasi di un attacco. Oltre ai diffusissimi rundll32.exe, powershell.exe e cmd.exe, strumenti come reg.exe, te.exe e certutil.exe sono spesso utilizzati negli incidenti gravi. Per proteggersi da attacchi mirati, le organizzazioni possono avvalersi di servizi che conducono esercitazioni ethical offensive. Si tratta di attività che simulano attacchi avversari complessi per esaminare la resilienza informatica di un’azienda. Secondo gli analisti MDR di Kaspersky, questa pratica è stata applicata solo nel 16% delle organizzazioni.

Perchè accade questo fenomeno

“Il report MDR dimostra, ancora una volta, che gli attacchi sofisticati sono destinati a persistere e che sempre più organizzazioni si trovano ad affrontare incidenti gravi. Uno dei problemi più urgenti risiede nel fatto che questo tipo di attacchi richiedono più tempo per le indagini e per fornire raccomandazioni sulle varie fasi di remediation. Lo scorso anno, gli analisti di Kaspersky sono riusciti a ridurre significativamente questo indicatore da 52,6 minuti nel 2020 a 41,4 minuti. Questo risultato è stato ottenuto aggiungendo altri incident card template e introducendo nuovi aggiornamenti di telemetria che accelerano il triage”, commenta Sergey Soldatov, Head of Security Operations Center di Kaspersky. Le ragione del perchè questi fenomeni si verificano? Soprattutto a causa di infrastrutture sempre più complesse, carenza di professionisti qualificati e soprattutto u  livello di sofisticazione degli attacchi senza precedenti.

Industria lombarda: risultati positivi, ma non ancora ai livelli pre-crisi

Nel primo trimestre 2022 la produzione industriale lombarda riduce l’intensità della crescita congiunturale, registrando un +1,8% rispetto al trimestre precedente. La variazione tendenziale è invece pari a +11,2%. Un risultato positivo diffuso a quasi tutti i settori, a eccezione dei Mezzi di trasporto, che registrano un lieve calo tendenziale (-0,1%). Fanno ancora da traino al recupero produttivo gli ordini esteri, cresciuti del 4,0% rispetto al trimestre precedente. Cresce anche la domanda interna (+2,7%), ma con intensità ridotta. Risultati positivi anche per le aziende artigiane manifatturiere, che segnano una crescita della produzione del +2,0% congiunturale e del 9,6% tendenziale. Per queste imprese rivolte maggiormente al mercato interno, gli ordini sono postivi, ma meno dinamici (+1,2% congiunturale).

I rincari dei prezzi

Rimane alta l’attenzione sui prezzi per i rincari di beni energetici, materie prime e componenti varie. Rispetto al I° trimestre 2021 i prezzi delle materie prime sono cresciuti mediamente del 57,6% per le imprese industriali e del 76,8% per le artigiane. Persistono difficoltà di approvvigionamento con rallentamenti e interruzioni delle catene di fornitura. Le aspettative delle aziende per il prossimo trimestre si fanno più caute. Rimangono in area positiva per l’industria, ma i saldi si riducono per tutte le variabili, con quote cospicue di imprese che non prevedono variazioni nei livelli. Tra gli artigiani, invece, si fa già strada il segno negativo, più intenso per produzione, fatturato e ordini interni.

Le dinamiche settoriali

La maggior parte dei settori industriali aprono il 2022 con incrementi tendenziali dei livelli produttivi. Da segnalare la buona performance di Pelli-Calzature (+29,0%), Abbigliamento (+27,6%) e Tessile (+22,8%), e incrementi sopra la media per Manifatturiere varie (+12,7%) e Minerali non metalliferi (+11,5%). Tassi di crescita anche per Meccanica (+10,2%), Alimentare (+10,1%) e Carta-stampa (+10,1%), e con intensità minori, per Legno-mobilio (+9,7%), Siderurgia (+9,4%), Gomma-plastica (+7,5%), Chimica (+5,9%) e Mezzi di trasporto (+3,4%). La propensione all’estero influisce positivamente sui livelli produttivi. I settori con maggiori quote di fatturato estero presentano infatti livelli dell’indice della produzione maggiori.

Fatturato e ordinativi

Il fatturato a prezzi correnti dell’industria segna un buon risultato tendenziale (+19,1%) e un incremento sul trimestre precedente (+1,7%). Gli incrementi di prezzo dei prodotti finiti, con un’ulteriore crescita congiunturale (+8,3%), influiscono sul risultato. Per le imprese artigiane il fatturato cresce dell’1,9% congiunturale e del 12% tendenziale. Anche in questo caso va considerata la dinamica dei prezzi dei prodotti finiti, cresciuti del 10% rispetto al trimestre precedente. La dinamica congiunturale degli ordini interni (+2,7% congiunturale) mostra segnali di indebolimento per l’industria, mentre gli ordini esteri crescono del 4%. Risultati più contenuti per l’artigianato rispetto al trimestre precedente: +1,2% sia per gli ordini interni sia esteri. La quota del fatturato estero sul totale rimane elevata per le imprese industriali (38,9%) e resta poco rilevante e in diminuzione per le imprese artigiane (6,9%).

Raddoppiano i messaggi inviati dalle software house

Complici anche la pandemia e i cambiamenti negli stili di vita, l’impiego di soluzioni di mobile messaging da parte delle software house negli ultimi due anni è quasi raddoppiato. Negli ultimi due anni è infatti aumentata notevolmente la richiesta di integrare soluzioni di mobile messaging all’interno di gestionali e altri applicativi, anche a seguito della significativa crescita dell’e-commerce, dello smart working e dei servizi di delivery, che portano con sé la necessità di comunicare in modo efficace e rapido in diverse situazioni.

Cresce la domanda di integrare soluzioni di mobile messaging
In base ai dati di Esendex, business provider per le soluzioni per la comunicazione mobile, nel 2021 sono stati inviati dalle software house oltre 96 milioni di messaggi, con un incremento superiore al 180% rispetto al periodo precedente la pandemia. Nell’ultimo periodo in effetti sono aumentate anche le occasioni in cui occorre comunicare in modo veloce ed efficace con la clientela, e di conseguenza è significativamente cresciuta anche la domanda di poter integrare all’interno di gestionali e altri applicativi soluzioni di mobile messaging.

Il 37,7% dei messaggi riguarda l’invio di notifiche e reminder
Analizzando i dati più in profondità, emerge che il massiccio utilizzo da parte delle software house di strumenti di comunicazione mobile, tra cui SMS, omnichannel chat e altri, nel 37,7% dei casi è stato relativo all’invio di notifiche e reminder, come, ad esempio, promemoria di appuntamenti, aggiornamenti su servizi, conferme di ordini e avvisi di consegna. Oltre a notifiche e promemoria, il boom dell’utilizzo del mobile messaging è legato poi anche al costante aumento dei messaggi con i codici per l’autenticazione a due fattori, password o altre comunicazioni nell’ambito della sicurezza, che rappresentano un buon 20,07%. A questi, fanno seguito i messaggi per promuovere le flash sales, gli inviti a eventi e le attività di drive to store e drive to web, che insieme rappresentano il 18,14% del totale.

e-commerce, smart working, servizi di delivery incrementano le richieste
“Negli ultimi due anni, a seguito della forte crescita dell’e-commerce, dello smart working e dei servizi di delivery, chi si occupa di sviluppo software ha assistito a un notevole incremento delle richieste dei clienti di poter gestire la comunicazione mobile dall’interno dei loro gestionali, facendo esplodere la domanda delle nostre soluzioni – dichiara Carmine Scandale, Head of Sales di Esendex Italia -. Per le software house rappresentiamo da sempre un partner strategico poiché consentiamo loro di garantire l’affidabilità e i livelli qualitativi che solamente il leader a livello europeo nell’ambito della messaggistica è in grado di poter offrire. A tutto ciò si aggiunge la tranquillità di poter contare su API rest universali costantemente aggiornate, e grazie ai nostri server server ridondanti su due serverfarm, anche sui più elevati livelli di sicurezza”.

Indagine Kaspersky, nei primi tre mesi del 2022 boom di attacchi DDoS

Il primo trimestre dell’anno si è aperto con un dato preoccupante: un aumento senza precedenti di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), programmati per bloccare e impedire il corretto funzionamento delle risorse di rete utilizzate da aziende e organizzazioni. Lo evidenzia un recente report di Kapersky. “Nel primo trimestre del 2022 abbiamo rilevato un numero di attacchi DDoS senza precedenti. Questo trend di crescita è stato in gran parte influenzato dalla situazione geopolitica. Anche la durata degli attacchi rilevata in questo periodo si è dimostrata abbastanza insolita in quanto solitamente i DDoS vengono eseguiti per ottenere un profitto nell’immediato. Alcuni degli attacchi che abbiamo osservato sono durati per giorni e persino settimane, il che suggerisce che potrebbero essere stati condotti da cyberattivisti spinti da motivazioni ideologiche. Abbiamo anche notato che molte organizzazioni non erano preparate a contrastare queste minacce. Tutti questi fattori ci hanno reso più consapevoli circa la possibile estensione e pericolosità degli attacchi DDoS, e hanno reso ancora più evidente la necessità per le organizzazioni di farsi trovare preparate per fronteggiare questa minaccia”, ha dichiarato Alexander Gutnikov, esperto di sicurezza di Kaspersky. 

Aumenta anche la durata dell’attacco

Ma gli elementi di emergenza sono anche altri: ulteriori indagini condotte da Kaspersky hanno rivelato che la sessione DDoS media è durata 80 volte più a lungo di quella del primo trimestre del 2021. L’attacco di maggiore durata (177 ore) si è verificato il 29 marzo. Si tratta di livelli senza precedenti per le sessioni DDoS, in particolare quelle rivolte a risorse statali e banche.

In crescita di 4,5 volte sullo stesso periodo del 2021

Rispetto al numero di attacchi registrati nel quarto trimestre del 2021, considerato il più alto di sempre per quel che riguarda gli attacchi DDoS rilevati dalle soluzioni Kaspersky, nel primo trimestre del 2022 il numero di attacchi di questo tipo è aumentato del 46%, una crescita di 4,5 volte più alta rispetto allo stesso trimestre del 2021. Anche il numero di attacchi “smart” o avanzati e mirati ha registrato una crescita dell’81% rispetto al record storico precedentemente raggiunto nel quarto trimestre del 2021. Questi attacchi non sono solo stati eseguiti su larga scala ma si sono contraddistinti anche per il loro carattere innovativo. Gli esempi includono una copia del popolare gioco di puzzle 2048 utilizzato per gamificare gli attacchi DDoS ai siti web russi e un appello a creare un esercito informatico volontario per facilitare i cyberattacchi. Questi attacchi sono ancora più pericolosi se i sistemi compromessi rientrano nell’ambito governativo o finanziario, poiché l’indisponibilità di questi servizi ha ripercussioni sull’intera popolazione. Nel corso del primo trimestre del 2022, precisamente alla fine di febbraio, è stato osservato un improvviso aumento degli attacchi come conseguenza della guerra in Ucraina.

L’effetto pandemia sul settore dei computer è finito 

Dopo il boom di dad e smart working in seguito alla pandemia, dalla fine del 2021 le spedizioni di pc sono calate, e i Chromebook guidano la discesa, ulteriormente ampliata dalle sanzioni imposte alla Russia. Secondo le ultime rilevazioni delle società di analisi Idc e Gartner, il mercato dei pc nel primo trimestre del 2022 ha registrato una netta flessione rispetto a un anno fa, pari al -5,1% secondo Idc e al -7,7% secondo Gartner. Gran parte di questo calo, per entrambe le agenzie, è dovuto ai Chromebook, i portatili economici dotati di sistema operativo Google, le cui spedizioni sono diminuite in tutti i paesi che nei mesi scorsi ne avevano decretato il successo, grazie all’acquisto da parte di scuole e istituti di formazione.

La discesa è “guidata” dai Chromebook

I Chromebook sono infatti modelli usati per lo più in ambito scolastico, tanto da aver sorpassato nel 2020 i MacBook di Apple all’interno del particolare scenario di utilizzo negli Stati Uniti. Se Idc riporta un totale di 80,5 milioni di spedizioni di pc nell’ultimo trimestre del 2021, Gartner vede la cifra al ribasso, pari a 77,5 milioni, per un calo del 7,7% rispetto al primo trimestre del 2021.

Rallenta l’acquisto di pc da parte degli istituti di istruzione

In particolare, è proprio Gartner ad affermare che senza contare i Chromebook il mercato dei computer sarebbe aumentato del 3,3% anno su anno. Anche Idc ha rilevato un rallentamento nell’acquisto di pc da parte degli istituti di istruzione, un mercato che utilizza oltre 40 milioni di Chromebook per insegnanti e studenti. Quanto ai brand è Lenovo ancora il marchio più venduto, seguito da HP, Dell e Apple. Di questi, solo Dell e Apple hanno registrato una crescita nei numeri, seguiti dai dispositivi targati Asus.

La guerra in Ucraina contribuisce al calo nel quarto trimestre 2021

Nel primo trimestre dello scorso anno, spinti dal boom di smart working e dad, il segmento dei computer aveva fatto segnare un +15% in confronto ai dati del 2020, il rialzo maggiore degli ultimi 20 anni. Entrambi gli analisti, riporta Ansa, concordano sul fatto che ora il mercato dei pc sta iniziando a stabilizzarsi dopo due anni di aumento delle spedizioni.
Gartner ha citato anche la guerra in corso in Ucraina come un fattore che ha contribuito alla mancanza di crescita dell’ultimo trimestre 2021, poiché molte aziende hanno smesso di spedire i loro dispositivi in Russia, a causa delle sanzioni economiche.

Preferiti e seguiti, così Instagram cambia il feed

Con due miliardi di utenti e una platea in crescita, probabilmente Instagram aveva la necessità di cambiare il feed, in modo che gli utilizzatori potessero districarsi nella marea di contenuti del social e trovare con più facilità quello che cercano. La richiesta, partita proprio dal basso, pare essere arrivata alle orecchierei dirigenti di Instagram, che hanno infatti deciso di apportare due importanti novità. Sono state infatti previste due diverse tipologie di visualizzazione, una in base ai Seguiti e una in base ai Preferiti.

Seguiti e Preferiti, cosa cambia

In base a quanto comunicato da Meta, la società titolare del social, si scopre che l’obiettivo delle nuove feature è “dare alle persone la possibilità di personalizzare ancora di più la propria esperienza su Instagram e fare in modo che possano trovare facilmente i contenuti più interessanti”. Ma cosa sono nella pratica le due novità, Preferiti e Seguiti? Come riporta una nota della società, ripresa da Agi, “Il feed di Instagram è un mix di foto e video delle persone seguite, di post suggeriti e altro ancora. Stiamo lavorando per aggiungere ulteriori post suggeriti in base agli interessi, mentre le nuove opzioni Preferiti e Seguiti che annunciamo oggi costituiscono un nuovo modo per scoprire i post più recenti delle persone che seguiamo”. Era già da un po’ che gli sviluppatori di Meta stavano lavorando alle nuove opzioni, intercettate come “work in Progress” già a settembre scorso e all’inizio dell’anno. Vediamo meglio di che si tratta.

Le novità sul feed

Con l’opzione Preferiti vengono mostrati i post più recenti dei profili aggiunti in una lista precedentemente creata, ad esempio i migliori amici o i creator preferiti. Inoltre, i post degli account Preferiti saranno visualizzati più in alto anche nel feed tradizionale. Se si sceglie “Seguiti”, invece, si visualizzeranno i post delle persone che seguiamo. Sia la modalità Preferiti sia quella Seguiti mostreranno i post in ordine cronologico, così da rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità degli account che più ci interessano. Per spostarsi fra le due tipologie è sufficiente toccare il logo Instagram e poi decidere quale visualizzare. Nella lista dei preferiti, inoltre, si possono aggiornare, modificare o sostituire fino a 50 account.

Prossimi step negli Usa

Per gli utenti Instagram negli Stati Uniti è in fase di release una nuova funzionalità: non ci sarà più bisogno di un account business per taggare i prodotti nei post. Insomma, tutto potrà essere taggato.

Come scegliere un mutuo?

Prima di accendere un mutuo sono tanti gli aspetti da valutare. Il consiglio generale è chiedere un prestito che permetta uno stile di vita sereno, consentendo di pagare la rata mensile con la minima fatica. La banca farà la stessa considerazione prima di decidere se approvare o meno il finanziamento, perché vorrà assicurarsi che il futuro cliente sia in grado di rimborsare la cifra concessa. In linea di massima, il rapporto tra rata del mutuo e reddito mensile non deve essere superiore al 30%, limite oltre il quale si ritiene che il pagamento non sarebbe sostenibile. In ogni caso, non esiste il mutuo ideale in assoluto, ma esiste il mutuo migliore per ognuno, calibrato sulla base della personalità e della disponibilità economica.

Quale cifra chiedere?

È meglio non limare l’importo all’indispensabile, perché il mutuo è il finanziamento meno costoso di tutti, nonché l’unico fiscalmente detraibile. Può essere vantaggioso sfruttarlo il più possibile e tenere la liquidità disponibile per altri progetti, soprattutto in anni in cui i tassi di interesse applicati sono molto convenienti. Certo, bisogna considerare che i costi di un mutuo (tassi e spese di istruttoria) crescono all’aumentare dell’LTV (Loan To Value), il rapporto tra importo del finanziamento e valore dell’immobile posto a garanzia. Se possibile, meglio evitare le soglie percentuali che comportano una spesa maggiore, quando non è indispensabile. Ad esempio, chiedere un mutuo al 100%, cioè che copra l’intero valore dell’abitazione, è possibile, ma avrà un costo superiore.

Qual è la durata ideale?

C’è chi preferisce rimborsare il debito nel più breve tempo possibile, risparmiando sugli interessi, e chi privilegia una durata maggiore, in modo che la rata più bassa incida il meno possibile sulla qualità della vita. In questo secondo caso si ha più flessibilità: mentre chiedere l’allungamento del mutuo non è consentito, è sempre nelle facoltà del debitore effettuare estinzioni parziali di capitale. Prima di accendere un mutuo bisogna valutare però se si hanno i requisiti necessari. Alcuni sono di tipo legale: cittadinanza italiana, residenza o domicilio fiscale in Italia, maggiore età. Poi ci sono i requisiti di tipo economico, che la banca esamina in fase di istruttoria per accertare la capacità di rimborso del mutuatario.

Quale tasso scegliere?

Quale tasso scegliere considerando l’attuale andamento del mercato? Prima di tutto, riporta Adnkronos, bisogna considerare quanto si è inclini al rischio di un tasso variabile, a fronte di possibili maggiori guadagni. Oppure se si preferisce avere la certezza durevole nel tempo del tasso fisso, anche a costo di una spesa maggiore. Entrambi i tassi sono da anni molto convenienti e si aggirano intorno allo 0, o anche meno, con il tasso fisso leggermente più alto, ma comunque inferiore all’1%. Tra il 2007 e il 2008, invece, sia l’Eurirs sia l’Euribor si aggiravano intorno al 5%. Oggi, invece, la scelta del tasso fisso è in linea di massima la più vantaggiosa. Assicura la stabilità a un costo conveniente.

Internet, in 10 mesi costi di attivazione quasi dimezzati: -43%

Secondo lo studio dell’Osservatorio SosTariffe.it negli ultimi 10 mesi la spesa per l’attivazione della rete Internet a casa risulta quasi dimezzata, pari al 43% in meno. Questo è quindi “un momento di grande convenienza per chi cerca una nuova offerta Internet casa, magari veloce, performante e con costi contenuti”, spiegano gli analisti di SosTariffe.it. Per valutare l’andamento dei costi di Internet lo studio ha analizzato l’evoluzione delle offerte casa avvalendosi dei dati medi ricavati con l’ausilio del proprio comparatore nel periodo tra maggio 2021 e febbraio di quest’anno.

Da una media di circa 82 euro ora si spendono 46 euro

La voce di costo che più è andata giù è l’attivazione (-43%). Il detestato costo di attivazione, infatti, da una media di circa 82 euro è sceso a 46 euro. Inoltre, le compagnie telefoniche tendono a ripartirlo in un periodo sempre più lungo, non più 11 mesi, ma un po’ più di un anno (12,50 mesi), rendendolo sempre meno percepibile ai clienti che sottoscrivono un nuovo contratto. L’attivazione, quando richiesta dal provider, è quindi quasi sempre ‘nascosta’ nel canone mensile.

Le tariffe Internet da rete fissa scendono in media dell’8,3%

L’Osservatorio SosTariffe.it segnala inoltre che anche il canone mensile standard delle offerte ora è più allettante per i nuovi clienti. Se dieci mesi fa servivano almeno 29 euro al mese per usufruire di una tariffa Internet da rete fissa, ora bastano 27 euro (con un calo dell’8,3%). Anche i canoni promozionali stanno subendo una flessione (-7,8%). Da una media di 27 euro al mese, infatti, si è passati a poco più di 25 euro al mese. Inoltre, ulteriore vantaggio per gli utenti, il periodo promozionale ha ormai una durata indeterminata, riporta Adnkronos

Raddoppia la velocità nominale e avanza la fibra ottica

Di pari passo con la riduzione dei costi delle offerte è raddoppiata la velocità nominale inclusa nei pacchetti internet casa. Se 10 mesi fa si aggirava su circa 599 Megabit al secondo ora è pari in media a oltre un Gigabit (1167 Megabit). Da cosa dipende questo incremento? Dal fatto che le offerte in fibra ottica stanno gradualmente aumentando copertura e prestazioni in termini di velocità massima di connessione. Quanto al costo promozionale dei pacchetti sono proprio quelli che comprendono la fibra ottica a subire le maggiori flessioni di prezzo. La fibra FTTH (Fiber-To-The-Home), la più veloce, ha subito la riduzione di prezzo maggiore, per un calo dell’11% rispetto a febbraio scorso, e un costo promozionale che da 28,62 euro scende a 25,45 euro. La fibra mista rame FTTC (Fiber-To-The-Cabinet) registra una flessione del -6%, mentre l’ADSL tradizionale scende del -7%, e la tecnologia di connessione wireless del -5%, passando da un costo medio mensile di 26 euro a 24,72 euro circa.

Crescere sani, l’acqua amica dei ragazzi

L’acqua è preziosa a tutte le età, ma per i giovani ancora di più. Fondamentale per la salute e il benessere, l’acqua è anche l’elemento fondamentale per la crescita. Lo conferma la dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino,  precisando come l’idratazione sia essenziale per il mantenimento fisico e cognitivo dei giovani.

Il fabbisogno di liquidi 

L’idratazione adeguata, e quindi il fabbisogno di liquidi, variano a seconda dell’età delle persone, ma è soprattutto durante la crescita che una giusta assunzione di acqua può facilitare lo sviluppo dei processi fisici e neurologici dell’individuo, riferisce Adnkronos. I livelli di assunzione quotidiana di liquidi raccomandati dall’EFSA sono di 1.900 ml al giorno per le ragazze e 2.100 ml al giorno per i ragazzi di età compresa tra 9 e 13 anni. Tuttavia, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, solo il 15% dei giovani in questa fascia d’età consuma il corretto quantitativo di acqua ogni giorno. Questo dato è stato confermato anche da studi condotti in Europa. Come osservato su Annals of Nutrition & Metabolism, la quantità di liquidi nel corpo in età adulta è pari al 50-60% della massa corporea, livello che si consegue progressivamente con la pubertà. Fino a quando non raggiungono questo equilibrio, i ragazzi perdono giornalmente più acqua di quanta ne consumano, per questo motivo hanno un fabbisogno idrico maggiore per unità di peso. Educare gli adolescenti a idratarsi correttamente, può quindi aiutarli a bilanciare la graduale diminuzione di acqua nel loro corpo.

Il pericolo disidratazione

Numerosi studi dimostrano che la disidratazione può compromettere le capacità fisiche e mentali degli adolescenti. Un deficit di acqua pari all’1-2% può causare un calo nelle prestazioni sportive. Inoltre, è dimostrato che bere adeguatamente, può portare a un miglioramento significativo delle capacità di resistenza nell’esercizio fisico non solo durante la giovinezza ma, se si mantengono queste buone abitudini, anche in età adulta. “L’acqua ha un ruolo essenziale in ogni funzione dell’organismo e assumerne una corretta quantità fin dall’adolescenza aiuta a sviluppare questi processi in modo sano. Allo stesso tempo essa ha un’importante incidenza anche sullo sviluppo dell’attività celebrale, e se carente, riduce le prestazioni cognitive e mnemoniche, l’attenzione e influenza l’umore dei ragazzi”spiega Bernardi. “Non a caso, studi scientifici suggeriscono che la disidratazione in questa fase della vita possa impattare negativamente sulla struttura e sul funzionamento del cervello”.

La produzione industriale lombarda chiude l’anno con un +15,6%

Dati positivi per la produzione industriale lombarda, che nel quarto trimestre 2021 cresce del +2,3% congiunturale e chiude l’anno in rialzo, sia rispetto al 2020 (+15,6%) sia rispetto al 2019 (+4,3%). Secondo i dati relativi al IV° trimestre 2021 pubblicati da Unioncamere Lombardia la maggior parte dei settori industriali chiudono il 2021 con un recupero dei livelli produttivi. Rimane comunque alta l’attenzione sui prezzi per i rincari di beni energetici, e nonostante persistano ancora difficoltà nelle catene di fornitura le aspettative delle aziende lombarde sull’andamento della domanda rimangono positive, e se pur in leggera flessione per il mercato interno, sono in linea con i livelli massimi storici. Aspettative positive anche per la produzione, e continua il miglioramento per le aspettative occupazionali per il prossimo trimestre.

Recupero dei livelli produttivi per la maggior parte dei settori industriali 

A consuntivo la crescita media annua 2021/2019 vede le buone performance di Minerali non metalliferi (+7,8%), Gomma-plastica (+7,7%), Chimica (+7,3%), Meccanica (+6,6%) e Siderurgia (+6,1%). In crescita, sebbene meno accentuata, Alimentare (+3,8%), Mezzi di trasporto (+2,5%), Legno-mobilio (+2,5%) e Industrie Varie (+1,9%). La fase di ripresa si è avviata anche per i restanti settori, ma con minor intensità: il settore della Carta-stampa si ferma a -1,0%, mentre il comparto moda appare più in affanno, con Pelli-calzature a -4,9%, Tessile -8,6% e Abbigliamento -15,8%).
Meno positivo il quadro dell’artigianato per i settori che segnalano un risultato a consuntivo ancora negativo rispetto al 2019: Alimentare, -3,4%, Carta-stampa, -4,4%, Tessile, -5,5%, manifatturiere Varie, -7,9%, abbigliamento, -11,6%, e Pelli-calzature, -26,7%.

Fatturato: crescita media annua del +12,1% rispetto al 2019

Il fatturato dell’industria a prezzi correnti segna un ottimo risultato, legato anche agli incrementi di prezzo inflazionistici in atto, con una crescita media annua del +12,1% rispetto al 2019, mentre la dinamica congiunturale rimane caratterizzata da una crescita del +3,6%. Per le imprese artigiane il fatturato cresce solo dello 0,2% rispetto al 2019, ma la dinamica congiunturale è positiva (+3,2%). La crescita media annua sul 2019 degli ordinativi dell’industria è a due cifre sia per il mercato interno (+11,0%) sia estero (+14,7%), mentre la dinamica congiunturale presenta un’accelerazione degli ordini interni (+5,0%),e un rallentamento dell’incremento degli ordini dall’estero (+3,9%). La quota di fatturato estero sul totale rimane elevata per le imprese industriali (38,7%) ma resta poco rilevante ed è in calo per le imprese artigiane (7,5%).

Prezzi in rialzo, ma saldo positivo per l’occupazione

I prezzi delle materie prime presentano una dinamica congiunturale in forte rialzo, mentre l’incremento medio annuo si attesta al +29,3% per l’industria e del 37,8% per l’artigianato. I prezzi dei prodotti finiti seguono ancora a distanza l’incremento delle materie prime, registrando a fine anno un +5,4% congiunturale per l’industria e un +6,9% per l’artigianato. In questo caso gli incrementi medi annui sono più contenuti, e pari a +11,7% per l’industria e +14,3% per l’artigianato.
Quanto all’occupazione, per l’industria presenta un saldo positivo (+0,2%) e diminuisce il ricorso alla CIG.
Stesso saldo occupazionale positivo per l’artigianato (+0,2%), e in calo al 10,9% la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato la cassa integrazione.