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Mettere in sicurezza la seconda casa

Quello di mettere in sicurezza la seconda casa è un problema che riguarda tantissimi italiani, i quali hanno tipicamente una seconda residenza fuori città o direttamente fuori regione e vi si recano soltanto durante il periodo estivo.

Un facile obiettivo

Ciò significa che durante tutto il periodo invernale questi appartamenti non vengono controllati dal proprietario e rischiano di diventare un facile obiettivo da parte dei malintenzionati, i quali sanno di poter agire indisturbati proprio perché difficilmente il proprietario o chi per lui passerà da quelle parti in determinati periodi dell’anno.

Eventuali sistemi elettronici o sistemi di allarme non rappresentano in questi casi una soluzione efficace, in quanto ad esempio in aperta campagna il suono dell’allarme può non essere percepito da nessuno o comunque le sirene possono facilmente essere manomesse senza che nessuno se ne accorga.

Da qui nasce dunque l’esigenza di individuare effettivamente una soluzione che possa consentire ai proprietari di dormire sonni tranquilli anche durante il periodo invernale, soprattutto per le seconde case o comunque tutti quegli appartamenti in cui non ci si reca frequentemente nel corso dell’anno.

Le inferriate di sicurezza

In questo caso, le inferriate di sicurezza e quelle apribili possono rappresentare la soluzione perfetta per mettere in sicurezza porte e finestre: Questo tipo di inferriate infatti, sono realizzate in ferro e rappresentano una barriera veramente difficile da superare, e che costituisce dunque un ottimo deterrente contro i malintenzionati i quali non hanno tempo da perdere ma al contrario hanno necessità di accedere e allontanarsi dall’appartamento in maniera rapida.

Puoi visionare sul sito di egmetal.net diverse soluzioni di inferriate di sicurezza, ricordando tra l’altro che puoi usufruire delle detrazioni fiscali previste dal “Bonus Casa” grazie al quale potrai recuperare fino al 50% del tuo investimento.

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Un giardino da favola sul terrazzo? Si può!

Rendere il tuo terrazzo una meravigliosa oasi in città, uno spazio verde tutto tuo in cui poterti rilassare o passare la serata ogni volta che vuoi, probabilmente è un tuo desiderio da tempo.

Non devi rinunciare a prescindere a questo progetto solo perché non hai il pollice verde e non sai quali soluzioni adottare. In realtà, bastano un po’ di organizzazione e fantasia per trasformare il tuo terrazzo in un vero e proprio giardino urbano.

Ecco allora alcuni consigli che ti saranno utili anche se non hai alcuna esperienza nella manutenzione giardini ma desideri comunque rendere ancora più bello e accogliente questo importante ambiente di casa.

Le piante da scegliere

Prima di scegliere quali piante posizionare nel tuo terrazzo valuta elementi quali l’esposizione, il clima e gli spazi a tua disposizione. Dalla quantità di luce infatti, è possibile stabilire con esattezza quale tipologia di piante o piccoli arbusti meglio si addicano allo scopo. In linea di massima i consigli per le piante sono i seguenti:

  • Opta per delle piante che non hanno bisogno di particolari cure e manutenzione come ad esempio ciclamini, aloe o rosmarino.
  • Prevedi la presenza di piante rampicanti o sempreverdi come ad esempio il semprevivo, il timo o la lewisia. Avere dei rampicanti infatti, dà la sensazione di essere letteralmente circondato dal verde.
  • Se vivi in zone particolarmente umide o in cui vi è la presenza di eventuali fiumi, ricorda di prevedere la presenza di piante che allontanino le zanzare come ad esempio la lavanda, la citronella o lo stesso rosmarino. Oltre ad essere belle da vedere e profumate, queste piante garantiscono protezione dalle fastidiose zanzare.

Allontana gli sguardi indiscreti

Se non c’è una barriera fisica che protegge gli sguardi degli edifici circostanti, puoi pensare ad installare un gelsomino o comunque un rampicante, che costituisce una perfetta barriera verde che è in grado di tenere lontano gli sguardi indiscreti e concederti un relax totale nel tuo giardino urbano.

Gli arredi

Per completare l’atmosfera fai bene a prevedere la presenza di arredi e la giusta illuminazione nel tuo terrazzo, per utilizzare questi spazi anche la sera. Per quel che riguarda i materiali di sedie e tavoli è bene pensare a qualcosa che resista alla pioggia, come ad esempio il teak.

Grazie a questi consigli ti sarà possibile rendere il tuo terrazzo un bellissimo giardino urbano in grado di regalarti momenti felici in compagnia delle persone che ami.

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Il timbracartellini per la rilevazione delle presenze

Grazie ad un timbracartellini, oggi è molto più facile registrare il proprio ingresso o uscita dalla sede di lavoro e dunque testimoniare la propria presenza all’interno della sede lavorativa. In passato, i lavoratori erano costretti a firmare un apposito registro e perdere del tempo, dovuto alle inevitabili code di dipendenti che avevano necessità di firmare l’ingresso o l’uscita tutti nella stessa fascia oraria e dunque in un arco di tempo pressoché ristretto.

Il lavoro dell’ufficio buste paga diventa più semplice

Oggi questo non è più necessario grazie ai timbracartellini commercializzati da Cotini srl, i quali consentono di registrare l’ingresso o l’uscita in maniera davvero rapida e senza possibilità di errore. Il timbracartellini va a registrare all’evento (ovvero l’ingresso o l’uscita del dipendente) evidenziando con un asterisco un eventuale ritardo oppure uscita anticipata, trasmettendo direttamente queste informazioni all’ufficio buste paga rendendo così anche più semplice il lavoro di chi lavora in amministrazione. Il dipendente ha la certezza che il proprio ingresso o uscita siano stati registrati grazie all’apposito avviso acustico che il timbracartellini mette ogni qualvolta rileva appunto un cartellino che viene inserito.

Una soluzione efficace per limitare gli accessi in azienda

Questa è al tempo stesso un’ottima possibilità non solo per rilevare le presenze, ma anche per limitare gli accessi esclusivamente nei confronti di coloro che sono autorizzati. Esistono differenti modelli di timbracartellini, ciascuno con caratteristiche che lo rendono particolarmente adattabile a determinati tipi di ambienti lavorativi, anche i più polverosi. Vi sono ad esempio quelli con display che consentono di poter leggere l’orario anche a grande distanza, che sono dunque particolarmente adatti a grandi ambienti. Ad ogni modo è possibile posizionare il timbracartellini sia su di un tavolo che su una parete, in base alle preferenze individuali. Alcuni modelli sono infine dotati di batteria al litio, la quale consente al dispositivo di continuare a funzionare per qualche ora anche in assenza di corrente, continuando così a fare il suo lavoro nonostante la momentanea interruzione di energia elettrica.

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Visitare Monza e la Brianza

Una delle zone più belle da visitare in Italia è sicuramente quella di Monza e Brianza. Qui i paesaggi e la natura si fondono in una armonia di forme e colori che sembrano essere quasi surreali, un’atmosfera magica che spinge ogni anno migliaia di turisti a venirla a visitare. Questo meraviglioso territorio regala allo stesso tempo la possibilità di immergersi nel bellissimo centro storico di Monza, famoso per il suo patrimonio storico, architettonico e culturale che vede nel Duomo l’edificio di maggiore interesse e fama. 

Trascorrere una vacanza in zona è quindi un’ottima scelta per andare alla scoperta della sua natura ma al tempo stesso della storia del luogo, sia che si viaggi in famiglia che tra amici. Il luogo ideale in cui fare base ed avere la possibilità di raggiungere facilmente qualsiasi meta nei dintorni è sicuramente Monza, città storicamente legata al mondo dei motori ma che offre al turista anche una varietà di parchi e aree verdi da visitare, luoghi di interesse storico e tantissime attività all’aperto.

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, dagli ambienti eleganti e finemente arredati, in posizione ideale per esplorare la zona o raggiungere Milano. Una struttura accogliente e confortevole che coccola i propri clienti donando loro tutto il relax e la tranquillità di cui hanno bisogno. Il centro benessere della struttura è l’ideale per concedersi una pausa rigenerante e rinfrancante: un buon bagno caldo in idromassaggio, una sauna ed una atmosfera rilassante elimineranno certamente le tossine e doneranno nuove energie. Per chi desidera rilassarsi e condividere questo momento esclusivamente con il proprio partner, l’Over Motel offre delle meravigliose wellness suite, che presentano un hammam privato da utilizzare a piacimento e che include una piscina con idromassaggio da 4 posti ed un solarium, giusto quel che ci vuole per aggiungere al proprio soggiorno anche un contorno di magia e benessere.

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L’acciaio inox in bagno, innumerevoli vantaggi

Nei bagni pubblici, e per pubblici intendiamo quelli di aziende, ristoranti, hotel, negozi, palestre ed ogni ambiente dove la frequentazione è elevata e continua, spesso la qualità degli accessori installati è ampiamente trascurata. La plastica, o l’ABS, è di gran lunga più economica di altri materiali che invece possono garantire una resa ed una durata (oltre che un’estetica) nettamente migliori. Un esempio sono gli accessori bagno acciaio inox di Mediclinics, acquistabili anche sullo shop online.

L’acciaio inox, che non è altro che acciaio legato a nichel e cromo, presenta caratteristiche di grande resistenza alla corrosione ed all’ossidazione. Resiste a temperature estremamente elevate (fino a 300 gradi), è resistente all’acqua ed all’umidità, ed inattaccabile dagli acidi organici: ecco perché la sua installazione in un ambiente come il bagno, soggetto ad un continuo utilizzo con acqua e sostanze chimiche di vario genere (non ultime quelle depositate sulle mani degli utenti), è un esempio di grande attenzione all’igiene ed alla cura dell’ambiente.

Accessori per il bagno in acciaio inox necessitano di una manutenzione quasi trascurabile, presentano un aspetto più curato, durano a lungo e sono molto più igienici della plastica o del normale acciaio di qualità inferiore: l’investimento è senz’altro superiore inizialmente, ma viene poi ampiamente ripagato proprio da queste caratteristiche. Senza contare il design: i prodotti Mediclinics, ad esempio, tra i quali dispenser vari, asciugamani elettrici, asciugacapelli o cestini per la carta, sono disponibili anche in finitura black, che rende il bagno decisamente moderno e, pur trovandoci in un contesto pubblico, quasi accattivante, con un design possibile sia in versione lucida che satinata, ed abbinabile quindi agli altri elementi del locale.

Se poi estendiamo il concetto di accessori ad elementi quali i fasciatoi, sempre più richiesti dalla clientela, comprendiamo come l’aspetto igienico sia essenziale: lo stesso vale per le barre per disabili. Gli accessori inox consentono di ottenere una robustezza superiore, evitando fastidiosi danneggiamenti dovuti all’utilizzo improprio, e forme totalmente smussate e quindi prive di angoli, al fine di garantire maggior sicurezza ed evitare spiacevoli incidenti.

A tutti i proprietari di aziende o locali pubblici, colto l’invito? Valutate l’installazione di dispenser di sapone, carta igienica, asciugamani elettrici ed ogni genere di hotellerie in acciaio inox AISI1304, magari rivolgendovi proprio al nostro partner Mediclinics Italia su www.mediclinics.it.

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Lusso e relax al Residence Privilege Apartments di Monza

Il Residence Privilege Apartments di Vimercate dispone di bellissimi appartamenti dotati di ogni comfort ed in grado di garantire un soggiorno assolutamente piacevole ai suoi ospiti, a prescindere da quale delle due diverse tipologie di appartamento essi decidano di riservare. Esistono infatti gli appartamenti Classic e quelli Executive, che si differenziano per le dimensioni degli spazi a disposizione (30 mq il primo e 40 mq il secondo) e del numero di ospiti (un massimo di due per l’appartamento Classic e fino a 4 persone per quello Executive). Entrambe le soluzioni presentano invece Wi-Fi gratuito per gli ospiti, nonché doccia con idromassaggio, TV satellitare a schermo piatto, angolo cottura, frigorifero, balcone e aria condizionata, tra l’altro. È la soluzione ideale sia per quanti si muovono per motivi di lavoro che per chi viaggia invece per motivi personali e desidera usufruire di una soluzione d’alto profilo in una posizione strategica che consenta di raggiungere facilmente Milano, Monza e Bergamo su tutti.

La possibilità di disporre di un angolo cottura e di tutti gli utensili da cucina inoltre, rende questo hotel a Monza una soluzione particolarmente adatta alle necessità di famiglie o gruppi che si spostano per visitare la zona, mentre la connessione gratuita ad internet e la zona con scrivania consentono perfettamente di potersi dedicare al proprio business a quanti si spostano per motivi di lavoro e desiderano essere operativi anche fuori sede. Le amenità presenti nei dintorni inoltre, come ad esempio gli oltre 10 mila metri quadri di parco che circondano la struttura, consentono di potersi immergere nel relax e nel verde senza doversi allontanare. Sarà l’occasione per concedersi una piacevole passeggiata e respirare dell’aria buona, o magari approfittarne per sedere su una panchina e leggere un buon libro, così da ricaricare le energie e trovare il giusto livello di benessere e rilassatezza desiderato.

Instagram compie 11 anni. Come usarla in modo sicuro?

Instagram celebra il suo 11° compleanno: in questo breve arco di tempo è riuscita a trasformarsi da un piccolo servizio di condivisione di foto in uno dei social network più popolari al mondo. E oggi tramite Instagram gli utenti possono avere accesso a negozi online, incontrare persone con le stesse passioni, prenotare i servizi più disparati, o anche ‘incontrare l’amore’. Secondo quanto riportato dai dati di eMarketer a oggi Instagram conta 1,074 miliardi di utenti in tutto il mondo. Tenuto conto del numero elevato di utenti che ogni giorno accedono alla piattaforma gli esperti di Kaspersky hanno stilato una lista di raccomandazioni su come mantenere protetti i dati sensibili e l’account.
Primo consiglio, prestare attenzione al livello di privacy del proprio account. Questa misura di sicurezza aiuta a evitare che i criminali informatici entrino in possesso delle informazioni personali. Una possibile opzione è rendere appunto privato l’account Instagram, in modo che i propri post siano visibili solo a follower approvati.

Cancellare le proprie tracce digitali e proteggere i dati personali

Verificare, controllare e cancellare le proprie tracce digitali, rimuovendo, ad esempio, le informazioni sui metodi di pagamento dall’account, è fondamentale per proteggersi da furti di dati. Nell’app ci sono istruzioni per configurare iOS e Android in tal senso. Inoltre, è raccomandabile rimuovere il numero di telefono per evitare di essere contattato da sconosciuti. Proteggere i dati personali è poi una misura che aiuterà a mantenere il controllo dei dati condivisi con la piattaforma. In primo luogo, rimuovere i contatti sincronizzati, che Instagram utilizza per offrire suggerimenti su account da seguire o mostrare annunci mirati. Allo stesso modo, bloccare le applicazioni di terze parti collegate al proprio account Instagram: questo permette di eliminare attività non autorizzate sul proprio account, riducendo il rischio di perdita di dati.

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”

Ovviamente, non utilizzare la stessa password per l’account Instagram e per altri servizi. I programmi di password manager possono aiutare a memorizzare una sola password principale e a superare la difficoltà di doverne memorizzare di più complesse.
“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” è comunque la regola migliore per proteggere i dati personali e i dispositivi. I link malevoli possono essere inviati da amici, colleghi o anche partner di gioco online i cui account sono stati compromessi. Pertanto, verificare la validità dei link ricevuti prima di cliccarci sopra, inserendo l’indirizzo web direttamente nel browser o puntando il cursore sul link per valutarne la legittimità. Inoltre, prestare attenzione alla condivisione di scansioni e foto, soprattutto quando si tratta di documenti d’identità, biglietti e documenti di fatturazione. E non condividere le informazioni sui propri spostamenti e sugli orari di viaggio. 

La svolta digitale piace agli italiani: è affidabile e sicura

La svolta digitale piace agli italiani, che la considerano affidabile, sicura, da sostenere e ampliare. A confermarlo è un’indagine a cura della Fondazione Italia Digitale, presentata nell’ambito dell’iniziativa di lancio di questa nuova realtà che si occupa di cultura e policy digitali. Dall’analisi dei dati emerge infatti una sostanziale fiducia da parte dei cittadini nei confronti della digitalizzazione, vista come un’opportunità dal 75% degli intervistati in tutte le fasce di età. Fiducia anche nel rapporto con l’informazione proveniente dal web e dai social, affidabile per il 64% del campione, e nel grado di sicurezza dei servizi digitali offerti (80%).

Acquisti online e pagamenti digitali i servizi preferiti

Tra i canali più utilizzati al primo posto restano i siti web e le app (60%) seguiti dagli sportelli fisici (25%) e dai social network, che continuano la loro scalata inarrestabile tra le modalità preferite di contatto tra PA e cittadino (21%). Compie passi in avanti significativi anche l’identità digitale, attivata dal 55% del campione, mentre il 24% possiede sia una carta di identità elettronica sia lo SPID. Tra i servizi digitali guadagnano la prima posizione l’acquisto online e i pagamenti digitali (75%), seguiti dai servizi della PA (56%). Restando in tema di pagamenti verso la PA, chi predilige l’online lo fa per saldare i tributi (50%).

Facilità e semplicità i requisiti più richiesti
Ottima anche la percezione del fenomeno della digitalizzazione, vista come un processo di semplificazione (48%), e dello smart working, che viene avvertito come un’opportunità per rendere l’organizzazione del lavoro più flessibile e moderna (73%), e come mezzo per favorire l’integrazione delle categorie più fragili (84%). A tal proposito, e per mettere a sistema tutto ciò che è stato fatto finora, per il 90% degli italiani è necessario un ampio piano nazionale di cultura digitale, la cui caratteristica predominante deve essere la facilità e semplicità di utilizzo (35%).

Cresce la consapevolezza di cittadini, istituzioni e imprese

“È arrivato il momento di rendere popolare il digitale nel nostro Paese, la pandemia ha acceso un riflettore enorme: è cresciuta la consapevolezza di cittadini, istituzioni, imprese, e ora serve un salto di qualità per rendere strutturale il cambiamento – spiega Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale -. Oggi c’è voglia di accelerare e la richiesta di digitale è sempre più forte”.
Secondo Livio Gigliuto, membro del cda della Fondazione Italia Digitale, “Il ruolo salvifico del digitale durante la pandemia sembra aver sconfitto la diffidenza degli italiani”. Non solo acquisti online e videochiamate, quindi, gli italiani ora affidano al digitale anche certificati e tributi. E chiedono “un grande piano di cultura digitale che parta da due obiettivi – sottolinea Gigliuto – semplicità di utilizzo e sicurezza”.

Investimenti finanziari, se green e responsabili piacciono di più

Gli italiani apprezzano gli investimenti, meglio se green e responsabili. Il 63,4% di loro conosce gli strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance) basati su criteri di investimento responsabile, e il 52,5% sarebbe interessato a ‘metterci soldi’. Nelle scelte di investimento l’opzione green poi piace al 63,9% degli italiani, che considera gli strumenti Esg un’opportunità per investire bene, e dare prova dei valori nei quali si crede. Anche per i consulenti finanziari gli investimenti responsabili attirano più di prima. Secondo l’82,4% la clientela è molto o abbastanza interessata ai prodotti Esg, il 76,9% nota una maggiore attenzione rispetto al periodo pre Covid-19 e il 68,3% li propone con più frequenza. Si tratta di alcuni risultati emersi dal Rapporto ‘Gli italiani e la finanza sostenibile, per andare oltre la pandemia’, realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, l’Associazione italiana del risparmio gestito.

Il green deve essere autentico e verificato

Gli italiani temono però il greenwashing. Per l’84,6% servono regole condivise a livello europeo, e strumenti come l’adozione di marchi con cui gli investitori possano identificare i prodotti finanziari green. L’80,8% introdurrebbe penalizzazioni per le aziende, o i fondi di investimento, che non rispettano le finalità ambientali e sociali indicate, dando anche la possibilità agli investitori di recedere dall’investimento. Anche per i consulenti finanziari occorre uno scatto in avanti in termini di autenticità e verificabilità, in particolare, creando a livello europeo un sistema di regole chiare con cui identificare i prodotti Esg (49,6%), attivando parametri con cui misurare il rispetto delle finalità ambientali, sociali e di governance (42,9%), e aumentando la trasparenza nelle informazioni e nei regolamenti (26,9%).

La sostenibilità è soprattutto ambientale

Per la maggioranza degli italiani investire in modo responsabile significa soprattutto tutelare l’ambiente. Per il 52,1% il criterio ambientale si conferma infatti come il più importante, mentre il 26,2% indica il sociale, e il 21,7% la governance.
Ancora più netta è la prospettiva dei consulenti finanziari: per il 90,7% l’ambito Esg più attrattivo per la clientela è quello ambientale (per il 6,3% l’ambito sociale e il 3% la governance). Ma avvicinare gli investitori a un’idea di sostenibilità che integri ambiente, sociale e governance è la sfida che la finanza deve vincere per contribuire all’evoluzione sostenibile.

Come ampliare la diffusione dei prodotti Esg tra gli investitori?

L’81,2% degli italiani è favorevole all’introduzione di agevolazioni e incentivi, e per il 72,5% è strategico il ruolo della consulenza finanziaria nel promuovere gli investimenti Esg. Per il 75,7% dei consulenti finanziari invece serve una formazione ad hoc sugli investimenti Esg per presentarli al meglio alla clientela. Di fatto, per virare verso gli investimenti responsabili le risorse non mancano. Nel primo trimestre del 2021 il portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie è arrivato a quasi 4.900 miliardi di euro, con un aumento del 10,9% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello stesso periodo la liquidità delle famiglie è aumentata di 85,5 miliardi di euro (+5,7%), toccando la cifra record di 1.600 miliardi.

Dispositivi IoT, raddoppia il numero di attacchi informatici

I dispositivi IoT (Internet of Things) smartwatch, serrature, fitness tracker e molti altri sono ormai ovunque. Secondo gli analisti del mercato IoT, ogni secondo vengono connessi a Internet 127 nuovi dispositivi. Dato il numero elevato, questi dispositivi attirano l’attenzione non solo degli utenti entusiasti, ma anche dei criminali informatici. Durante i primi sei mesi del 2021 gli honeypot di Kaspersky, software che imita un dispositivo vulnerabile, hanno rilevato oltre 1,5 miliardi di attacchi indirizzati a dispositivi IoT. Il numero è raddoppiato rispetto al semestre precedente.

Nel primo semestre 2021, 1.515.714.259 tentativi di infezione

Per tracciare e prevenire gli attacchi contro i dispositivi smart, gli esperti di Kaspersky hanno creato degli honeypot, letteralmente “barattoli di miele”. Si tratta di software speciali che imitano un dispositivo vulnerabile. Distribuiti pubblicamente su Internet, gli honeypot simulano i dispositivi reali e funzionano come trappole per i criminali informatici. Secondo l’analisi dei dati raccolti dagli honeypot creati da Kaspersky, c’è una tendenza costante all’aumento del numero di attacchi ai dispositivi IoT. Nel primo semestre 2021 il numero totale di tentativi di infezione è arrivato a 1.515.714.259, mentre nei sei mesi precedenti ne sono stati registrati 639.155.942.

Attacchi provenienti dall’Italia, +93%

Nella maggior parte dei casi, i tentativi di connessione hanno utilizzato il protocollo telnet (utilizzato per accedere a un dispositivo e gestirlo da remoto), mentre i restanti hanno utilizzato SSH e web. Anche il numero di attacchi IoT provenienti dall’Italia ha subito una notevole crescita nell’ultimo periodo, con un incremento del 93%. Nel secondo semestre del 2020, infatti, il numero di attacchi registrati ammontava a 1.892.200, mentre nel primo semestre del 2021 il dato è raddoppiato, raggiungendo i 3.650.500. I criminali informatici che prendono di mira i dispositivi IoT tengono i loro toolset sempre aggiornati. Gli esperti di Kaspersky segnalano che sempre più exploit vengono usati come arma dai criminali informatici, e che i dispositivi infetti vengono spesso utilizzati per rubare dati personali, per il mining di criptovalute, e per i più tradizionali attacchi DDoS.

I cybercriminali spostano l’attenzione verso l’Internet of Things

“Da quando i dispositivi IoT, come smartwatch e accessori smart per la casa, sono diventati una parte essenziale della nostra vita quotidiana, i criminali informatici hanno sapientemente spostato la loro attenzione in quest’area – commenta Dan Demeter, security expert di Kaspersky -. Abbiamo notato che gli attacchi si sono intensificati con l’aumento dell’interesse degli utenti verso questo tipo di dispositivi. Le persone credono di non essere abbastanza importanti per essere vittima di un hacker, ma nell’ultimo anno abbiamo potuto osservare un grande aumento degli attacchi verso i dispositivi IoT. La maggior parte di questi attacchi si può prevenire, ecco perché consigliamo ai possessori di smart home di installare una soluzione di sicurezza affidabile, che li aiuti a proteggersi”. 

Transazioni, il 64% delle persone è interessato a una valuta digitale nazionale

Una valuta digitale nazionale? Perché no. Anzi, sì per il 64% degli adulti. A svelare questo interessa da parte dei cittadini nei confronti di una forma di valuta digitale gestita dalle banche centrali è un nuovo report realizzato dalla società di deep tech Guardtime, svolto in dieci paesi, tra cui le principali economie europee e asiatiche, oltre agli Stati Uniti e agli Emirati Arabi Uniti. In base ai dati emersi, si scopre che il 64% degli individui sarebbe interessato a utilizzare una valuta digitale lanciata dalla banca centrale e dal governo del proprio paese. Solo il 10% degli intervistati ha affermato che non utilizzerebbe mai una valuta digitale della banca centrale (CBDC). Un terzo degli adulti intervistati sarebbe favorevole alla conversione dei propri risparmi in CBDC entro un mese e il 26% lo farebbe entro sei mesi. Solo l’11% afferma che non convertirebbe mai i risparmi in un CBDC. Per quanto riguarda lo stipendio, invece, circa il 30% degli intervistati si mostra favorevole alla possibilità di riceverne il pagamento in CBDC entro un mese e un altro 27% sarebbe disponibile alla transizione nell’arco di sei mesi. Pochi gli scettici in merito alla novità: solo il 12% del campione intervistato, infatti, non vorrebbe mai essere pagato con questa forma di valuta.

I vantaggi percepiti dagli utenti

Quali sarebbero i vantaggi dell’adozione di una valuta digitale nazionale secondo i cittadini intervistati? In primo luogo, questa assicurerebbe comodità per le transazioni anche internazionali, accesso finanziario e lotta alla criminalità in prima battuta. Gli aspetti che invece sembrano preoccupare di più sono soprattutto la privacy sulle transazioni,  seguita dalla facilità d’uso, soprattutto a livello internazionale e quando non è disponibile una connessione Internet.

Come si stanno muovendo le banche centrali

Comunque sia, resta il fatto che la banche centrali dei vari paesi si stanno muovendo nella direzione della creazione di una valuta digitale nazionale. Una recente ricerca della Banca dei regolamenti internazionali mostra come l’86% delle istituzioni governative stia effettivamente studiando soluzioni in questo senso, il 60% stia già sperimentando la tecnologia e il 14% sia già in fase di implementazione di un progetto pilota. Sicuramente la recente pandemia ha contribuito a digitalizzare l’economia e le persone hanno di conseguenza mostrato una maggiore attenzione e un maggiore interesse anche nei confronti del lancio di valute digitali da parte delle banche centrali: non ci resta che attendere i prossimi sviluppi.

Smart working, così 400.000 fuori sede sono tornati a casa

Gli ultimi mesi, con l’avvento e la diffusione del lavoro da remoto, hanno portato una rivoluzione anche sotto il profilo abitativo. Lo smart working, infatti, ha rappresentato per moltissimi individui una preziosa opportunità per riorganizzare la propria vita. Ovviamente, la categoria che più delle altre ha beneficiato di questa opzione è quella dei lavoratori fuori sede. I numeri sono importanti: secondo una recentissima indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, negli ultimi 12 mesi il 20% dei fuori sede, ovvero circa 400.000 persone, ha fatto leva proprio sul remote working per cambiare città. Tra questi, il 75% ha scelto di tornare nel luogo di origine, mentre il 25% ha preferito trasferirsi in un’altra città, diversa da quella natale e da dove si trova la sede dell’azienda. Ancora, questo fenomeno ha connotazioni diverse a seconda delle Regioni, con una mobilità maggiore da parte del lavoratori del Sud.

Le differenze territoriali

In alcune regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, sono in numero decisamente maggiore i lavoratori che ritornano rispetto a quelli che partono: è il caso della Sardegna (+40%), così come della Sicilia (+27%) e della Calabria (+21%). Dal punto di vista della popolazione e dell’occupazione, invece, l’area urbana più popolosa presenta un saldo negativo, ovvero il numero di smart worker che escono dall’area è superiore a quello di chi rientra: ad esempio, Lombardia (-2%) , Piemonte (-10%) e Lazio (-20%). L”indagine mostra poi un’ulteriore tendenza: sono numerosi gli smart worker che decidono di trasferirsi da una grande città in un centro più piccolo, ma sempre nell’area in cui si trova l’azienda per cui lavorano. Il trend si riscontra in particolare in Lombardia e nel Lazio. 

Le motivazioni del cambiamento

La principale ragione per cui i lavoratori si spostano è prettamente economica. Se è vero che la retribuzione media degli “smart worker di ritorno” è pari a 1.840 euro, per uno su tre lo stipendio mensile è inferiore ai 1.500 euro. Cambiare città mantenendo lo stesso lavoro ha permesso quindi a molti di migliorare il proprio tenore di vita; il 28,1% ha dichiarato che la ragione principale per cui ha deciso di rimanere a lavorare da remoto è perché, pur percependo lo stesso stipendio, può permettersi cose che prima -da lavoratore fuori sede – non poteva. Questa potrebbe essere anche la motivazione che spinge sei smart worker su dieci a dichiarare di non voler tornare a fare i fuori sede con casa in affitto, ma di voler continuare a lavorare da remoto.

Occhio alla sicurezza online anche sotto l’ombrellone: le 8 regole d’oro

“L’estate può essere un momento ideale per gli hacker, che approfittando delle distrazioni degli utenti possono accedere ad account e dispositivi, o rubare dati e informazioni tramite phishing”, spiegano i quattro ricercatori e professori del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino nonché fondatori di ToothPic, la startup specializzata in cybersecurity. E ad accendere l’attenzione sulla sicurezza online quando si è in vacanza è proprio ToothPic, che dall’autenticazione a due fattori al check della domotica prima di partire per le vacanze, suggerisce 8 regole d’oro per proteggersi dagli attacchi hacker e dai furti di identità online, anche sotto l’ombrellone.

Regola numero 1: inserire credenziali e password sempre diverse

La prima regola comunque è inserire credenziali sempre diverse senza lasciare vecchie password. Scegliere sempre password complesse è fondamentale per proteggere le proprie utenze. Non devono essere banali né troppo corte, altrimenti gli hacker possono intervenire con attacchi diretti a brute force. Ma non solo. Toothpic suggerisce anche di attivare l’autenticazione a due fattori, e se possibile, attivare sempre l’autenticazione multifattore quando l’utente si registra a un servizio online. 

Fare attenzione agli hotspot pubblici

Inoltre, fare attenzione al phishing ed essere diffidenti sotto l’ombrellone: meglio non rispondere mai a messaggi o email, anche se in arrivo da mittenti che sembrano fidati o conosciuti, in cui vengono chiesti dati di autenticazione. La quinta regola di Toothpic è fare anche attenzione agli hotspot pubblici: quando si è in viaggio bisogna fare attenzione alle connessioni pubbliche di bar, ristoranti, stabilimenti balneari e alberghi perché potrebbero non avere sistemi di sicurezza adeguati. La sesta regola d’oro è poi quella di controllare i servizi online, perché anche se si è in vacanza, è bene fare sempre un check costante ai propri servizi online. In questo modo si può intervenire immediatamente se ci si accorge che le credenziali sono state rubate o clonate.

Meglio sistemare la domotica prima di partire

Vanno inoltre aggiornati i dispositivi, ricorda Adnkronos: mentre si prepara la valigia è meglio fare anche un aggiornamento dei propri software installati nel computer, nel tablet e nello smartphone. Infine, occhio a sistemare la domotica: quando si parte per le vacanze può essere necessario impostare dispositivi connessi come telecamere per controllare casa anche a distanza. In questo caso, bisogna ricordarsi di cambiare la password admin, poiché se si mantengono gli account di default si è più esposti al rischio che persone esterne accedano alle immagini registrate dalla videocamera.

Ripresa post Covid, viaggi, business, matrimoni e sport

Quali sono gli interessi degli italiani in uscita dalla pandemia? Rispetto a febbraio 2021 a maggio l’umore dei naviganti in Rete mostra un maggior interesse per fare business (+5% vs -4,8%%) e viaggiare (+4% vs -0,6%), le note dominanti negli italiani del post pandemia. Nello stesso tempo matrimonio (+11% vs -6,6%) e maternità (+1% vs -10,1%) tornano a essere tematiche sentite. Questa è la fotografia restituita dal Report trimestrale dell’Osservatorio SevenData–ShinyStatTM, il progetto nato con l’obiettivo di analizzare l’andamento degli interessi degli italiani sul Web. ShinyStatTM, infatti, grazie a un’ampia diffusione dei propri strumenti di web analytics sul mercato italiano, ha un punto di osservazione privilegiato su tali trend.

Gli italiani hanno voglia di tornare a fare business

Tutti gli indicatori di interesse verso tematiche business e aziendali, sono in forte crescita rispetto all’osservazione di febbraio 2021, da Finance (+ 19% vs -12,8%) a banking (+ 9% vs -11,6%) a investimenti (+18% vs -2,2%), ma nache financial news (+43% vs -26%), business news (+23% vs +1,1%), accounting & auditing (+43% vs – 14,9%), trade association (+62% vs -15,1%), small business (+17% vs +2,7%), legal (+77% vs +5,5%), business operations (+19% vs +15,1%) e business services (+60% vs +11,1%). Dati che mostrano come gli italiani abbiano voglia di tornare a fare business.

Infrangere le anguste pareti dei lockdown

Nello stesso tempo risulta in crescita il desiderio di evadere. L’interesse verso i siti di agenzie viaggio (+40% vs +15,5%), spiagge e isole (+33% vs -19,1%), barche (+18% vs -7%), parchi (+17% vs – 32,1%), crociere e charters (+4% vs -17,6%), viaggi aerei (+12% vs -25,6%), parcheggi in aeroporto (+13% vs -27,6%), hotels&accomodations (+18% vs -4,7%) testimoniano infatti una chiara tendenza degli italiani a volere infrangere le anguste pareti dei lockdown. Quello che emerge è soprattutto il bisogno di stare a contatto con la natura. In accelerazione si evideziano tematiche come Camper (+97% vs -7,2%), ciclismo (+63% vs +1,4%), laghi e fiumi (+25% vs -12,9%), Motociclette (+26% vs -3,6%), piscine & Spa (+23% vs -12,5%), Running & Walking (+16% vs +3,3%).

Più calcio, meno sports betting

Grazie all’effetto Europei, accelera ulteriormente l’interesse verso il calcio (+40% vs +32,2%) e si registra una decisa frenata nel calo d’interesse verso lo sports betting (-3% vs -86%), in concomitanza al moltiplicarsi degli eventi sportivi (+50% vs +6%). Torna poi attuale la questione ambientale (+13% vs -26,2%). Dal punto di vista dei settori economici, risulta in frenata l’interesse verso i siti automotive (-14% vs +5,1%), vendite auto (-14% vs +3,5%) e le voci connesse, come assicurazioni (-3% vs +17,8%), rilascio di patenti (+1% vs +23,1%) e manutenzione (-8% vs +11,6%). Tiene, seppur cedendo qualche punto, il real estate (+13% vs +17,9%). Ancora in territorio negativo l’interesse verso lo shopping (-11% vs -8,5%) ma il fashion riprende ossigeno (+27% vs -20,7%).

Smart Home, per Apple è integrata e i device diventano controller

Apple sta adottando una strategia diversa per la casa intelligente rispetto a quella progettata per le sue piattaforme principali iOS e MacOS. Durante la sua conferenza annuale, la Worldwide Developers Conference (WWDC), la società ha presentato tante nuove funzionalità per la Smart Home, dalla chiave digitale alle telecamere per controllare la consegna di un pacco, basate sulla piattaforma Apple HomeKit. Se per iOS e MacOS Apple ostruisce l’hardware e controlla il software, per le funzionalità di Smart Home preferisce incoraggiare i produttori di hardware di terze parti ad adottare HomeKit, integrando sulla piattaforma per la Smart Home anche le opzioni per il controllo dei condizionatori d’aria, delle videocamere, dei sensori di movimento, di campanelli e delle luci.

Posizionare iPhone e Apple Watch come controller per le funzioni domestiche

L’obiettivo di Apple è di posizionare iPhone e Apple Watch come controller per un’ampia varietà di funzioni domestiche, rendendoli centrali nella gestione della casa e fidelizzando così la clientela su tutta la gamma di dispositivi Apple, compresi Apple TV e HomePod. In ogni caso, durante la WWDC, Apple ha lasciato intravedere anche un’interessante prospettiva per sbloccare la porta di casa con un iPhone tramite una chiave digitale presente nell’app Wallet.
La nuova funzione Apple consentirà quindi agli utenti di sbloccare la porta d’ingresso o del garage con il proprio iPhone, a condizione che sia stata installata una serratura intelligente compatibile. Tanto che dalla conferenza è emerso come i principali fornitori di serrature saranno coinvolti nello sviluppo nel supporto di questa funzione. 

Uno standard per la compatibilità dei dispositivi futuri

Apple ha poi annunciato il proprio sostegno a Matter, uno standard progettato per consentire ai gadget domestici intelligenti di lavorare insieme, confermando di avere contribuito al progetto a cui partecipano anche Amazon, Google e Samsung con un codice HomeKit open source.
L’obiettivo di Matter è quello di garantire che i dispositivi domestici intelligenti rimangano compatibili per gli anni a venire, e rendere più facile lo sviluppo di nuove app. Per gli sviluppatori, il codice HomeKit funzionerà con Matter senza alcuna modifica.

Siri programma l’accensione delle luci, Apple TV monitora le consegne

Sempre in tema casa, HomeKit potrà presto utilizzare Siri per programmare l’accensione di luci intelligenti, ad esempio, ogni giorno alle ore 8:00, e le videocamere potranno verificare quando un pacco è stato consegnato. Basterà tenere sotto controllo la situazione da una Apple TV in modalità a schermo intero, ed eventualmente, accendere facilmente le luci a distanza per illuminare l’ambiente circostante. Le videocamere per la casa intelligente potranno anche archiviare i filmati in modo crittografato e privato su iCloud, attraverso una funzionalità chiamata HomeKit Secure Video.

Il verde in città ha effetti positivi su salute e pianeta

Sono molteplici i vantaggi degli spazi cittadini verdi e pubblici sul benessere psico-fisico e la qualità della vita delle persone. Il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, Greenpeace ha lanciato il rapporto Greening the Cities, che oltre a evidenziare i benefici del verde in città, mette in risalto la necessità per gli amministratori e amministratrici delle città italiane di investire di più nelle aree verdi e pubbliche ad accesso equo per tutte e tutti. Il rapporto di Greenpeace mira quindi a promuovere una vera transizione ecologica nelle città per affrontare la crisi climatica e sanitaria.  

Tanti benefici, non solo sull’organismo, ma anche sulla mente

Dalla riduzione del rischio di numerose malattie croniche in età adulta, come diabete e condizioni cardiovascolari, obesità e asma, all’accelerazione del recupero dopo un intervento chirurgico, alla riduzione dei ricoveri ospedalieri e alla mortalità prematura fino a migliori esiti della gravidanza: sono questi i benefici di una città più green per tutti. Lo studio menziona però anche di un miglioramento delle funzioni cognitive e della salute mentale, legato a miglioramenti nello sviluppo comportamentale, come difficoltà ridotte, sintomi emotivi e problemi di relazione tra pari.

Centri urbani più sicuri e resilienti ai cambiamenti climatici

“Aumentare le aree verdi e pubbliche significa prendersi cura della salute di cittadine e cittadini e garantire un tessuto sociale sano e attivo – dichiara Chiara Campione, coordinatrice del progetto Hack Your City di Greenpeace -. Rendere più verde lo spazio pubblico aiuta a combattere la disuguaglianza, promuove l’inclusione della comunità e rende le città più sicure e più resilienti ai cambiamenti climatici in corso”. Sebbene la disponibilità e l’accessibilità di spazi verdi urbani nelle grandi città del mondo sia aumentata rispettivamente del 4,11% e del 7,1% negli ultimi 15 anni, solo una manciata di città ha soddisfatto pienamente lo standard dell’Oms sulla disponibilità che stabilisce un minimo di 9 metri quadri di spazi verdi per abitante, per non parlare del valore ideale di 50 m² pro capite. 

Un’opportunità per riequilibrare il nostro rapporto con la natura

Anche nelle città che soddisfano alcuni di questi standard però ciò non si traduce necessariamente in parità di accesso allo spazio verde per tutta la cittadinanza. Più della metà della popolazione mondiale, 4,2 miliardi di persone, vive nelle città, e questo numero è destinato ad aumentare del 70% entro il 2050. Le città sono i centri dell’attività economica, e rappresentano oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra. Per l’organizzazione ambientalista gli spazi verdi, riferisce Adnkronos, devono essere considerati non solo un investimento per la salute pubblica e sociale, ma un’opportunità per riequilibrare il nostro rapporto con la natura, rallentare la crisi climatica e proteggerci da future pandemie.