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Mettere in sicurezza la seconda casa

Quello di mettere in sicurezza la seconda casa è un problema che riguarda tantissimi italiani, i quali hanno tipicamente una seconda residenza fuori città o direttamente fuori regione e vi si recano soltanto durante il periodo estivo.

Un facile obiettivo

Ciò significa che durante tutto il periodo invernale questi appartamenti non vengono controllati dal proprietario e rischiano di diventare un facile obiettivo da parte dei malintenzionati, i quali sanno di poter agire indisturbati proprio perché difficilmente il proprietario o chi per lui passerà da quelle parti in determinati periodi dell’anno.

Eventuali sistemi elettronici o sistemi di allarme non rappresentano in questi casi una soluzione efficace, in quanto ad esempio in aperta campagna il suono dell’allarme può non essere percepito da nessuno o comunque le sirene possono facilmente essere manomesse senza che nessuno se ne accorga.

Da qui nasce dunque l’esigenza di individuare effettivamente una soluzione che possa consentire ai proprietari di dormire sonni tranquilli anche durante il periodo invernale, soprattutto per le seconde case o comunque tutti quegli appartamenti in cui non ci si reca frequentemente nel corso dell’anno.

Le inferriate di sicurezza

In questo caso, le inferriate di sicurezza e quelle apribili possono rappresentare la soluzione perfetta per mettere in sicurezza porte e finestre: Questo tipo di inferriate infatti, sono realizzate in ferro e rappresentano una barriera veramente difficile da superare, e che costituisce dunque un ottimo deterrente contro i malintenzionati i quali non hanno tempo da perdere ma al contrario hanno necessità di accedere e allontanarsi dall’appartamento in maniera rapida.

Puoi visionare sul sito di egmetal.net diverse soluzioni di inferriate di sicurezza, ricordando tra l’altro che puoi usufruire delle detrazioni fiscali previste dal “Bonus Casa” grazie al quale potrai recuperare fino al 50% del tuo investimento.

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Un giardino da favola sul terrazzo? Si può!

Rendere il tuo terrazzo una meravigliosa oasi in città, uno spazio verde tutto tuo in cui poterti rilassare o passare la serata ogni volta che vuoi, probabilmente è un tuo desiderio da tempo.

Non devi rinunciare a prescindere a questo progetto solo perché non hai il pollice verde e non sai quali soluzioni adottare. In realtà, bastano un po’ di organizzazione e fantasia per trasformare il tuo terrazzo in un vero e proprio giardino urbano.

Ecco allora alcuni consigli che ti saranno utili anche se non hai alcuna esperienza nella manutenzione giardini ma desideri comunque rendere ancora più bello e accogliente questo importante ambiente di casa.

Le piante da scegliere

Prima di scegliere quali piante posizionare nel tuo terrazzo valuta elementi quali l’esposizione, il clima e gli spazi a tua disposizione. Dalla quantità di luce infatti, è possibile stabilire con esattezza quale tipologia di piante o piccoli arbusti meglio si addicano allo scopo. In linea di massima i consigli per le piante sono i seguenti:

  • Opta per delle piante che non hanno bisogno di particolari cure e manutenzione come ad esempio ciclamini, aloe o rosmarino.
  • Prevedi la presenza di piante rampicanti o sempreverdi come ad esempio il semprevivo, il timo o la lewisia. Avere dei rampicanti infatti, dà la sensazione di essere letteralmente circondato dal verde.
  • Se vivi in zone particolarmente umide o in cui vi è la presenza di eventuali fiumi, ricorda di prevedere la presenza di piante che allontanino le zanzare come ad esempio la lavanda, la citronella o lo stesso rosmarino. Oltre ad essere belle da vedere e profumate, queste piante garantiscono protezione dalle fastidiose zanzare.

Allontana gli sguardi indiscreti

Se non c’è una barriera fisica che protegge gli sguardi degli edifici circostanti, puoi pensare ad installare un gelsomino o comunque un rampicante, che costituisce una perfetta barriera verde che è in grado di tenere lontano gli sguardi indiscreti e concederti un relax totale nel tuo giardino urbano.

Gli arredi

Per completare l’atmosfera fai bene a prevedere la presenza di arredi e la giusta illuminazione nel tuo terrazzo, per utilizzare questi spazi anche la sera. Per quel che riguarda i materiali di sedie e tavoli è bene pensare a qualcosa che resista alla pioggia, come ad esempio il teak.

Grazie a questi consigli ti sarà possibile rendere il tuo terrazzo un bellissimo giardino urbano in grado di regalarti momenti felici in compagnia delle persone che ami.

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Il timbracartellini per la rilevazione delle presenze

Grazie ad un timbracartellini, oggi è molto più facile registrare il proprio ingresso o uscita dalla sede di lavoro e dunque testimoniare la propria presenza all’interno della sede lavorativa. In passato, i lavoratori erano costretti a firmare un apposito registro e perdere del tempo, dovuto alle inevitabili code di dipendenti che avevano necessità di firmare l’ingresso o l’uscita tutti nella stessa fascia oraria e dunque in un arco di tempo pressoché ristretto.

Il lavoro dell’ufficio buste paga diventa più semplice

Oggi questo non è più necessario grazie ai timbracartellini commercializzati da Cotini srl, i quali consentono di registrare l’ingresso o l’uscita in maniera davvero rapida e senza possibilità di errore. Il timbracartellini va a registrare all’evento (ovvero l’ingresso o l’uscita del dipendente) evidenziando con un asterisco un eventuale ritardo oppure uscita anticipata, trasmettendo direttamente queste informazioni all’ufficio buste paga rendendo così anche più semplice il lavoro di chi lavora in amministrazione. Il dipendente ha la certezza che il proprio ingresso o uscita siano stati registrati grazie all’apposito avviso acustico che il timbracartellini mette ogni qualvolta rileva appunto un cartellino che viene inserito.

Una soluzione efficace per limitare gli accessi in azienda

Questa è al tempo stesso un’ottima possibilità non solo per rilevare le presenze, ma anche per limitare gli accessi esclusivamente nei confronti di coloro che sono autorizzati. Esistono differenti modelli di timbracartellini, ciascuno con caratteristiche che lo rendono particolarmente adattabile a determinati tipi di ambienti lavorativi, anche i più polverosi. Vi sono ad esempio quelli con display che consentono di poter leggere l’orario anche a grande distanza, che sono dunque particolarmente adatti a grandi ambienti. Ad ogni modo è possibile posizionare il timbracartellini sia su di un tavolo che su una parete, in base alle preferenze individuali. Alcuni modelli sono infine dotati di batteria al litio, la quale consente al dispositivo di continuare a funzionare per qualche ora anche in assenza di corrente, continuando così a fare il suo lavoro nonostante la momentanea interruzione di energia elettrica.

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Visitare Monza e la Brianza

Una delle zone più belle da visitare in Italia è sicuramente quella di Monza e Brianza. Qui i paesaggi e la natura si fondono in una armonia di forme e colori che sembrano essere quasi surreali, un’atmosfera magica che spinge ogni anno migliaia di turisti a venirla a visitare. Questo meraviglioso territorio regala allo stesso tempo la possibilità di immergersi nel bellissimo centro storico di Monza, famoso per il suo patrimonio storico, architettonico e culturale che vede nel Duomo l’edificio di maggiore interesse e fama. 

Trascorrere una vacanza in zona è quindi un’ottima scelta per andare alla scoperta della sua natura ma al tempo stesso della storia del luogo, sia che si viaggi in famiglia che tra amici. Il luogo ideale in cui fare base ed avere la possibilità di raggiungere facilmente qualsiasi meta nei dintorni è sicuramente Monza, città storicamente legata al mondo dei motori ma che offre al turista anche una varietà di parchi e aree verdi da visitare, luoghi di interesse storico e tantissime attività all’aperto.

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, dagli ambienti eleganti e finemente arredati, in posizione ideale per esplorare la zona o raggiungere Milano. Una struttura accogliente e confortevole che coccola i propri clienti donando loro tutto il relax e la tranquillità di cui hanno bisogno. Il centro benessere della struttura è l’ideale per concedersi una pausa rigenerante e rinfrancante: un buon bagno caldo in idromassaggio, una sauna ed una atmosfera rilassante elimineranno certamente le tossine e doneranno nuove energie. Per chi desidera rilassarsi e condividere questo momento esclusivamente con il proprio partner, l’Over Motel offre delle meravigliose wellness suite, che presentano un hammam privato da utilizzare a piacimento e che include una piscina con idromassaggio da 4 posti ed un solarium, giusto quel che ci vuole per aggiungere al proprio soggiorno anche un contorno di magia e benessere.

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L’acciaio inox in bagno, innumerevoli vantaggi

Nei bagni pubblici, e per pubblici intendiamo quelli di aziende, ristoranti, hotel, negozi, palestre ed ogni ambiente dove la frequentazione è elevata e continua, spesso la qualità degli accessori installati è ampiamente trascurata. La plastica, o l’ABS, è di gran lunga più economica di altri materiali che invece possono garantire una resa ed una durata (oltre che un’estetica) nettamente migliori. Un esempio sono gli accessori bagno acciaio inox di Mediclinics, acquistabili anche sullo shop online.

L’acciaio inox, che non è altro che acciaio legato a nichel e cromo, presenta caratteristiche di grande resistenza alla corrosione ed all’ossidazione. Resiste a temperature estremamente elevate (fino a 300 gradi), è resistente all’acqua ed all’umidità, ed inattaccabile dagli acidi organici: ecco perché la sua installazione in un ambiente come il bagno, soggetto ad un continuo utilizzo con acqua e sostanze chimiche di vario genere (non ultime quelle depositate sulle mani degli utenti), è un esempio di grande attenzione all’igiene ed alla cura dell’ambiente.

Accessori per il bagno in acciaio inox necessitano di una manutenzione quasi trascurabile, presentano un aspetto più curato, durano a lungo e sono molto più igienici della plastica o del normale acciaio di qualità inferiore: l’investimento è senz’altro superiore inizialmente, ma viene poi ampiamente ripagato proprio da queste caratteristiche. Senza contare il design: i prodotti Mediclinics, ad esempio, tra i quali dispenser vari, asciugamani elettrici, asciugacapelli o cestini per la carta, sono disponibili anche in finitura black, che rende il bagno decisamente moderno e, pur trovandoci in un contesto pubblico, quasi accattivante, con un design possibile sia in versione lucida che satinata, ed abbinabile quindi agli altri elementi del locale.

Se poi estendiamo il concetto di accessori ad elementi quali i fasciatoi, sempre più richiesti dalla clientela, comprendiamo come l’aspetto igienico sia essenziale: lo stesso vale per le barre per disabili. Gli accessori inox consentono di ottenere una robustezza superiore, evitando fastidiosi danneggiamenti dovuti all’utilizzo improprio, e forme totalmente smussate e quindi prive di angoli, al fine di garantire maggior sicurezza ed evitare spiacevoli incidenti.

A tutti i proprietari di aziende o locali pubblici, colto l’invito? Valutate l’installazione di dispenser di sapone, carta igienica, asciugamani elettrici ed ogni genere di hotellerie in acciaio inox AISI1304, magari rivolgendovi proprio al nostro partner Mediclinics Italia su www.mediclinics.it.

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Lusso e relax al Residence Privilege Apartments di Monza

Il Residence Privilege Apartments di Vimercate dispone di bellissimi appartamenti dotati di ogni comfort ed in grado di garantire un soggiorno assolutamente piacevole ai suoi ospiti, a prescindere da quale delle due diverse tipologie di appartamento essi decidano di riservare. Esistono infatti gli appartamenti Classic e quelli Executive, che si differenziano per le dimensioni degli spazi a disposizione (30 mq il primo e 40 mq il secondo) e del numero di ospiti (un massimo di due per l’appartamento Classic e fino a 4 persone per quello Executive). Entrambe le soluzioni presentano invece Wi-Fi gratuito per gli ospiti, nonché doccia con idromassaggio, TV satellitare a schermo piatto, angolo cottura, frigorifero, balcone e aria condizionata, tra l’altro. È la soluzione ideale sia per quanti si muovono per motivi di lavoro che per chi viaggia invece per motivi personali e desidera usufruire di una soluzione d’alto profilo in una posizione strategica che consenta di raggiungere facilmente Milano, Monza e Bergamo su tutti.

La possibilità di disporre di un angolo cottura e di tutti gli utensili da cucina inoltre, rende questo hotel a Monza una soluzione particolarmente adatta alle necessità di famiglie o gruppi che si spostano per visitare la zona, mentre la connessione gratuita ad internet e la zona con scrivania consentono perfettamente di potersi dedicare al proprio business a quanti si spostano per motivi di lavoro e desiderano essere operativi anche fuori sede. Le amenità presenti nei dintorni inoltre, come ad esempio gli oltre 10 mila metri quadri di parco che circondano la struttura, consentono di potersi immergere nel relax e nel verde senza doversi allontanare. Sarà l’occasione per concedersi una piacevole passeggiata e respirare dell’aria buona, o magari approfittarne per sedere su una panchina e leggere un buon libro, così da ricaricare le energie e trovare il giusto livello di benessere e rilassatezza desiderato.

I sette trend per gli acquisti lifestyle del 2022

Quali saranno le tendenze di acquisto nel 2022 in fatto di lifestyle? Alla domanda risponde il Catawiki 2022 Trends Report, la ricerca condotta dalla società di consulenza e strategia Crowd DNA, da cui emergono le 7 tendenze che guideranno gli acquisti di arte, moda, design, gioielli, orologi, automobili, cibi e tutto ciò che riguarda il lifestyle nel prossimo anno. E la prima è la Nostalgia degli anni ’90. La moda ispirata al grunge e i memorabilia della cultura pop sono all’apice della popolarità, soprattutto nel settore del lusso. L’84% dei 240 esperti intervistati la colloca infatti tra i primi 3 driver culturali in molti settori. Il ritorno agli anni ‘90 è un trend che si noterà anche nei motori per le auto e nella riscoperta delle moto, oggetti dal design inconfondibile.

L’Artigianato e i Grandi Classici 
Il secondo trend è l’Artigianato come sinonimo di qualità e unicità. Il 67% degli esperti conferma la crescente attenzione per tutto ciò che celebra la creatività e l’artigianato in ambiti come moda, design o cibo, in risposta al ‘fast fashion’, al ‘fast food’ e al ‘fast furniture’.
Di fronte a un eccesso di scelta, gli acquirenti però sono sempre più attratti da oggetti senza tempo, che si tratti di una chitarra Fender o di una borsa Louis Vuitton. Per questo Il valore senza tempo dei grandi Classici è la terza tendenza del 2022: il 76% degli esperti concorda sul fatto che il loro valore aumenterà più velocemente rispetto ad altri oggetti.

Il Legame con la Terra e la riscoperta del Patrimonio Culturale
A emergere è anche un quarto trend: la riscoperta del Legame con la Terra e la Natura. Tra collezionisti e antiquari il panel di esperti ha notato un ritorno a materiai come legno, ceramica e tessuti. Ma anche la ricerca di vini naturali e organici. Secondo gli esperti torneranno di moda anche gli oggetti speciali in grado di celebrare l’identità e il patrimonio culturale. Secondo il 76% degli intervistati la riscoperta del Patrimonio Culturale nel prossimo anno si evidenzierà con la richiesta di oggetti con un denominatore comune: sottolineare le origini, celebrare la storia, e portare un messaggio sociale.

Nuova vita agli oggetti con Brio e Fantasia
La ricerca dell’originalità sta portando sempre più persone a reinventare oggetti per posizionarli o utilizzarli in contesti completamente nuovi, riferisce Ansa. Secondo il 61% degli esperti dare Nuova vita agli oggetti è la sesta tendenza chiave per il 2022, per cui ci sarà un aumento di tessuti riciclati e articoli vintage, in una sorta di moto di ribellione verso il consumismo. Ma dopo mesi di lockdown le persone vogliono anche riaccendere il loro lato giocoso. Che si tratti di colori audaci, motivi vivaci o design appariscente, torneranno in auge oggetti fuori dal comune, dai tessuti a fantasia con disegni floreali o animalier ai gioielli ‘tuttifrutti’ fino agli orologi esuberanti e colorati, in grado di trasmettere Brio e Fantasia. 

Con Alexa gli anziani si sentono meno soli

Ad approfondire il rapporto tra l’innovazione tecnologica e gli over 60, più precisamente, la fascia 65-80 anni, è il progetto Voice4Health, condotto dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica EngageMinds HUB, in collaborazione con DataWizard, e con il contributo di Amazon. In particolare, il progetto Voice4Health ha analizzato il rapporto tra gli anziani e l’uso dell’assistente vocale Alexa, e dai dati è emerso che più di 6 over 65 su 10 dichiarano di sentirsi meno soli ad Alexa. La tecnologia, insomma, non è a uso esclusivo dei giovani. Fuori dalla stretta cerchia dei teenager anche tra chi è più avanti con l’età dalla tecnologia trae vantaggi, ma soprattutto benessere.

L’assistente vocale aumenta il benessere degli over 60

La ricerca ha visto protagonisti 60 uomini e donne senior e anziani reclutati appositamente per lo studio. Queste persone hanno ricevuto un dispositivo Alexa e sono state intervistate quattro volte: due settimane prima dell’inizio della sperimentazione, appena prima dell’inizio, alla fine delle due settimane di sperimentazione, e dopo altri quindici giorni. Quasi la totalità degli intervistati ha espresso una maggiore volontà di comunicare con altre persone mediante nuove tecnologie, e il 75% del campione alla fine della sperimentazione sostiene di aver visto aumentare il proprio stato di benessere. 

Un impatto positivo sulle relazioni sociali e lo stato emotivo

Gli assistenti vocali sono tecnologie che con il solo uso della voce permettono di attivare un promemoria, riprodurre musica e video, ascoltare le ultime notizie e rimanere sempre in contatto con parenti e amici. Ci vuole poco a immaginare il ruolo di questi strumenti nella vita di chi deve fare i conti con la solitudine e vive in prevalenza in casa. Lo studio dell’EngageMinds HUB rileva infatti che la risposta positiva alla domanda ‘Mi sono sentito calmo e rilassato’ usando un assistente vocale è cresciuta nel corso del periodo di otto settimane.
“Dal punto di vista emotivo – spiega la ricercatrice Serena Barello – il 52% degli intervistati ha dichiarato di aver mantenuto un elevato stato di benessere anche nelle settimane successive alla sperimentazione. Ma di tutto rilievo è stato anche l’impatto sulle relazioni sociali – aggiunge Barello – perché dopo la sperimentazione ben il 62% degli intervistati ha avuto la sensazione di sentirsi meno solo e il 98% ha espresso una maggior volontà di comunicare con altre persone mediante le nuove tecnologie”.

Un aiuto per controllare la domotica

Alexa è l’assistente vocale implementato su tutti i dispositivi smart prodotti da Amazon, e al momento è l’assistente vocale che ha la maggior compatibilità anche con device di terze parti, come ad esempio Philips. Ma non è l’unico, riporta Agi. C’è anche Microsoft, con Cortana, e Google, con il suo ecosistema Google Assistant, che può inviare messaggi, avviare chiamate, riprodurre musica, ma anche controllare la domotica, come la regolazione della temperatura o l‘impianto di illuminazione.
L’assistente vocale di Apple poi si integra perfettamente con tutti i dispositivi Apple e con gli accessori per la domotica certificati Works with Apple HomeKit, che permettono di controllare tutta la casa semplicemente con la voce.

Ponte dell’immacolata: le vacanze costano in media il 17,3% in più

Per il ponte dell’8 dicembre 2021 sono 10 milioni gli italiani che si sono messi in viaggio, ma per loro questo è un ponte ‘salato’ a causa dei forti rincari di prezzi e tariffe sul fronte dei trasporti e delle vacanze. Secondo il presidente del Codacons, l’avvocato Marco Donzelli, quest’anno trascorrere qualche giorno fuori casa in occasione delle festività dell’Immacolata è costato in media il 17,3% in più rispetto allo scorso anno. Dal settore dei trasporti a quello dei viaggi fino alla ristorazione si registrano infatti aumenti a due cifre per molte voci di spesa. Una su tutte quella dei biglietti aerei, soprattutto per quelli dei voli internazionali, ma, denuncia il Codacons, anche mangiare al ristorante o dormire in albergo quest’anno è decisamente più oneroso.

Viaggiare quest’anno è più caro

Insomma, viaggiare per il Ponte dell’Immacolata quest’anno è più caro. Sul settore dei viaggi si stanno infatti registrando aumenti a due cifre per moltissime voci. Come segnala il Codacons, in testa alla classifica dei rincari i prezzi dei biglietti aerei, con i voli internazionali che hanno subito su base annua un rincaro record del +51,3%, mentre i voli nazionali registrano un aumento del +18,9%.
Per chi ha scelto di viaggiare in occasione del Ponte dell’Immacolata costa di più anche spostarsi via mare su navi e traghetti (+7,4%), mentre chi ha optato per un pacchetto vacanza deve mettere in conto una spesa maggiore in media del +11,5%.

Spostarsi in auto è un vero salasso, ma anche mangiare fuori

Un vero salasso anche spostarsi in auto, a causa dei rincari dei carburanti, con la benzina che oggi costa il 25,3% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio aumentato addirittura del 27,9% in più. Del resto, dai rincari non si salvano nemmeno i ristoranti. Per mangiare fuori durante la festività dell’Immacolata si spende in media il 2,8% in più, ed è più caro anche dormire fuori: le tariffe degli alberghi hanno subito un rialzo del +4,4% su base annua, mentre per un villaggio vacanza si spende in media il 6,7% in più.

Cosa fare in caso di ritardi, disservizi e cancellazioni dei voli

Sul fronte del trasporto aereo il Codacons ricorda poi che in caso di ritardi, disservizi e cancellazioni dei voli, gli utenti potranno avvalersi della nuova piattaforma CPC. (Codacons Passengers Complaint), lanciata dal Codacons per ottenere assistenza e avanzare le richieste di rimborso e indennizzo nei confronti delle compagnie aeree.

Colloquio di lavoro, i 4 errori da non fare

Il colloquio di lavoro è un momento cruciale nella vita professionale di ognuno di noi. Un incontro che può cambiare in meglio il nostro futuro, e sul quale si investono desideri e ambizioni. Insomma, è uno snodo cruciale per ogni carriera, da giocarsi bene, anzi benissimo. Eppure, vuoi perchè è la prima volta oppure perchè è passato molto tempo dall’ultimo colloquio o ancora per un eccessivo carico di stress, capita di incorrere in un passo falso che può condurre al fallimento. Ecco i 4 errori da non fare assolutamente, come spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting.

Puntualità innanzitutto e abbigliamento adeguato

“Il primo errore banale che si può fare al momento del colloquio di lavoro è quello di presentarsi in ritardo” spiega l’esperta “per il semplice fatto che una delle prime ed essenziali doti che si cercano in un lavoratore è proprio la puntualità. Prima di recarsi a un colloquio di lavoro è quindi bene studiare il percorso che si dovrà fare – in auto, in bus o a piedi – tenendo conto del traffico e di vari altri eventuali ostacoli, come per esempio il bus in ritardo: è decisamente meglio arrivare nei pressi del luogo prestabilito con dieci minuti d’anticipo e farsi una breve passeggiata per ingannare il tempo e distendere i nervi, piuttosto che arrivare all’appuntamento con 10 minuti di ritardo”.
Il secondo errore in cui è possibile incappare è non scegliere l’abbigliamento adeguato. Anche se l’abito non fa il monaco, “di certo, in un colloquio di 20 o di 30 minuti, anche questi dettagli sono fondamentali per definire la persona che ci si trova davanti” precisa Adami. Meglio quindi vestirsi in modo idoneo, individuando quello che è il dress code dell’azienda che assume, per non rischiare né di essere troppo trasandati, né di eccedere in eleganza.

Preparazione e comportamento corretto

Al terzo posto fra gli errori “gravi” in fase di colloquio c’è quello di arrivare all’incontro impreparati. “Basta poco tempo per raccogliere qualche informazione in più sull’azienda, per imparare la sua storia e la sua filosofia: in questo modo sarà possibile affrontare il colloquio in modo migliore, e si dimostrerà di essere realmente interessati alla posizione” afferma l’esperta. Che mette in guardia anche da un altro comportamento inopportuno: mai parlare male degli ex colleghi di lavoro. Nessuno, infatti, vorrebbe assumere qualcuno che alla prima occasione sparla alle spalle.

Boom per l’app che svela la qualità di cibi e cosmetici

Chi sono i nuovi consulenti dei consumatori? Le app: basta inquadrare il codice a barre di cosmetici e cibi confezionati con il telefonino e Yuka promuove o boccia il contenuto in relazione alla qualità in relazione alla nostra salute. Con tanto di semaforo verde, giallo o rosso. Yuka è infatti l’app più usata per scansionare i prodotti e decifrare e analizzare nel dettaglio i componenti di alimenti confezionati o prodotti cosmetici. Utilizzata in 11 paesi nel mondo da oltre 20 milioni di persone, in Italia a oggi è stata scaricata oltre 10 milioni di volte. Gli adolescenti inquadrano le merendine preferite rendendosi conto in pochi secondi cosa stanno per mangiare, ma la usano anche le signore ‘beauty addicted’ per confrontare rossetti e creme con quelli dei mass market, e i neo-genitori per scegliere quali omogeneizzati acquistare.

Scoprire se il prodotto è eccellente, buono, mediocre o scarso 

Il sistema giudica infatti in modo semplice e immediato se il prodotto alimentare è eccellente, buono, mediocre o scarso tenendo conto della qualità nutrizionale, come contenuto di zuccheri, sale, calorie, fibre, grassi, la presenza di additivi e il profilo bio. Per i cosmetici Yuka considera invece le sostanze chimiche presenti, se innocue o potenzialmente dannose per la salute. L’uso di Yuka dilaga tra i consumatori, nonostante le critiche mosse dall’allora ministro Teresa Bellanova che lo scorso anno la bollò come ‘semplicistica e sbagliata’.

Un sistema credibile perché indipendente

Yuka è un’applicazione francese e valuta la qualità secondo il metodo di etichettatura ‘Nutriscore’ a semaforo, mentre in Italia si usa il sistema ‘Nutriform Battery’, che elenca in modo più preciso e dettagliato la composizione nutrizionale. Insomma, l’applicazione del momento segue il nuovo trend che vede le app scaricate sugli smartphone sempre più al centro dello shopping e della nostra vita. Gli informatici francesi che l’hanno inventata garantiscono che il sistema è credibile perché indipendente e si basa su un database mondiale che cresce di giorno in giorno. Ma, soprattutto, non riceve alcun finanziamento da parte di brand ma solo dagli utenti.

Oltre a cibo e cosmetici anche la moda

Sul fronte alimentare oltre Yuka c’è l’analoga Edo, riporta Ansa, ma esistono da qualche anno le app che rivelano marca e prezzo di vestiti e scarpe, che magari vediamo indossati da qualcuno che attraversa la strada o che notiamo sulle riviste o sui social. Come ASAP54, definita ‘lo Shazam della moda’, oppure Snap Fashion. Ci sono poi quelle che aiutano a scegliere l’outfit migliore, come My Dressing o ClosetSpace, o ancora, StyleBook. Anche sul fronte dei cosmetici cresce l’uso di applicazioni che supportano le scelte. Si va da INCIBeauty (un milione di download) a Greenity-Bio Inci cosmetici (oltre centomila download), oppure Biotiful, che traduce in termini semplici l’INCI, l’elenco ingredienti, e confronta prezzi e recensioni. Proprio come Shazam, che indovina le canzoni in pochi secondi, le nuove app mettono al centro il consumatore risolvendo dubbi e difficoltà all’istante.

Smart working nel post-pandemia: dati, numeri e trend

Con l’avanzamento della campagna vaccinale è progressivamente diminuito il numero degli smart worker, passati da 5,37 milioni nel primo trimestre del 2021 a 4,07 milioni nel terzo. A settembre, infatti, si contano complessivamente 1,77 milioni di lavoratori agili nelle grandi imprese, 630mila nelle Pmi, 810mila nelle micro imprese, e 860mila nella PA. Il graduale rientro in ufficio non segna in generale un declino dello smart working, al contrario le organizzazioni prevedono un aumento degli smart worker rispetto ai numeri registrati a settembre. Si prevede infatti che saranno 4,38 milioni i lavoratori che opereranno almeno in parte da remoto (+8%), di cui 2,03 milioni nelle grandi imprese, 700mila delle Pmi, 970mila nelle micro imprese, e 680mila nella PA. Si tratta dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano.

Si al lavoro a distanza anche dopo l’emergenza sanitaria

Dopo la pandemia lo smart working rimarrà, o sarà introdotto, nell’89% delle grandi aziende, nel 62% delle PA, e nel 35% delle Pmi, anche se un terzo di loro prevede di abbandonarlo. La scelta di proseguire con lo smart working è motivata dai benefici riscontrati da lavoratori e aziende. Ad esempio, l’equilibrio fra lavoro e vita privata è migliorato per l‘89% delle grandi imprese, il 55% delle Pmi, e l’82% delle PA. In generale, la modalità di lavoro tenderà a essere ibrida, alla ricerca di un miglior equilibrio fra lavoro in sede e a distanza. In particolare, nelle grandi imprese sarà possibile lavorare a distanza mediamente per tre giorni a settimana, e due nelle PA.

Il punto di vista dei lavoratori

Nel complesso la diffusione dello smart working ha avuto un impatto positivo sui lavoratori. Per il 39% è migliorato il proprio work-life balance, il 38% si sente più efficiente nello svolgimento della propria mansione e il 35% più efficace. Inoltre, secondo il 32% è cresciuta la fiducia fra manager e collaboratori, e per il 31% la comunicazione fra colleghi. Ma il perdurare della pandemia e i lunghi periodi di lavoro da casa hanno anche avuto alcune ripercussioni negative: è infatti diminuita ulteriormente la percentuale di smart worker pienamente ingaggiati, passata dal 18% al 7%, e tra i lavoratori aumenta il livello di tecnostress e overworking.

I benefici sociali e ambientali

I benefici e le opportunità che derivano dallo smart working riguardano non solo le organizzazioni e i lavoratori, ma anche una maggiore sostenibilità sociale e ambientale. Secondo le grandi imprese, la sua applicazione su larga scala favorisce l’inclusione di chi vive lontano dalla sede di lavoro (81%), dei genitori (79%) e di chi si prende cura di anziani e disabili (63%). La possibilità di lavorare in media 2,5 giorni a settimana da casa porterà poi al risparmio di 123 ore l’anno e 1.450 euro in meno per ogni lavoratore che usa l’automobile per recarsi in ufficio. E in termini di sostenibilità ambientale, la sua applicazione comporterà minori emissioni: circa 1,8 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

Italia, connessione Internet per molti, ma non ancora per tutti

Sono ancora tantissimi gli italiani che non hanno una connessione internet: a sorpresa, il numero dei nostri connazionali completamente a digiuno della rete sono ben 4,3 milioni. E se questo numero sembra alto, è ancora più sorprendente scoprire che nel nostro paese sono addirittura oltre 13 milioni quelli che hanno connessioni malfunzionanti. E non è finita qui. A scattare la fotografia della situazione attuale delle connessioni in Italia e del rapporto fra cittadini e tecnologie è stato il report “La digital life degli italiani”, condotto dal Censis che, in collaborazione con Lenovo. Come accennato, l’analisi evidenzia che oltre i 13,2 milioni di italiani che hanno connessioni lente o traballanti, ci sono altri 22,7 milioni che lamentano qualche disagio in casa durante le attività digitali, a causa di stanze sovraffollate (14,7 milioni) o della necessità di condividere i dispositivi con i loro familiari (12,4 milioni). 

L’alba di una nuova transizione: ma 24 milioni di persone non sono al oro agio nel mondo digitale

Siamo all’alba di una nuova transizione digitale. Ora serve un progetto di società pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso” ha spiegato Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.
Tuttavia, sono circa 24 milioni di italiani che non si sentono pienamente a loro agio nell’ecosistema digitale: 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni con la posta elettronica, altrettanti con i social network e 7 milioni con la navigazione sui siti web e con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi. 5 milioni non sanno eseguire un pagamento online e 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali. Ma per chi riesce a navigare senza troppi problemi, riporta Ansa, i benefici nell’uso di smartphone e PC sono tangibili: 9 intervistati su 10 si dicono soddisfatti dei dispositivi che usano, considerati in linea con le attività svolte giornalmente.

Rete e Pubblica Amministrazione

In un’ottica di transizione digitale completa, l’85,3% dei cittadini spera che in un prossimo futuro possa dialogare via e-mail con gli uffici pubblici, l’85% che si possano richiedere documenti e certificati online, l’83,2% di poter pagare su internet in modo semplice e veloce tasse, bollettini e multe. Il 78,9% si aspetta di ricevere informazioni personalizzate via e-mail, sms o messaggi WhatsApp. Questa facilità di comunicazioni via web non deve però precludere la sicurezza e la protezione dei dati: il 76,4% vorrebbe poter conoscere le informazioni personali di cui la PA dispone, così da evitare inutili duplicazioni, il 75% vorrebbe comunicare via PEC nella massima riservatezza, il 74% vorrebbe poter accedere a tutti i servizi online con una sola password. 

Instagram compie 11 anni. Come usarla in modo sicuro?

Instagram celebra il suo 11° compleanno: in questo breve arco di tempo è riuscita a trasformarsi da un piccolo servizio di condivisione di foto in uno dei social network più popolari al mondo. E oggi tramite Instagram gli utenti possono avere accesso a negozi online, incontrare persone con le stesse passioni, prenotare i servizi più disparati, o anche ‘incontrare l’amore’. Secondo quanto riportato dai dati di eMarketer a oggi Instagram conta 1,074 miliardi di utenti in tutto il mondo. Tenuto conto del numero elevato di utenti che ogni giorno accedono alla piattaforma gli esperti di Kaspersky hanno stilato una lista di raccomandazioni su come mantenere protetti i dati sensibili e l’account.
Primo consiglio, prestare attenzione al livello di privacy del proprio account. Questa misura di sicurezza aiuta a evitare che i criminali informatici entrino in possesso delle informazioni personali. Una possibile opzione è rendere appunto privato l’account Instagram, in modo che i propri post siano visibili solo a follower approvati.

Cancellare le proprie tracce digitali e proteggere i dati personali

Verificare, controllare e cancellare le proprie tracce digitali, rimuovendo, ad esempio, le informazioni sui metodi di pagamento dall’account, è fondamentale per proteggersi da furti di dati. Nell’app ci sono istruzioni per configurare iOS e Android in tal senso. Inoltre, è raccomandabile rimuovere il numero di telefono per evitare di essere contattato da sconosciuti. Proteggere i dati personali è poi una misura che aiuterà a mantenere il controllo dei dati condivisi con la piattaforma. In primo luogo, rimuovere i contatti sincronizzati, che Instagram utilizza per offrire suggerimenti su account da seguire o mostrare annunci mirati. Allo stesso modo, bloccare le applicazioni di terze parti collegate al proprio account Instagram: questo permette di eliminare attività non autorizzate sul proprio account, riducendo il rischio di perdita di dati.

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”

Ovviamente, non utilizzare la stessa password per l’account Instagram e per altri servizi. I programmi di password manager possono aiutare a memorizzare una sola password principale e a superare la difficoltà di doverne memorizzare di più complesse.
“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” è comunque la regola migliore per proteggere i dati personali e i dispositivi. I link malevoli possono essere inviati da amici, colleghi o anche partner di gioco online i cui account sono stati compromessi. Pertanto, verificare la validità dei link ricevuti prima di cliccarci sopra, inserendo l’indirizzo web direttamente nel browser o puntando il cursore sul link per valutarne la legittimità. Inoltre, prestare attenzione alla condivisione di scansioni e foto, soprattutto quando si tratta di documenti d’identità, biglietti e documenti di fatturazione. E non condividere le informazioni sui propri spostamenti e sugli orari di viaggio. 

La svolta digitale piace agli italiani: è affidabile e sicura

La svolta digitale piace agli italiani, che la considerano affidabile, sicura, da sostenere e ampliare. A confermarlo è un’indagine a cura della Fondazione Italia Digitale, presentata nell’ambito dell’iniziativa di lancio di questa nuova realtà che si occupa di cultura e policy digitali. Dall’analisi dei dati emerge infatti una sostanziale fiducia da parte dei cittadini nei confronti della digitalizzazione, vista come un’opportunità dal 75% degli intervistati in tutte le fasce di età. Fiducia anche nel rapporto con l’informazione proveniente dal web e dai social, affidabile per il 64% del campione, e nel grado di sicurezza dei servizi digitali offerti (80%).

Acquisti online e pagamenti digitali i servizi preferiti

Tra i canali più utilizzati al primo posto restano i siti web e le app (60%) seguiti dagli sportelli fisici (25%) e dai social network, che continuano la loro scalata inarrestabile tra le modalità preferite di contatto tra PA e cittadino (21%). Compie passi in avanti significativi anche l’identità digitale, attivata dal 55% del campione, mentre il 24% possiede sia una carta di identità elettronica sia lo SPID. Tra i servizi digitali guadagnano la prima posizione l’acquisto online e i pagamenti digitali (75%), seguiti dai servizi della PA (56%). Restando in tema di pagamenti verso la PA, chi predilige l’online lo fa per saldare i tributi (50%).

Facilità e semplicità i requisiti più richiesti
Ottima anche la percezione del fenomeno della digitalizzazione, vista come un processo di semplificazione (48%), e dello smart working, che viene avvertito come un’opportunità per rendere l’organizzazione del lavoro più flessibile e moderna (73%), e come mezzo per favorire l’integrazione delle categorie più fragili (84%). A tal proposito, e per mettere a sistema tutto ciò che è stato fatto finora, per il 90% degli italiani è necessario un ampio piano nazionale di cultura digitale, la cui caratteristica predominante deve essere la facilità e semplicità di utilizzo (35%).

Cresce la consapevolezza di cittadini, istituzioni e imprese

“È arrivato il momento di rendere popolare il digitale nel nostro Paese, la pandemia ha acceso un riflettore enorme: è cresciuta la consapevolezza di cittadini, istituzioni, imprese, e ora serve un salto di qualità per rendere strutturale il cambiamento – spiega Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale -. Oggi c’è voglia di accelerare e la richiesta di digitale è sempre più forte”.
Secondo Livio Gigliuto, membro del cda della Fondazione Italia Digitale, “Il ruolo salvifico del digitale durante la pandemia sembra aver sconfitto la diffidenza degli italiani”. Non solo acquisti online e videochiamate, quindi, gli italiani ora affidano al digitale anche certificati e tributi. E chiedono “un grande piano di cultura digitale che parta da due obiettivi – sottolinea Gigliuto – semplicità di utilizzo e sicurezza”.

Investimenti finanziari, se green e responsabili piacciono di più

Gli italiani apprezzano gli investimenti, meglio se green e responsabili. Il 63,4% di loro conosce gli strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance) basati su criteri di investimento responsabile, e il 52,5% sarebbe interessato a ‘metterci soldi’. Nelle scelte di investimento l’opzione green poi piace al 63,9% degli italiani, che considera gli strumenti Esg un’opportunità per investire bene, e dare prova dei valori nei quali si crede. Anche per i consulenti finanziari gli investimenti responsabili attirano più di prima. Secondo l’82,4% la clientela è molto o abbastanza interessata ai prodotti Esg, il 76,9% nota una maggiore attenzione rispetto al periodo pre Covid-19 e il 68,3% li propone con più frequenza. Si tratta di alcuni risultati emersi dal Rapporto ‘Gli italiani e la finanza sostenibile, per andare oltre la pandemia’, realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, l’Associazione italiana del risparmio gestito.

Il green deve essere autentico e verificato

Gli italiani temono però il greenwashing. Per l’84,6% servono regole condivise a livello europeo, e strumenti come l’adozione di marchi con cui gli investitori possano identificare i prodotti finanziari green. L’80,8% introdurrebbe penalizzazioni per le aziende, o i fondi di investimento, che non rispettano le finalità ambientali e sociali indicate, dando anche la possibilità agli investitori di recedere dall’investimento. Anche per i consulenti finanziari occorre uno scatto in avanti in termini di autenticità e verificabilità, in particolare, creando a livello europeo un sistema di regole chiare con cui identificare i prodotti Esg (49,6%), attivando parametri con cui misurare il rispetto delle finalità ambientali, sociali e di governance (42,9%), e aumentando la trasparenza nelle informazioni e nei regolamenti (26,9%).

La sostenibilità è soprattutto ambientale

Per la maggioranza degli italiani investire in modo responsabile significa soprattutto tutelare l’ambiente. Per il 52,1% il criterio ambientale si conferma infatti come il più importante, mentre il 26,2% indica il sociale, e il 21,7% la governance.
Ancora più netta è la prospettiva dei consulenti finanziari: per il 90,7% l’ambito Esg più attrattivo per la clientela è quello ambientale (per il 6,3% l’ambito sociale e il 3% la governance). Ma avvicinare gli investitori a un’idea di sostenibilità che integri ambiente, sociale e governance è la sfida che la finanza deve vincere per contribuire all’evoluzione sostenibile.

Come ampliare la diffusione dei prodotti Esg tra gli investitori?

L’81,2% degli italiani è favorevole all’introduzione di agevolazioni e incentivi, e per il 72,5% è strategico il ruolo della consulenza finanziaria nel promuovere gli investimenti Esg. Per il 75,7% dei consulenti finanziari invece serve una formazione ad hoc sugli investimenti Esg per presentarli al meglio alla clientela. Di fatto, per virare verso gli investimenti responsabili le risorse non mancano. Nel primo trimestre del 2021 il portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie è arrivato a quasi 4.900 miliardi di euro, con un aumento del 10,9% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2020. Nello stesso periodo la liquidità delle famiglie è aumentata di 85,5 miliardi di euro (+5,7%), toccando la cifra record di 1.600 miliardi.