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Visitare Monza e la Brianza

Una delle zone più belle da visitare in Italia è sicuramente quella di Monza e Brianza. Qui i paesaggi e la natura si fondono in una armonia di forme e colori che sembrano essere quasi surreali, un’atmosfera magica che spinge ogni anno migliaia di turisti a venirla a visitare. Questo meraviglioso territorio regala allo stesso tempo la possibilità di immergersi nel bellissimo centro storico di Monza, famoso per il suo patrimonio storico, architettonico e culturale che vede nel Duomo l’edificio di maggiore interesse e fama. 

Trascorrere una vacanza in zona è quindi un’ottima scelta per andare alla scoperta della sua natura ma al tempo stesso della storia del luogo, sia che si viaggi in famiglia che tra amici. Il luogo ideale in cui fare base ed avere la possibilità di raggiungere facilmente qualsiasi meta nei dintorni è sicuramente Monza, città storicamente legata al mondo dei motori ma che offre al turista anche una varietà di parchi e aree verdi da visitare, luoghi di interesse storico e tantissime attività all’aperto.

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, dagli ambienti eleganti e finemente arredati, in posizione ideale per esplorare la zona o raggiungere Milano. Una struttura accogliente e confortevole che coccola i propri clienti donando loro tutto il relax e la tranquillità di cui hanno bisogno. Il centro benessere della struttura è l’ideale per concedersi una pausa rigenerante e rinfrancante: un buon bagno caldo in idromassaggio, una sauna ed una atmosfera rilassante elimineranno certamente le tossine e doneranno nuove energie. Per chi desidera rilassarsi e condividere questo momento esclusivamente con il proprio partner, l’Over Motel offre delle meravigliose wellness suite, che presentano un hammam privato da utilizzare a piacimento e che include una piscina con idromassaggio da 4 posti ed un solarium, giusto quel che ci vuole per aggiungere al proprio soggiorno anche un contorno di magia e benessere.

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Robot da cucina: info utili

Molte persone sono confuse riguardo ai robot da cucina. Cercano tra le offerte elettrodomestici e conoscono le loro funzioni di base, ma quello che non sanno è che questi dispositivi hanno più funzioni di quello che immaginano.

Un robot da cucina esegue infatti i compiti più laboriosi e noiosi in cucina, così tu puoi prenderti cura della parte più bella…cioè cucinare.

La funzione principale di questo tipo di robot è quella di “trasformare gli ingredienti”. Quello che fai con le tue mani, con un coltello o altro utensile, il robot lo fa meglio di te e in molto meno tempo.

Le principali attività eseguite dai robot da cucina sono quelle di tritare carne, verdure, patate e persino semi e noci. Possono inoltre sminuzzare e grattugiare verdure, formaggi, ecc. In base agli accessori in dotazione puoi fare tutti i tipi di tagli (cubetti, julienne, giardiniere …) nonché impastare. Puoi preparare basi di pizza, torte e qualsiasi dessert in pochi minuti. È possibile inoltre sbattere le uova, preparare la panna montata o montare le salse, ad esempio, o addirittura preparare una frittata.

Ecco quali sono i parametri in base ai quali scegliere il tuo robot da cucina:

Capacità

Uno degli aspetti principali da valutare nell’acquisto di un robot da cucina è la capacità. Più la famiglia è numerosa, più sarà necessario un macchinario con una certa capienza. Dovresti anche considerare che maggiore è la capacità, maggiore è lo spazio che si andrà ad occupare nella tua cucina.

Potenza

Questa caratteristica è una delle più importanti. La potenza del robot da cucina deve essere proporzionata al tipo di lavoro che intendi fargli fare. Un robot con una potenza non sufficiente non sarà ad esempio in grado di svolgere lavori più impegnativi come impastare una certa quantità di ingredienti, per cui meglio valutare con calma. Al contrario, acquistare un robot da cucina con una potenza sovradimensionata rispetto l’utilizzo che si intende farne comporterà una spesa maggiore non necessaria.

Sicurezza

Un aspetto da non sottovalutare è quello legato alla sicurezza. Se è vero che la maggior parte dei robot dispone già di buoni sistemi di sicurezza, è importante sceglierne uno che abbia piedini antiscivolo, ancoraggio di sicurezza e protezione del motore in caso di surriscaldamento.

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L’acciaio inox in bagno, innumerevoli vantaggi

Nei bagni pubblici, e per pubblici intendiamo quelli di aziende, ristoranti, hotel, negozi, palestre ed ogni ambiente dove la frequentazione è elevata e continua, spesso la qualità degli accessori installati è ampiamente trascurata. La plastica, o l’ABS, è di gran lunga più economica di altri materiali che invece possono garantire una resa ed una durata (oltre che un’estetica) nettamente migliori. Un esempio sono gli accessori bagno acciaio inox di Mediclinics, acquistabili anche sullo shop online.

L’acciaio inox, che non è altro che acciaio legato a nichel e cromo, presenta caratteristiche di grande resistenza alla corrosione ed all’ossidazione. Resiste a temperature estremamente elevate (fino a 300 gradi), è resistente all’acqua ed all’umidità, ed inattaccabile dagli acidi organici: ecco perché la sua installazione in un ambiente come il bagno, soggetto ad un continuo utilizzo con acqua e sostanze chimiche di vario genere (non ultime quelle depositate sulle mani degli utenti), è un esempio di grande attenzione all’igiene ed alla cura dell’ambiente.

Accessori per il bagno in acciaio inox necessitano di una manutenzione quasi trascurabile, presentano un aspetto più curato, durano a lungo e sono molto più igienici della plastica o del normale acciaio di qualità inferiore: l’investimento è senz’altro superiore inizialmente, ma viene poi ampiamente ripagato proprio da queste caratteristiche. Senza contare il design: i prodotti Mediclinics, ad esempio, tra i quali dispenser vari, asciugamani elettrici, asciugacapelli o cestini per la carta, sono disponibili anche in finitura black, che rende il bagno decisamente moderno e, pur trovandoci in un contesto pubblico, quasi accattivante, con un design possibile sia in versione lucida che satinata, ed abbinabile quindi agli altri elementi del locale.

Se poi estendiamo il concetto di accessori ad elementi quali i fasciatoi, sempre più richiesti dalla clientela, comprendiamo come l’aspetto igienico sia essenziale: lo stesso vale per le barre per disabili. Gli accessori inox consentono di ottenere una robustezza superiore, evitando fastidiosi danneggiamenti dovuti all’utilizzo improprio, e forme totalmente smussate e quindi prive di angoli, al fine di garantire maggior sicurezza ed evitare spiacevoli incidenti.

A tutti i proprietari di aziende o locali pubblici, colto l’invito? Valutate l’installazione di dispenser di sapone, carta igienica, asciugamani elettrici ed ogni genere di hotellerie in acciaio inox AISI1304, magari rivolgendovi proprio al nostro partner Mediclinics Italia su www.mediclinics.it.

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Lusso e relax al Residence Privilege Apartments di Monza

Il Residence Privilege Apartments di Vimercate dispone di bellissimi appartamenti dotati di ogni comfort ed in grado di garantire un soggiorno assolutamente piacevole ai suoi ospiti, a prescindere da quale delle due diverse tipologie di appartamento essi decidano di riservare. Esistono infatti gli appartamenti Classic e quelli Executive, che si differenziano per le dimensioni degli spazi a disposizione (30 mq il primo e 40 mq il secondo) e del numero di ospiti (un massimo di due per l’appartamento Classic e fino a 4 persone per quello Executive). Entrambe le soluzioni presentano invece Wi-Fi gratuito per gli ospiti, nonché doccia con idromassaggio, TV satellitare a schermo piatto, angolo cottura, frigorifero, balcone e aria condizionata, tra l’altro. È la soluzione ideale sia per quanti si muovono per motivi di lavoro che per chi viaggia invece per motivi personali e desidera usufruire di una soluzione d’alto profilo in una posizione strategica che consenta di raggiungere facilmente Milano, Monza e Bergamo su tutti.

La possibilità di disporre di un angolo cottura e di tutti gli utensili da cucina inoltre, rende questo hotel a Monza una soluzione particolarmente adatta alle necessità di famiglie o gruppi che si spostano per visitare la zona, mentre la connessione gratuita ad internet e la zona con scrivania consentono perfettamente di potersi dedicare al proprio business a quanti si spostano per motivi di lavoro e desiderano essere operativi anche fuori sede. Le amenità presenti nei dintorni inoltre, come ad esempio gli oltre 10 mila metri quadri di parco che circondano la struttura, consentono di potersi immergere nel relax e nel verde senza doversi allontanare. Sarà l’occasione per concedersi una piacevole passeggiata e respirare dell’aria buona, o magari approfittarne per sedere su una panchina e leggere un buon libro, così da ricaricare le energie e trovare il giusto livello di benessere e rilassatezza desiderato.

A casa, ma con quello che mi piace: volano acquisti on line di attrezzi per fitness e macchine del caffè

Costretti a casa sì, ma senza privarsi di proprio tutte le proprie passioni. Così gli italiani corrono ai ripari e fanno entrare tra le mura domestiche diversi prodotti utili a mantenere almeno un po’ di normalità. E, ovviamente, visto che è obbligatorio restare al proprio domicilio l’ecommerce ha un ruolo fondamentale in questo preciso momento storico, per alleviare la “reclusione” forzata. In questo contesto, eBay ha voluto approfondire come gli italiani si stiano attrezzando per trascorrere il tempo nelle proprie case, proprio a partire dalle scelte d’acquisto online, riuscendo a soddisfare le esigenze prioritarie senza dover uscire e tutelando così la propria e l’altrui salute. Ecco la classifica delle tipologie di acquisti fatti dai nostri connazionali nelle ultime settimane.

Prendersi cura di se stessi

Gli italiani amano prendersi cura della propria immagine, sebbene centri di estetica e parrucchieri siano chiusi. La riprova?  Gli acquisti di prodotti di Bellezza e Salute registrano un aumento esponenziale (+62%), con incrementi fra il 20% e il 30% per Cura dei capelli (+20%), Cura del corpo (+25%), Depilazione e rasatura (+30%) e Manicure e pedicure (+31%).

In forma anche in salotto

Ma non c’è solo la bellezza, c’è anche la forma. L’aumento dell’acquisto di articoli quali integratori alimentari (+59%) e rimedi naturali e alternativi (+23%), in concomitanza all’aumento della richiesta di attrezzi per Palestra fitness corsa yoga (+15%), confermano volontà di perseguire la cura del benessere psicofisico. Anche perché è impossibile condurre una normale attività fisica in palestra o all’aperto.

Il bar in cucina

Vivere maggiormente la casa, ci spinge a prendercene maggior cura. Le persone sembrano avere incominciato anzitempo le pulizie di primavera, infatti gli acquisti in generale per la casa sono aumentati del 15%, con particolare interesse per la categoria dedicata alla Pulizia e bucato (+14%). Fra gli elettrodomestici invece (cresciuti in generale del 14%) spopolano le Macchine da caffè (+39%), segno di quanto non poter più far conto sul caffè al solito bar o in ufficio, abbia spinto molti ad attrezzarsi fra le mura domestiche.

Fare bello il balcone o il terrazzo

Dedicarsi al giardinaggio è un’occupazione utile per passare del tempo in serenità e per allontanare lo stress. Per tutti coloro che hanno a disposizione un giardino, un terrazzo o anche solo un angolo verde in casa, gli articoli da giardinaggio in generale sono cresciuti del +16%. In particolare, aumentano gli acquisti di prodotti per proteggere le piantine già esistenti: fitosanitari e pesticidi registrano un +81%.

Pmi italiane, le più tartassate d’Europa per le bollette

Le piccole e le medie imprese italiane sono le più tartassate d’Europa, almeno per quanto concerne i conti da pagare in fatto di energia. Proprio così: per le nostre Pmi le bollette di luce e gas sono le più pesanti del Vecchio Continente. Lo rivela la Cgia, che ha recentemente diffuso i dati relativi ai consumi energetici, anche in ambito domestico.

Quanto spende una famiglia italiana?

Per quanto riguarda il prezzo dell’energia elettrica per una famiglia con un consumo domestico medio annuo compreso tra 2.500 e 5.000 KWH, ad esempio, il nostro Paese si colloca al quinto posto con un rincaro rispetto al dato medio dei Paesi dell’area euro pari all’1,4%. Non va purtroppo meglio per il gas: il costo medio che viene caricato sulle spalle di una famiglia italiana con un consumo domestico compreso tra 20 e 200 GJ (Giga Joule – unità di misura dell’energia) è il secondo tra i 19 Paesi che utilizzano la moneta unica. Questo dato significa che, nella media di tutti i Paesi dell’area euro, noi italiani dobbiamo sborsare un consistente 8,2% in più. Ma per le imprese, specie quelle medio-piccole, la situazione è decisamente più complicata e, soprattutto, costosa.

I conti in tasca alle piccole e medie imprese

L’analisi della Cgia mette in luce che le bollette che le imprese italiane devono accollarsi sono in assoluto le più care. Rispetto alla media dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica, il costo medio dell’energia elettrica praticata alle attività produttive di casa nostra è superiore del 29,6%. Per quanto concerne il gas, le nostre Pmi, invece, lo pagano il 18,5% in più rispetto la media dei Paesi analizzati.

Nel nostro Paese però ci sono stati dei cali

Anche se il gas rappresenta una voce di spesa importante rispetto agli altri Paesi Ue, nel corso del 2019 ci sono stati dei cali nelle tariffe. In base ai dati diffusi dalla Cgia, le tariffe in Italia hanno infatti continuato ad aumentare e le uniche in controtendenza sono state il gas (-0,9%) e i servizi telefonici (-6,1%). Queste voci, assieme alle corse dei taxi (+0,5%) e ai pedaggi sono le sole tariffe ad essere rimaste al di sotto dell’inflazione che, l’anno scorso, è salita dello 0,6%. Tra le voci che hanno messo a segno i rincari più significativi ci sono invece i trasporti urbani (+2,6%), i servizi postali (+3,4%), l’energia elettrica (+5%), i trasporti ferroviari (+7%) e la fornitura dell’acqua (+2%).

Il lavoro dei sogni per la Generazione Z? Lo stesso dei loro predecessori

Cambiare tutto per non cambiare niente: mutuata dal celebre romanzo Il Gattopardo, questa definizione potrebbe adattarsi perfettamente ai sogni – almeno quelli lavorativi – dei ragazzi della cosiddetta Generazione Z. Già, perché i nativi digitali – le persone nate in pieno boom tecnologico – aspirano alle stesse professioni di chi li ha preceduti. Gli enormi cambiamenti nel mondo del lavoro negli ultimi due decenni hanno avuto un impatto limitato sulle aspettative di carriera degli adolescenti, che sono diventate più concentrate in meno occupazioni, secondo un nuovo rapporto dell’OCSE.

Le “solite” 10 professioni

In base alle cifre emerse dall’ultimo sondaggio Pisa – i test a cui partecipano 80 paesi del mondo e che in Italia vengono somministrati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado –  si scopre che il 47% dei ragazzi e il 53% delle ragazze intervistati in 41 paesi si aspettano di svolgere uno dei soli 10 lavori popolari entro i 30 anni. Le percentuali scaturite dall’indagine (che ha coinvolto dei quindicenni) rivelano un restringimento delle aspettative, dato che queste quote sono aumentate di otto punti percentuali per i ragazzi e di quattro punti percentuali per le ragazze rispetto all’analoga rilevazione del 2000. Il rapporto afferma che il restringimento delle scelte di lavoro è guidato dai giovani provenienti da contesti più svantaggiati e da coloro che sono risultati più deboli nei test Pisa in lettura, matematica e scienze.

Medici, insegnanti, ingegneri, poliziotti…

Nulla è cambiato nel corso dei tempi. Le “classiche” occupazioni del secolo scorso (ma anche di quello precedente) come medici, insegnanti, veterinari, dirigenti d’azienda, ingegneri e agenti di polizia, sono sempre le più desiderate e ambite dai giovani. Si tratta di professioni che, evidentemente, non hanno subito la perdita di fascino causata dal passare degli anni e hanno retto all’avvento dei social media e all’accelerazione delle tecnologie come l’intelligenza artificiale sul posto di lavoro.

I ragazzi non conoscono i “nuovi” lavori Tuttavia questa continuità con il passato, anche per ciò che concerne il lavoro desiderato, potrebbe non essere positiva. Il direttore dell’istruzione dell’OCSE Andreas Schleicher, riporta Italpress, ha dichiarato: “È preoccupante che i più giovani scelgano il lavoro da sogno da un piccolo elenco delle professioni più popolari e tradizionali, come insegnanti, avvocati o dirigenti d’azienda. I sondaggi mostrano che troppi adolescenti stanno ignorando nuovi tipi di lavori che stanno emergendo, in particolare con la della digitalizzazione”. Nei Paesi più evoluti, però, questo andamento è diverso: in Germania e Svizzera, ad esempio, meno di quattro giovani su dieci esprimono interesse per i soliti 10 posti di lavoro. In Indonesia, invece, il 52% delle ragazze e il 42% dei ragazzi sognano una delle sole tre carriere: imprenditori, insegnanti e, tra ragazze, medici o, tra ragazzi, forze armate. Gli adolescenti tedeschi mostrano una gamma molto più ampia di interessi professionali, che riflettono meglio i modelli attuali della domanda del mercato del lavoro.

Come sarà il 2020? Previsioni, aspettative e speranze dei cittadini del mondo

Il nuovo anno è iniziato, e Gallup International ha pubblicato i risultati della 43a edizione del Sondaggio Mondiale di Fine Anno su previsioni, aspettative e speranze dei cittadini di 46 paesi di tutto il mondo. Come sarà quindi il 2020 per i cittadini del nostro Pianeta? Secondo Gallup, di cui BVA-Doxa è partner per l’Italia, per il 37% della popolazione mondiale il 2020 sarà migliore, mentre 1 cittadino su 4 è pessimista. In particolare, le popolazioni del Medio Oriente sono prevalentemente pessimiste (52%), ma l’Europa occidentale è l’area più pessimista dopo quest’area. Inoltre, i Paesi non appartenenti all’Unione Europea sono 2 volte più ottimisti dei Paesi europei occidentali, e in India e nei Paesi dell’Asia Occidentale (Afghanistan, Azerbaijan, Kazakhstan, Pakistan, Turchia) prevalgono previsioni ottimistiche. Anche se gli Americani sono significativamente più fiduciosi dei Russi.

Nigeria, Perù e Albania i più ottimisti, Libano, il più pessimista

A livello di singoli Paesi, i più ottimisti sono Nigeria (73%), Perù e Albania (70%), Kazakhstan (67%) e Armenia (62%). Tra i i paesi pessimisti invece, al primo posto c’è il Libano (76%), seguito da Hong Kong (68%), Giordania (60%) e Italia (59%). In ogni caso, i dati su previsioni e aspettative appaiono fortemente correlati all’età e al livello d’istruzione. Gli intervistati d’età inferiore ai 35 anni e con titoli di studio più elevati risultano significativamente più ottimisti, mentre la religione sembra non essere un fattore discriminante. Con un’eccezione, gli induisti, di gran lunga più ottimisti.

La Colombia è il Paese più felice, la Giordania il più infelice

Per quanto riguarda le percezioni relative alla felicità personale, nella Top Five dei Paesi più felici secondo il Global Happiness Indexdi Gallup, al primo posto si piazza la Colombia, dove i felici superano gli infelici di 88 punti. Al secondo l’Indonesia (86), seguita dall’Ecuador (85), il Kazakhstan (83), la Nigeria e le Filippine (78). I Paesi meno felici sono invece la Giordania, dove gli infelici superano i felici di 38 punti, il Libano (-15), la Siria (-7), Hong Kong e Iraq, con un saldo però positivo di +5 punti.

Italia al 31° posto del Global Happiness Index

E l’Italia? Il nostro Paese si trova circa a due terzi della classifica, al 31° posto, con 42 punti. Risultato del 48% di felici (ma solo 2% molto felici e 46% abbastanza), e 6% di infelici. E una porzione piuttosto ampia (45%) di nostri concittadini si schiera al centro della scala, dichiarandosi né felici né infelici.

Giovani e giovanissimi sono però molto più felici della propria vita rispetto agli individui di età più avanzata. In particolare, tra i 15 e i 17 anni i felici sono 3 su 4 (76%), tra i 18-34 anni 2 su 3 (65%), e 6 su 10 (59%) nella fascia 35-44.

La porzione dei felici si attesta poi al 45% tra i 45 e i 64 anni, per scendere (29%) nella fascia over 64.

Dati biometrici, il 37% dei sistemi violati

I dati biometrici vengono utilizzati sempre più frequentemente come metodo di autenticazione, in alternativa ai metodi tradizionali come quelli basati su login e password. L’autenticazione basata sulla biometria, ovvero su impronte digitali, geometria della mano, viso, voce e iride, viene utilizzata per accedere a uffici governativi e commerciali, sistemi di automazione industriale, laptop aziendali e personali, e smartphone. Anche i sistemi di autenticazione biometrica però hanno dimostrato di avere alcuni lati negativi, in particolare legati a questioni di sicurezza. E nel terzo trimestre del 2019 il 37% dei computer, tra server e workstation, utilizzati per raccogliere, elaborare e memorizzare dati biometrici ha subito almeno un tentativo di infezione da malware.

Un numero significativo di malware di tipo convenzionale

Si tratta dei risultati del report di Kaspersky ICS CERT Threats for biometric data processing and storage systems. Una ricerca condotta nei primi nove mesi del 2019 sulle minacce informatiche che hanno preso di mira i computer utilizzati per raccogliere, elaborare e memorizzare dati biometrici, su cui sono installati i prodotti Kaspersky. Nel complesso, si legge nella ricerca, sono stati bloccati un numero significativo di campioni di malware di tipo convenzionale, tra cui i moderni Trojan ad accesso remoto (5,4%), i malware utilizzati negli attacchi di phishing (5,1%), i ransomware (1,9%) e i banking Trojan (1,5%).

La minaccia arriva dal web

Dall’indagine è emerso inoltre che la principale fonte delle minacce rivolte ai sistemi di elaborazione dei dati biometrici è internet. Queste minacce sono state bloccate sul 14,4% di tutti i sistemi di elaborazione dei dati biometrici. La categoria in esame comprende le minacce bloccate su siti web malevoli e di phishing, nonché i servizi di posta elettronica basati sul web. Dopo internet un’altra fonte di minacce è riferita ai supporti rimovibili (8%), che risultano tra i più utilizzati per distribuire worm. In questo caso, dopo aver infettato un computer, i worm scaricano comunemente spyware, Trojan di accesso remoto e ransomware.

Il 6,1% degli attacchi bloccati nei client di posta elettronica

Al terzo posto con il 6,1% rientrano le minacce bloccate nei client di posta elettronica. Nella maggior parte dei casi si tratta di classiche e-mail di phishing (come messaggi falsi sulla consegna di beni e servizi, sul pagamento di fatture) che contengono link a siti web dannosi o allegati che contengono documenti aziendali con codice dannoso incorporato.

“Sebbene riteniamo che i nostri clienti siano cauti dobbiamo sottolineare che l’infezione causata dal malware che abbiamo rilevato – dichiara Kirill Kruglov, senior security expert, Kaspersky ICS CERT – potrebbe aver influito negativamente sull’integrità e la riservatezza dei sistemi di elaborazione biometrica. Questo vale in particolare per i database che contengono dati biometrici – aggiunge Kruglov – e che non sono dotati di alcun sistema di protezione”.

Shopping tourism, in Italia 2 milioni di turisti all’anno

Sono circa 2 milioni i visitatori che ogni anno scelgono l’Italia per un viaggio all’insegna dello shopping tourism. Un dato che evidenzia l’esistenza di un segmento significativo di domanda turistica per la quale è lo shopping la motivazione principale della vacanza. E che risulta ancor più rilevante considerando che tale stima non comprende gli “escursionisti”, ovvero coloro che non pernottano, e quelli, assai più numerosi, per i quali lo shopping, pur non essendo l’unico scopo del viaggio, svolgono comunque tale attività durante la vacanza. I dati, elaborati da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza per la macroindustria turistica, sono stati ottenuti attraverso l’applicazione di coefficienti percentuali differenti in ragione della tipologia di destinazione.

Un fenomeno generato dalla collaborazione tra mondo retail e turismo

“Lo shopping tourism continua a sorprendere per numero di iniziative internazionali lanciate da Paesi o da singole amministrazioni locali, e per investimenti attivati da multinazionali o aziende impegnate in singoli mercati nazionali”, dichiara Francesco di Cesare, Presidente Risposte Turismo.

Si tratta di un fenomeno generato dalla collaborazione tra il mondo retail e quello del turismo. Inizialmente spinto dal comportamento della domanda, ovvero i turisti, oggi lo shopping tourism viene sempre più sostenuto, progettato e realizzato dall’offerta, ovvero le aziende, i professionisti, e le rappresentanze pubbliche.

“Colmare il gap ed essere una destinazione d’eccellenza”

“In questo scenario l’Italia insegue altri contesti nazionali decisamente più avanti nel percorso – continua di Cesare – ma presenta tutte le condizioni per poter colmare il gap ed essere presto una destinazione d’eccellenza per il turismo dello shopping”.

A fare il punto sul fenomeno in Italia è la terza edizione di Shopping Tourism – il forum italiano, l’appuntamento dedicato allo shopping tourism ideato e organizzato da Risposte Turismo. Il forum, a cui partecipano oltre 200 operatori del turismo e del retail, quest’anno è focalizzato su temi quali il profilo dello shopping tourist italiano, il turismo del lusso, i metodi di pagamento digitali e il binomio shopping ed enogastronomia.

Dai brand della moda all’enogastronomia fino alle strutture ricettive

L’evento è dedicato a tutti gli interessati dal fenomeno, dalle realtà che gestiscono i luoghi dello shopping (outlet village, department store, mall, botteghe storiche, vie dello shopping) a quelle che organizzano iniziative a esso dedicate (festival, concorsi, fashion night) fino ai brand della moda e i produttori e distributori enogastronomici. Ma anche alle attività artigiane, i laboratori e musei di impresa, i tour operator e le aziende turistico-ricettive, le associazioni di categoria, le amministrazioni pubbliche e gli enti di promozione turistica. Senza dimenticare le nuove figure professionali coinvolte nello shopping tourism, come i personal shopper, o i tourism manager attivi all’interno dei centri commerciali.

Il meteo cambia l’umore, anche a tavola

Arriva la stagione invernale, si abbassano le temperature, e il caldo lascia il passo al freddo e alla pioggia. E oltre all’umore cambia anche il nostro modo di stare a tavola, ovvero, l’umore gastronomico degli italiani. Per quasi 8 italiani su 10, infatti, se piove la voglia di pizza sul divano e di nullafacenza rischia di prevalere sulle tavolate con gli amici. Lo rivela una ricerca di Deliveroo, il servizio di food delivery, condotta in collaborazione con Doxa, che messo in evidenza i cambiamenti di gusti e scelte in fatto di cibo in relazione al meteo.

Il freddo è il fenomeno metereologico che incide maggiormente sulla scelta di cosa mangiare

Cosa si preferisce mangiare, e quali sono i mood e le sensazioni più ricorrenti quando al bel tempo subentrano giornate più grigie e temperature più rigide? Secondo la ricerca di Deliveroo il 77% degli italiani dichiara che la scelta del cibo è influenzata dalle condizioni del tempo, e solo il 5% afferma il contrario. Ed è decisamente il freddo il fenomeno metereologico che incide maggiormente sulla scelta di cosa mangiare: lo sostiene il 30% degli intervistati, soprattutto tra le donne (33%), mentre il caldo e la pioggia sono “fattori di cambiamento” rispettivamente per il 25% e il 24% degli intervistati. Seguono, a distanza, il sole (10%), la neve (8%), e il vento (3%).

Quando piove, spaghetti al pomodoro e frutta colorata

Ma cosa si mangia quando fuori piove? Per tenere alto l’umore nonostante il clima piovoso la maggior parte degli italiani non rinuncia a spaghetti al pomodoro, pizza e frutta colorata. Non verrebbe in mente di mangiare questi cibi solo al 12% degli intervistati.  Per lo stesso motivo, i cibi che si ha meno voglia di mangiare sono il sushi (38%), il gelato (36%) e il pesce (17%), che a quanto pare mal si accompagnano alle grigie giornate di pioggia.

Una cena tra amici, una pizza sul divano o fare una torta?

Non è solo una questione di cibo, ma anche di come si preferisce gustarlo. In una giornata di pioggia e freddo quasi la metà degli italiani, il 40%, sogna la compagnia di amici e di una bella tavolata, ma quasi la stessa percentuale, il 38%, è diviso tra l’irresistibile impulso a consumare una pizza sul divano in dolce compagnia (37%), in particolare i ragazzi tra i 15 e 24 anni, e ricevere a casa il proprio piatto preferito senza dover fare niente. In questo caso le donne sono decisamente più degli uomini (uomini 15%, donne 22%), seguite dai millennials (25-34 anni, 24). Seguono coloro che vorrebbero ricreare l’illusione di essere ancora al mare (15%), e chi si dedica a fare una torta (8%).

Distribuzione automatica, crescono fatturato e macchine installate

Sono più di 6 mila in Italia le attività del settore legato alla distribuzione automatica. Tra sedi (3.620) e unità locali (2.676), dalle bevande ai gelati e dai prodotti parafarmaceutici ai gadget i distributori automatici crescono del 4,1% in un anno e del 17,7% in cinque. La crescita del comparto è dovuta soprattutto all’apertura di nuove unità locali, mentre le sedi di impresa restano stabili rispetto al 2018, e aumentano dell’1% dal 2014, passando da 3.588 a 3.620.

Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro imprese al secondo trimestre 2019 la Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività, con 877 tra sedi di impresa e unità locali (di cui 525 sedi,) e un peso del 13,9% sul fatturato totale nazionale..

Roma, Milano e Torino sul podio

Roma con 431 attività, 6,8% del totale italiano, Milano con 353 (5,6%) e Torino con 306 (4,9%) sono i primi tre territori per concentrazione, seguiti da Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Lecce e Firenze. Tra i primi dieci territori, crescono in un anno soprattutto Bari (+13,4%), Taranto (+12%) e Firenze (+8,9%). In cinque anni maggior aumento a Taranto (+211,8%), Bari (+125,2%) e Lecce (+80%). In crescita, secondo l’associazione italiana della distribuzione automatica Confida, crescono anche il fatturato, che arriva a quasi 4 miliardi (+4,7%), vending machine installate (822.175, +1,4%) e consumazioni (12 miliardi).

Più varietà, qualità e sostenibilità

“È un settore dinamico e in crescita – commenta Massimo Trapletti, residente di Confida – in cui l’Italia è leader a livello europeo. Gli sforzi delle aziende del settore sono attualmente orientate all’innovazione tecnologica delle vending machine, che oggi iniziano a essere connesse, dotate di touch screen per una migliore esperienza d’acquisto del consumatore e di pagamenti cashless”. Ma l’impegno del comparto si sta orientando soprattutto verso la qualità e la varietà dei prodotti alimentari offerti. E verso la sostenibilità, attraverso la raccolta e il riciclo di tutta la plastica di bicchierini e palette del caffè, riporta Askanews.

Il caffè rimane il prodotto più consumato, ma cresce anche il bio

Il caffè resta il prodotto più consumato, con il 56% delle vendite dell’intero settore, che corrispondono a 2,8 miliardi di consumazioni (+1,68%). Seguono l’acqua (767 mila consumazioni, +0,43%) e le altre bevande fredde (224mila consumazioni), dove spicca la crescita delle bevande zero zuccheri (+53%).

Per quanto riguarda gli snack (oltre 787 mila consumazioni annue) si segnala la crescita del cioccolato (+1,8%), e dei croissant (+5,4%), e tra i prodotti freschi i panini/tramezzini (+4,5%) e la frutta (+8,8%). Vero boom negli ultimi anni è quello della frutta secca, che anche quest’anno cresce del +12%. Ma aumentano anche le vendite di prodotti nuovi per il vending, come le bevande bio (+6%), snack bio (+25%) e quelli gluten free (+15%).

L’estate porta lavoro a Milano, Monza Brianza e Lodi

Turismo e lavoro, un’abbinata che paga, specie in estate, sul fronte dell’occupazione. E l’area di Milano, Monza e Brianza e Lodi non fa eccezione: il livello occupazionale sale di diverse migliaia di unità. A Milano sono previste 10 mila entrate nel turismo, a Monza 1.300 e a Lodi 320 nei mesi di giugno, luglio e agosto. A decretarlo è una recente elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL.

La mappa dei lavori estivi

Sono circa 10 mila i lavoratori previsti in entrata dalle imprese del territorio di Milano, circa 1.300 a Monza, 320 a Lodi tra alloggio, ristorazione e servizi turistici nei mesi estivi. Per un totale di 11.600 lavoratori nel turismo dei tre territori per il periodo estivo su 109.600 entrate in tutti i settori nei tre territori. Pesano circa un terzo delle entrate previste nel settore turismo nello stesso periodo in Lombardia (circa 30 mila). Contano per Milano l’11% di tutte le entrate previste tra giugno ed agosto, per Monza il 10% e per Lodi il 12%. Sono giugno e luglio i mesi di picco con circa 4 mila entrate previste a Milano, circa 500 in Brianza e oltre 100 a Lodi, su oltre 10 mila in Lombardia, mentre ad agosto, mese tradizionale di ferie per molte attività, il numero scende a circa 2 mila a Milano, 280 a Monza, 60 a Lodi e 5 mila in regione.

Le figure ricercate a Milano…

Complessivamente, nei mesi compresi tra giugno e agosto, sono circa 94 mila le entrate previste dalle imprese milanesi in tutti i settori di attività tra personale dipendente, lavoro somministrato e collaboratori. Il 56% è previsto nei servizi alle imprese e alla persona, vengono poi l’industria (19%), il commercio (14%), i servizi turistici (11%).

…e a Monza Brianza e Lodi

A Monza Brianza, nei mesi compresi tra giugno e agosto, sono circa 13 mila le entrate previste dalle imprese brianzole in tutti i settori di attività tra personale dipendente, lavoro somministrato e collaboratori. Il 38% è previsto nei servizi alle imprese e alla persona, vengono poi l’industria (31%), il commercio (21%), i servizi turistici (10%).  A lodi, sempre per il trimestre estivo, sono circa 3 mila le entrate previste dalle imprese lodigiane in tutti i settori di attività tra personale dipendente, lavoro somministrato e collaboratori. Il 42% è previsto nei servizi alle imprese e alla persona, vengono poi l’industria (32%), il commercio (14%), i servizi turistici (12%).