Crescere sani, l’acqua amica dei ragazzi

L’acqua è preziosa a tutte le età, ma per i giovani ancora di più. Fondamentale per la salute e il benessere, l’acqua è anche l’elemento fondamentale per la crescita. Lo conferma la dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino,  precisando come l’idratazione sia essenziale per il mantenimento fisico e cognitivo dei giovani.

Il fabbisogno di liquidi 

L’idratazione adeguata, e quindi il fabbisogno di liquidi, variano a seconda dell’età delle persone, ma è soprattutto durante la crescita che una giusta assunzione di acqua può facilitare lo sviluppo dei processi fisici e neurologici dell’individuo, riferisce Adnkronos. I livelli di assunzione quotidiana di liquidi raccomandati dall’EFSA sono di 1.900 ml al giorno per le ragazze e 2.100 ml al giorno per i ragazzi di età compresa tra 9 e 13 anni. Tuttavia, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, solo il 15% dei giovani in questa fascia d’età consuma il corretto quantitativo di acqua ogni giorno. Questo dato è stato confermato anche da studi condotti in Europa. Come osservato su Annals of Nutrition & Metabolism, la quantità di liquidi nel corpo in età adulta è pari al 50-60% della massa corporea, livello che si consegue progressivamente con la pubertà. Fino a quando non raggiungono questo equilibrio, i ragazzi perdono giornalmente più acqua di quanta ne consumano, per questo motivo hanno un fabbisogno idrico maggiore per unità di peso. Educare gli adolescenti a idratarsi correttamente, può quindi aiutarli a bilanciare la graduale diminuzione di acqua nel loro corpo.

Il pericolo disidratazione

Numerosi studi dimostrano che la disidratazione può compromettere le capacità fisiche e mentali degli adolescenti. Un deficit di acqua pari all’1-2% può causare un calo nelle prestazioni sportive. Inoltre, è dimostrato che bere adeguatamente, può portare a un miglioramento significativo delle capacità di resistenza nell’esercizio fisico non solo durante la giovinezza ma, se si mantengono queste buone abitudini, anche in età adulta. “L’acqua ha un ruolo essenziale in ogni funzione dell’organismo e assumerne una corretta quantità fin dall’adolescenza aiuta a sviluppare questi processi in modo sano. Allo stesso tempo essa ha un’importante incidenza anche sullo sviluppo dell’attività celebrale, e se carente, riduce le prestazioni cognitive e mnemoniche, l’attenzione e influenza l’umore dei ragazzi”spiega Bernardi. “Non a caso, studi scientifici suggeriscono che la disidratazione in questa fase della vita possa impattare negativamente sulla struttura e sul funzionamento del cervello”.

La produzione industriale lombarda chiude l’anno con un +15,6%

Dati positivi per la produzione industriale lombarda, che nel quarto trimestre 2021 cresce del +2,3% congiunturale e chiude l’anno in rialzo, sia rispetto al 2020 (+15,6%) sia rispetto al 2019 (+4,3%). Secondo i dati relativi al IV° trimestre 2021 pubblicati da Unioncamere Lombardia la maggior parte dei settori industriali chiudono il 2021 con un recupero dei livelli produttivi. Rimane comunque alta l’attenzione sui prezzi per i rincari di beni energetici, e nonostante persistano ancora difficoltà nelle catene di fornitura le aspettative delle aziende lombarde sull’andamento della domanda rimangono positive, e se pur in leggera flessione per il mercato interno, sono in linea con i livelli massimi storici. Aspettative positive anche per la produzione, e continua il miglioramento per le aspettative occupazionali per il prossimo trimestre.

Recupero dei livelli produttivi per la maggior parte dei settori industriali 

A consuntivo la crescita media annua 2021/2019 vede le buone performance di Minerali non metalliferi (+7,8%), Gomma-plastica (+7,7%), Chimica (+7,3%), Meccanica (+6,6%) e Siderurgia (+6,1%). In crescita, sebbene meno accentuata, Alimentare (+3,8%), Mezzi di trasporto (+2,5%), Legno-mobilio (+2,5%) e Industrie Varie (+1,9%). La fase di ripresa si è avviata anche per i restanti settori, ma con minor intensità: il settore della Carta-stampa si ferma a -1,0%, mentre il comparto moda appare più in affanno, con Pelli-calzature a -4,9%, Tessile -8,6% e Abbigliamento -15,8%).
Meno positivo il quadro dell’artigianato per i settori che segnalano un risultato a consuntivo ancora negativo rispetto al 2019: Alimentare, -3,4%, Carta-stampa, -4,4%, Tessile, -5,5%, manifatturiere Varie, -7,9%, abbigliamento, -11,6%, e Pelli-calzature, -26,7%.

Fatturato: crescita media annua del +12,1% rispetto al 2019

Il fatturato dell’industria a prezzi correnti segna un ottimo risultato, legato anche agli incrementi di prezzo inflazionistici in atto, con una crescita media annua del +12,1% rispetto al 2019, mentre la dinamica congiunturale rimane caratterizzata da una crescita del +3,6%. Per le imprese artigiane il fatturato cresce solo dello 0,2% rispetto al 2019, ma la dinamica congiunturale è positiva (+3,2%). La crescita media annua sul 2019 degli ordinativi dell’industria è a due cifre sia per il mercato interno (+11,0%) sia estero (+14,7%), mentre la dinamica congiunturale presenta un’accelerazione degli ordini interni (+5,0%),e un rallentamento dell’incremento degli ordini dall’estero (+3,9%). La quota di fatturato estero sul totale rimane elevata per le imprese industriali (38,7%) ma resta poco rilevante ed è in calo per le imprese artigiane (7,5%).

Prezzi in rialzo, ma saldo positivo per l’occupazione

I prezzi delle materie prime presentano una dinamica congiunturale in forte rialzo, mentre l’incremento medio annuo si attesta al +29,3% per l’industria e del 37,8% per l’artigianato. I prezzi dei prodotti finiti seguono ancora a distanza l’incremento delle materie prime, registrando a fine anno un +5,4% congiunturale per l’industria e un +6,9% per l’artigianato. In questo caso gli incrementi medi annui sono più contenuti, e pari a +11,7% per l’industria e +14,3% per l’artigianato.
Quanto all’occupazione, per l’industria presenta un saldo positivo (+0,2%) e diminuisce il ricorso alla CIG.
Stesso saldo occupazionale positivo per l’artigianato (+0,2%), e in calo al 10,9% la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato la cassa integrazione.

Arriva il Bonus revisione auto 2022

A comunicarlo è il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, a cui è affidato il compito di gestire le domande per l’accesso al Bonus veicoli sicuri, introdotto dal 1° novembre 2021 dalla Legge di Bilancio dello scorso anno. A un mese dall’attivazione della piattaforma sono 23.645 i rimborsi in corso di erogazione dalla Motorizzazione civile. Rimborsi atti a compensare gli aumenti delle tariffe scattati dal primo novembre 2021 per la revisione di autoveicoli fino a 35 quintali, motoveicoli, ciclomotori e minibus (fino a 15 posti) nelle officine autorizzate. Il Bonus sarà in vigore per tre anni, dal 2021 fino al 2023, e sarà di importo pari all’incremento della tariffa di revisione scattato da novembre.

Oltre 40.000 le domande presentate

Chi presenta domanda potrà quindi ottenere un rimborso pari a 9,95 euro, nei limiti delle risorse a disposizione, e sono già oltre 40.000 le domande presentate in relazione ai costi sostenuti da novembre e fino al 31 dicembre scorso. Secondo i dati del MIT pubblicati il 7 febbraio 2022, a richiedere il rimborso sono state in particolare 40.796 persone fisiche e 122 persone giuridiche. Un dato al quale si affianca la notizia dell’avvio delle domande anche per le revisioni sostenute nel corso dell’anno in corso. L’accesso all’agevolazione è consentito per un solo veicolo a motore e per una sola volta, e così come previsto dal decreto attuativo del 24 settembre 2021, il bonus è accessibile previa registrazione sull’apposita piattaforma telematica Buono veicoli sicuri, accessibile tramite il sito del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Stanziati 4 milioni di euro per ogni anno

Accedendo al portale, esclusivamente mediante le credenziali SPID, è possibile inserire il numero di targa e la tipologia del veicolo per il quale si richiede il contributo. Dopo aver indicato i dati richiesti, sarà necessario indicare l’IBAN sul quale si intende ricevere il rimborso. Ai fini del riconoscimento del buono la Legge di Bilancio 2021 ha stanziato un totale di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. Risorse che costituiscono limite di spesa, e che pertanto rappresentano la soglia massima entro la quale il Ministero dei Trasporti potrà garantire l’erogazione del bonus revisioni.
Così come evidenziato dal decreto attuativo, il contributo è riconosciuto secondo l’ordine temporale di ricezione delle richieste, e fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Non un click day, ma dal 1° marzo 2022 parte il contatore

Considerando le risorse a disposizione non si tratterà di un click day, ma dal 1° marzo 2022 parte il contatore delle somme totali spese e di quelle che sarà ancora possibile richiedere per l’anno in corso.
Il pagamento,  riporta informazionefiscale.it, avverrà dopo i controlli effettuati dalla SOGEI, che verificherà la validità e la correttezza dei dati inseriti relativamente al codice fiscale del richiedente, alla targa del veicolo e all’effettuazione della revisione, incrociando le informazioni a disposizione dell’anagrafe tributaria e quelle del Centro elaborazione dati istituito presso la Direzione Generale per la Motorizzazione.

Luce e gas, rischio rincaro bollette fino all’80%

“Se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani si troveranno a pagare una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3.000 euro, l’80% in più rispetto al 2021, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia”. Lo afferma una recente indagine condotta da Facile.it, realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti nel 2021 considerando un consumo medio pari a 2.879 kWh per l’energia elettrica e 1.185 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Un ulteriore aumento rispetto l’anno scorso

La nuova stangata, rivela ancora la stima del comparatore, si va ad aggiungere a quella già registrata nell’anno passato. Nel 2021 gli italiani, riferisce la nota, hanno già dovuto affrontare un pesante “salasso”. Secondo l’osservatorio, lo scorso anno le famiglie hanno dovuto fare i conti con una bolletta complessiva di oltre 1.630 euro, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020. Si tratta di un forte incremento, pari al +32% su base annua. A incidere maggiormente sui budget familiari è soprattutto la voce bolletta del gas, che nel 2021ha oltrepassato la soglia di 960 euro, in aumento del 31%  rispetto all’anno precedente. La spesa per la luce, invece, è stata di circa 670 euro, con un aumento pari al 33% su base annua. In estrema sintesi, si tratta di incrementi significativi che hanno pesato, e non di poco, sui budget familiari. E le prospettive per l’anno in scorso, come si evince, non sono certo rassicuranti.

Tariffe mai così alte

“Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che la situazione potrebbe restare critica almeno fino a metà anno, se non di più”, spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. “In questo senso, quindi, l’intervento del Governo rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica”.

La paura per la pandemia spinge gli italiani verso le assicurazioni

La pandemia non accenna a rallentare, e la variante Omicron spaventa ancora gli italiani, che corrono ai ripari dotandosi di polizze assicurative legate alla vita o allo stato di salute. A novembre 2021 un’indagine di Facile.it mostrava che in Italia a stipulare una polizza per la prima volta sono stati 3,6 milioni, il 6% della popolazione, arrivando così a un totale di 16 milioni di italiani assicurati. Dei 3,6 milioni di nuovi assicurati, il 34% lo ha fatto proprio perché si sentiva meno sicuro a causa della pandemia. Ma nel 2021 l’interesse degli italiani per le coperture assicurative vita è cresciuto. Come dimostrano le ricerche online sul comparatore Facile.it, la crescita è del +27% rispetto al 2020.

Cresce l’interesse per i prodotti a copertura della persona

Le persone, impaurite dal prolungarsi della pandemia, hanno richiesto maggiori informazioni sui prodotti assicurativi o si sono interessate di più rispetto alla prima parte dell’anno.  Dall’Osservatorio di Facile.it emerge infatti che nel secondo semestre 2021 si riscontra un incremento delle visualizzazioni online e delle richieste di contatto per le polizze vita, pari al 9% rispetto al primo semestre.
“Dallo scoppio della pandemia in avanti abbiamo notato un crescente e costante aumento di interesse da parte degli utenti verso le assicurazioni salute, e nel complesso, per tutti i prodotti a copertura della persona, della sua salute e di quella del suo nucleo familiare”, spiega Irene Giani, responsabile assicurazioni non motor di Facile.it.

Andamento confermato dai gruppi assicurativi

Un trend, quello emerso dall’indagine del comparatore online, che trova conferma anche da Allianz. Dal gruppo spiegano infatti di aver rilevato per il 2021 un trend stabile, o in leggera crescita, nelle polizze puro rischio (Tcm), e una crescita nel segmento polizze salute individuali superiore ad altri rami assicurativi. In CreditRas, joint venture Allianz-UniCredit nella bancassurance, è stata riscontrata una crescita molto consistente per le polizze di puro rischio.
Andamento che consolida quanto contenuto nel bollettino semestrale relativo all’offerta dei prodotti assicurativi dell’Ivass, fermo al 30 giugno 2021, ma dalle indicazioni chiare: al 1 semestre dello scorso anno risultavano censiti 140 nuovi prodotti individuali relativi al settore vita, rispetto ai 106 rilevati nei sei mesi precedenti.

Primo semestre 2021: raccolti 58,3 miliardi di euro nel settore vita

Un incremento che mostra un’offerta che deve stare al passo con la domanda, cioè con quanto richiesto dai clienti delle compagnie assicurative in tema di salute. Sempre nei primi sei mesi del 2021 la raccolta nel settore vita, riporta Adnkronos, è stata pari a 58,3 miliardi di euro, in aumento del +18,6% rispetto al 2020, si legge in un altro bollettino dell’autorità sui premi. Il recupero è concentrato sul ramo III relativo alle polizze unit e index linked, la cui raccolta aumenta di +8,5 miliardi (+61,2%), e sul ramo I, cui sono collegate le polizze vita ‘pure’, in crescita su base annua di +2,5 miliardi (+8,0%).

I sette trend per gli acquisti lifestyle del 2022

Quali saranno le tendenze di acquisto nel 2022 in fatto di lifestyle? Alla domanda risponde il Catawiki 2022 Trends Report, la ricerca condotta dalla società di consulenza e strategia Crowd DNA, da cui emergono le 7 tendenze che guideranno gli acquisti di arte, moda, design, gioielli, orologi, automobili, cibi e tutto ciò che riguarda il lifestyle nel prossimo anno. E la prima è la Nostalgia degli anni ’90. La moda ispirata al grunge e i memorabilia della cultura pop sono all’apice della popolarità, soprattutto nel settore del lusso. L’84% dei 240 esperti intervistati la colloca infatti tra i primi 3 driver culturali in molti settori. Il ritorno agli anni ‘90 è un trend che si noterà anche nei motori per le auto e nella riscoperta delle moto, oggetti dal design inconfondibile.

L’Artigianato e i Grandi Classici 
Il secondo trend è l’Artigianato come sinonimo di qualità e unicità. Il 67% degli esperti conferma la crescente attenzione per tutto ciò che celebra la creatività e l’artigianato in ambiti come moda, design o cibo, in risposta al ‘fast fashion’, al ‘fast food’ e al ‘fast furniture’.
Di fronte a un eccesso di scelta, gli acquirenti però sono sempre più attratti da oggetti senza tempo, che si tratti di una chitarra Fender o di una borsa Louis Vuitton. Per questo Il valore senza tempo dei grandi Classici è la terza tendenza del 2022: il 76% degli esperti concorda sul fatto che il loro valore aumenterà più velocemente rispetto ad altri oggetti.

Il Legame con la Terra e la riscoperta del Patrimonio Culturale
A emergere è anche un quarto trend: la riscoperta del Legame con la Terra e la Natura. Tra collezionisti e antiquari il panel di esperti ha notato un ritorno a materiai come legno, ceramica e tessuti. Ma anche la ricerca di vini naturali e organici. Secondo gli esperti torneranno di moda anche gli oggetti speciali in grado di celebrare l’identità e il patrimonio culturale. Secondo il 76% degli intervistati la riscoperta del Patrimonio Culturale nel prossimo anno si evidenzierà con la richiesta di oggetti con un denominatore comune: sottolineare le origini, celebrare la storia, e portare un messaggio sociale.

Nuova vita agli oggetti con Brio e Fantasia
La ricerca dell’originalità sta portando sempre più persone a reinventare oggetti per posizionarli o utilizzarli in contesti completamente nuovi, riferisce Ansa. Secondo il 61% degli esperti dare Nuova vita agli oggetti è la sesta tendenza chiave per il 2022, per cui ci sarà un aumento di tessuti riciclati e articoli vintage, in una sorta di moto di ribellione verso il consumismo. Ma dopo mesi di lockdown le persone vogliono anche riaccendere il loro lato giocoso. Che si tratti di colori audaci, motivi vivaci o design appariscente, torneranno in auge oggetti fuori dal comune, dai tessuti a fantasia con disegni floreali o animalier ai gioielli ‘tuttifrutti’ fino agli orologi esuberanti e colorati, in grado di trasmettere Brio e Fantasia. 

Con Alexa gli anziani si sentono meno soli

Ad approfondire il rapporto tra l’innovazione tecnologica e gli over 60, più precisamente, la fascia 65-80 anni, è il progetto Voice4Health, condotto dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica EngageMinds HUB, in collaborazione con DataWizard, e con il contributo di Amazon. In particolare, il progetto Voice4Health ha analizzato il rapporto tra gli anziani e l’uso dell’assistente vocale Alexa, e dai dati è emerso che più di 6 over 65 su 10 dichiarano di sentirsi meno soli ad Alexa. La tecnologia, insomma, non è a uso esclusivo dei giovani. Fuori dalla stretta cerchia dei teenager anche tra chi è più avanti con l’età dalla tecnologia trae vantaggi, ma soprattutto benessere.

L’assistente vocale aumenta il benessere degli over 60

La ricerca ha visto protagonisti 60 uomini e donne senior e anziani reclutati appositamente per lo studio. Queste persone hanno ricevuto un dispositivo Alexa e sono state intervistate quattro volte: due settimane prima dell’inizio della sperimentazione, appena prima dell’inizio, alla fine delle due settimane di sperimentazione, e dopo altri quindici giorni. Quasi la totalità degli intervistati ha espresso una maggiore volontà di comunicare con altre persone mediante nuove tecnologie, e il 75% del campione alla fine della sperimentazione sostiene di aver visto aumentare il proprio stato di benessere. 

Un impatto positivo sulle relazioni sociali e lo stato emotivo

Gli assistenti vocali sono tecnologie che con il solo uso della voce permettono di attivare un promemoria, riprodurre musica e video, ascoltare le ultime notizie e rimanere sempre in contatto con parenti e amici. Ci vuole poco a immaginare il ruolo di questi strumenti nella vita di chi deve fare i conti con la solitudine e vive in prevalenza in casa. Lo studio dell’EngageMinds HUB rileva infatti che la risposta positiva alla domanda ‘Mi sono sentito calmo e rilassato’ usando un assistente vocale è cresciuta nel corso del periodo di otto settimane.
“Dal punto di vista emotivo – spiega la ricercatrice Serena Barello – il 52% degli intervistati ha dichiarato di aver mantenuto un elevato stato di benessere anche nelle settimane successive alla sperimentazione. Ma di tutto rilievo è stato anche l’impatto sulle relazioni sociali – aggiunge Barello – perché dopo la sperimentazione ben il 62% degli intervistati ha avuto la sensazione di sentirsi meno solo e il 98% ha espresso una maggior volontà di comunicare con altre persone mediante le nuove tecnologie”.

Un aiuto per controllare la domotica

Alexa è l’assistente vocale implementato su tutti i dispositivi smart prodotti da Amazon, e al momento è l’assistente vocale che ha la maggior compatibilità anche con device di terze parti, come ad esempio Philips. Ma non è l’unico, riporta Agi. C’è anche Microsoft, con Cortana, e Google, con il suo ecosistema Google Assistant, che può inviare messaggi, avviare chiamate, riprodurre musica, ma anche controllare la domotica, come la regolazione della temperatura o l‘impianto di illuminazione.
L’assistente vocale di Apple poi si integra perfettamente con tutti i dispositivi Apple e con gli accessori per la domotica certificati Works with Apple HomeKit, che permettono di controllare tutta la casa semplicemente con la voce.

Ponte dell’immacolata: le vacanze costano in media il 17,3% in più

Per il ponte dell’8 dicembre 2021 sono 10 milioni gli italiani che si sono messi in viaggio, ma per loro questo è un ponte ‘salato’ a causa dei forti rincari di prezzi e tariffe sul fronte dei trasporti e delle vacanze. Secondo il presidente del Codacons, l’avvocato Marco Donzelli, quest’anno trascorrere qualche giorno fuori casa in occasione delle festività dell’Immacolata è costato in media il 17,3% in più rispetto allo scorso anno. Dal settore dei trasporti a quello dei viaggi fino alla ristorazione si registrano infatti aumenti a due cifre per molte voci di spesa. Una su tutte quella dei biglietti aerei, soprattutto per quelli dei voli internazionali, ma, denuncia il Codacons, anche mangiare al ristorante o dormire in albergo quest’anno è decisamente più oneroso.

Viaggiare quest’anno è più caro

Insomma, viaggiare per il Ponte dell’Immacolata quest’anno è più caro. Sul settore dei viaggi si stanno infatti registrando aumenti a due cifre per moltissime voci. Come segnala il Codacons, in testa alla classifica dei rincari i prezzi dei biglietti aerei, con i voli internazionali che hanno subito su base annua un rincaro record del +51,3%, mentre i voli nazionali registrano un aumento del +18,9%.
Per chi ha scelto di viaggiare in occasione del Ponte dell’Immacolata costa di più anche spostarsi via mare su navi e traghetti (+7,4%), mentre chi ha optato per un pacchetto vacanza deve mettere in conto una spesa maggiore in media del +11,5%.

Spostarsi in auto è un vero salasso, ma anche mangiare fuori

Un vero salasso anche spostarsi in auto, a causa dei rincari dei carburanti, con la benzina che oggi costa il 25,3% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio aumentato addirittura del 27,9% in più. Del resto, dai rincari non si salvano nemmeno i ristoranti. Per mangiare fuori durante la festività dell’Immacolata si spende in media il 2,8% in più, ed è più caro anche dormire fuori: le tariffe degli alberghi hanno subito un rialzo del +4,4% su base annua, mentre per un villaggio vacanza si spende in media il 6,7% in più.

Cosa fare in caso di ritardi, disservizi e cancellazioni dei voli

Sul fronte del trasporto aereo il Codacons ricorda poi che in caso di ritardi, disservizi e cancellazioni dei voli, gli utenti potranno avvalersi della nuova piattaforma CPC. (Codacons Passengers Complaint), lanciata dal Codacons per ottenere assistenza e avanzare le richieste di rimborso e indennizzo nei confronti delle compagnie aeree.

Colloquio di lavoro, i 4 errori da non fare

Il colloquio di lavoro è un momento cruciale nella vita professionale di ognuno di noi. Un incontro che può cambiare in meglio il nostro futuro, e sul quale si investono desideri e ambizioni. Insomma, è uno snodo cruciale per ogni carriera, da giocarsi bene, anzi benissimo. Eppure, vuoi perchè è la prima volta oppure perchè è passato molto tempo dall’ultimo colloquio o ancora per un eccessivo carico di stress, capita di incorrere in un passo falso che può condurre al fallimento. Ecco i 4 errori da non fare assolutamente, come spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting.

Puntualità innanzitutto e abbigliamento adeguato

“Il primo errore banale che si può fare al momento del colloquio di lavoro è quello di presentarsi in ritardo” spiega l’esperta “per il semplice fatto che una delle prime ed essenziali doti che si cercano in un lavoratore è proprio la puntualità. Prima di recarsi a un colloquio di lavoro è quindi bene studiare il percorso che si dovrà fare – in auto, in bus o a piedi – tenendo conto del traffico e di vari altri eventuali ostacoli, come per esempio il bus in ritardo: è decisamente meglio arrivare nei pressi del luogo prestabilito con dieci minuti d’anticipo e farsi una breve passeggiata per ingannare il tempo e distendere i nervi, piuttosto che arrivare all’appuntamento con 10 minuti di ritardo”.
Il secondo errore in cui è possibile incappare è non scegliere l’abbigliamento adeguato. Anche se l’abito non fa il monaco, “di certo, in un colloquio di 20 o di 30 minuti, anche questi dettagli sono fondamentali per definire la persona che ci si trova davanti” precisa Adami. Meglio quindi vestirsi in modo idoneo, individuando quello che è il dress code dell’azienda che assume, per non rischiare né di essere troppo trasandati, né di eccedere in eleganza.

Preparazione e comportamento corretto

Al terzo posto fra gli errori “gravi” in fase di colloquio c’è quello di arrivare all’incontro impreparati. “Basta poco tempo per raccogliere qualche informazione in più sull’azienda, per imparare la sua storia e la sua filosofia: in questo modo sarà possibile affrontare il colloquio in modo migliore, e si dimostrerà di essere realmente interessati alla posizione” afferma l’esperta. Che mette in guardia anche da un altro comportamento inopportuno: mai parlare male degli ex colleghi di lavoro. Nessuno, infatti, vorrebbe assumere qualcuno che alla prima occasione sparla alle spalle.

Boom per l’app che svela la qualità di cibi e cosmetici

Chi sono i nuovi consulenti dei consumatori? Le app: basta inquadrare il codice a barre di cosmetici e cibi confezionati con il telefonino e Yuka promuove o boccia il contenuto in relazione alla qualità in relazione alla nostra salute. Con tanto di semaforo verde, giallo o rosso. Yuka è infatti l’app più usata per scansionare i prodotti e decifrare e analizzare nel dettaglio i componenti di alimenti confezionati o prodotti cosmetici. Utilizzata in 11 paesi nel mondo da oltre 20 milioni di persone, in Italia a oggi è stata scaricata oltre 10 milioni di volte. Gli adolescenti inquadrano le merendine preferite rendendosi conto in pochi secondi cosa stanno per mangiare, ma la usano anche le signore ‘beauty addicted’ per confrontare rossetti e creme con quelli dei mass market, e i neo-genitori per scegliere quali omogeneizzati acquistare.

Scoprire se il prodotto è eccellente, buono, mediocre o scarso 

Il sistema giudica infatti in modo semplice e immediato se il prodotto alimentare è eccellente, buono, mediocre o scarso tenendo conto della qualità nutrizionale, come contenuto di zuccheri, sale, calorie, fibre, grassi, la presenza di additivi e il profilo bio. Per i cosmetici Yuka considera invece le sostanze chimiche presenti, se innocue o potenzialmente dannose per la salute. L’uso di Yuka dilaga tra i consumatori, nonostante le critiche mosse dall’allora ministro Teresa Bellanova che lo scorso anno la bollò come ‘semplicistica e sbagliata’.

Un sistema credibile perché indipendente

Yuka è un’applicazione francese e valuta la qualità secondo il metodo di etichettatura ‘Nutriscore’ a semaforo, mentre in Italia si usa il sistema ‘Nutriform Battery’, che elenca in modo più preciso e dettagliato la composizione nutrizionale. Insomma, l’applicazione del momento segue il nuovo trend che vede le app scaricate sugli smartphone sempre più al centro dello shopping e della nostra vita. Gli informatici francesi che l’hanno inventata garantiscono che il sistema è credibile perché indipendente e si basa su un database mondiale che cresce di giorno in giorno. Ma, soprattutto, non riceve alcun finanziamento da parte di brand ma solo dagli utenti.

Oltre a cibo e cosmetici anche la moda

Sul fronte alimentare oltre Yuka c’è l’analoga Edo, riporta Ansa, ma esistono da qualche anno le app che rivelano marca e prezzo di vestiti e scarpe, che magari vediamo indossati da qualcuno che attraversa la strada o che notiamo sulle riviste o sui social. Come ASAP54, definita ‘lo Shazam della moda’, oppure Snap Fashion. Ci sono poi quelle che aiutano a scegliere l’outfit migliore, come My Dressing o ClosetSpace, o ancora, StyleBook. Anche sul fronte dei cosmetici cresce l’uso di applicazioni che supportano le scelte. Si va da INCIBeauty (un milione di download) a Greenity-Bio Inci cosmetici (oltre centomila download), oppure Biotiful, che traduce in termini semplici l’INCI, l’elenco ingredienti, e confronta prezzi e recensioni. Proprio come Shazam, che indovina le canzoni in pochi secondi, le nuove app mettono al centro il consumatore risolvendo dubbi e difficoltà all’istante.