Secondo la nuova ricerca di Ipsos Doxa per eBay dedicata al regifting, ovvero la rivendita dei regali “indesiderati”, lo scorso Natale il 15% di italiani ha rivenduto un regalo non gradito- Quest’anno la quota sale al 20 %.
In Italia ogni Natale si scartano infatti circa 30 milioni di regali “sbagliati”. In cima alla lista, vestiti, scarpe e accessori (44%), articoli per la casa (33%), libri e fumetti (18%), gioielli e orologi (17%), elettronica (14%).
Il 76% degli intervistati si rivolge alle piattaforme digitali per rivendere i doni sbagliati, o acquistare articoli usati da regalare (66%), confermando un’apertura generale al second-hand.
Natale con i tuoi…o forse no
Il risparmio rimane la prima scelta di destinazione del guadagno ottenuto dalla rivendita per il 55% degli intervistati, quota in crescita rispetto al 51% del 2024.
Ma se nell’immaginario collettivo parenti lontani e conoscenti sono simbolo del regalo “difficile da apprezzare”, la realtà risulta diversa.
Secondo la ricerca, infatti, zii (12%), colleghi (9%), cugini (7%), sono lontani dal palmares di chi vince nel fare i regali sbagliati, che vede in cima alla classifica amici (24%), partner (21%) mamme e fratelli (17%).
Il 44% degli italiani dichiara di aver ricevuto almeno un regalo non gradito il Natale scorso, e di questi, il 20% solitamente lo rivende, il 35% ritiene che rivenderlo non sia un gesto carino da fare o ha avuto paura di essere scoperto dalla persona che l’aveva donato, oppure, crede sia uno sforzo per cui non valga la pena impegnarsi (15%).
Il regifting è un fenomeno di tendenza tutto l’anno
Quasi il 60% degli intervistati (56% nel 2024) è disposto a vendere i regali non graditi ricevuti nel corso di tutto l’anno, non solo a Natale, con un 48% che prevede di farlo nella stessa misura dello scorso anno e l’11% addirittura in misura maggiore.
In particolare, oltre 1 italiano su 3 ha rivenduto almeno un articolo indesiderato, con il 41% che dichiara di essere più propenso a rivendere a causa del costo della vita.
Le motivazioni del regifting sono concrete: il 37% lo fa perché il regalo non corrisponde ai propri gusti, il 28% perché possiede già un articolo simile e il 27% perché semplicemente non lo vuole tenere.
Pratica sostenibile o irrispettosa?
Di fatto, il regifting può rappresentare un’opportunità economica.
Per alcuni, la rivendita rappresenta infatti anche un’opportunità di guadagno extra (12%), per altri è una decisione dettata dal valore dell’oggetto, considerato troppo prezioso per restare inutilizzato (9%).
Aumenta poi anche la considerazione che il regifting sia una pratica sostenibile (38% vs 36% nel 2024) perché permette di ridurre lo spreco e favorire la circolarità.
Il 34% (vs 37% nel 2024) lo considera invece un’attività pratica, perché garantisce una seconda vita agli oggetti, mentre resta pressoché stabile chi continua a ritenerla una pratica irrispettosa nei confronti di chi ha fatto il regalo (33% vs 34%).
