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E‑commerce in Italia: numeri, tendenze e il futuro delle vendite online per PMI e marketplace

Il commercio elettronico in Italia continua a consolidare il proprio ruolo nell’economia digitale: non più solo un canale alternativo, ma una piattaforma sempre più strategica per consumatori, imprese e operatori logistici. Dopo la spinta accelerativa della pandemia, il settore ha assunto ritmi di crescita più sostenuti rispetto al retail tradizionale, ma affronta ancora sfide legate a logistica, conversione e integrazione omnicanale, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Negli ultimi anni la quota dell’e‑commerce sul totale del retail italiano si è attestata intorno al 12–14%, con una progressiva crescita della penetrazione su categorie come fashion, food delivery, elettronica e articoli per la casa. Il traffico mobile rappresenta ormai la maggioranza delle visite ai siti di vendita: circa il 60–70% delle sessioni proviene da smartphone, mentre le transazioni da mobile sono cresciute fino a rappresentare quasi la metà degli acquisti online. Al tempo stesso i marketplace continuano a guadagnare terreno: piattaforme globali e locali assorbono una quota significativa delle vendite, stimata nell’intorno del 40–50% in alcuni comparti.

Dal lato operativo, alcuni indicatori mostrano punti di forza e criticità. Il tasso di abbandono del carrello rimane elevato — spesso oltre il 70% — a causa di costi di spedizione percepiti come eccessivi, processi di checkout complessi e mancanza di fiducia nei pagamenti. L’average order value (AOV) in Italia si muove generalmente nella fascia di 80–100 euro, con variazioni importanti per settore: più alto in elettronica e arredamento, più basso nei beni di consumo rapidi. Le percentuali di reso sono particolarmente rilevanti per il settore moda, dove possono oscillare tra il 25% e il 40%, erodendo margini e aumentando i costi logistici.

Un aspetto chiave è la diffusione di soluzioni di pagamento digitali e buy‑now‑pay‑later (BNPL): strumenti come wallet digitali, addebito diretto e frazionamento delle rate hanno favorito la conversione, specialmente tra i più giovani. In Italia operatori fintech locali si sono affermati accanto ai player internazionali, contribuendo all’abbassamento delle barriere all’ingresso per i consumatori e al miglioramento della fiducia nelle transazioni online.

Esempi concreti aiutano a comprendere il quadro. Numerose PMI italiane hanno scelto la strada direct‑to‑consumer (D2C), combinando e‑shop con punti vendita fisici e strategie social per costruire relazioni dirette con i clienti. Brand del settore alimentare e del design hanno investito in contenuti e storytelling per differenziarsi sui marketplace, mentre catene retail tradizionali hanno intensificato gli investimenti in click & collect e micro‑fulfillment per ridurre i tempi di consegna a 24–48 ore nelle aree metropolitane.

Sul fronte logistico, la domanda di servizi di consegna rapida e gestione dei resi ha stimolato investimenti in centri di smistamento regionali e sistemi di automazione. Le aziende di trasporto italiane e i corrieri internazionali stanno ampliando reti e servizi, ma permangono colli di bottiglia nelle aree meno servite e costi crescenti legati al carburante e alle normative sul lavoro. La sostenibilità logistica — packaging riciclabile, ottimizzazione dei percorsi, riduzione dei resi — diventa un fattore competitivo e una richiesta crescente dei consumatori.

Le implicazioni per il futuro sono multiple e chiare. Per le PMI italiane la digitalizzazione non è più opzionale: investire in esperienze di acquisto semplici, pagamenti sicuri, assistenza post‑vendita e integrazione omnicanale sarà decisivo per competere con i grandi marketplace. I venditori dovranno anche migliorare la gestione dei dati per personalizzare offerte e ridurre il tasso di abbandono, sfruttando strumenti di intelligenza artificiale per pricing dinamico e raccomandazioni prodotto.

I marketplace, pur offrendo visibilità e volumi, impongono regole e commissioni: la scelta tra piattaforma e canale diretto richiederà valutazioni strategiche su margini, controllo del brand e fidelizzazione. Sul piano infrastrutturale, l’espansione dei micro‑hub e della logistica di prossimità sarà centrale per rispondere alle aspettative di consegna rapida, contenendo al contempo l’impatto ambientale.

Infine, il regolatore e le politiche pubbliche giocheranno un ruolo crescente: normative su protezione del consumatore, tassazione digitale e regolamentazione dei servizi di spedizione possono rimodellare costi e opportunità. In questo contesto, l’Italia ha l’occasione di favorire la competitività delle proprie imprese con incentivi a infrastrutture digitali, formazione sulle competenze e supporto agli investimenti in sostenibilità. Chi saprà combinare tecnologia, logistica efficiente e customer experience avrà maggiori chance di trasformare i numeri attuali in crescita sostenibile nel lungo periodo.

Italia tra crescita aggrappata agli investimenti e sfide strutturali: che cosa cambia per imprese e lavoratori

Negli ultimi anni l’economia italiana ha navigato tra segnali di ripresa legati agli investimenti pubblici e privati e problemi strutturali che frenano produttività e occupazione. Mentre il Paese beneficia dei flussi di risorse europee e di una domanda turistica che si mostra resiliente, permangono questioni di debito pubblico elevato, debole crescita della produttività e un mercato del lavoro ancora segmentato. Questo articolo fotografa la situazione attuale, analizza i dati più significativi e delinea le implicazioni per il prossimo quinquennio.

Il contesto macroeconomico italiano si presenta oggi come un mosaico: da un lato ci sono segnali positivi provenienti dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e da spese private in tecnologie e infrastrutture; dall’altro persistono vincoli strutturali che limitano la capacità di trasformare gli investimenti in crescita sostenuta. Il debito pubblico rimane tra i più alti nell’area euro, la produttività del lavoro cresce a ritmi inferiori rispetto alla media UE e la dinamica demografica tende a comprimere la base di forza lavoro disponibile.

Analisi: dati chiave e esempi
– Crescita e investimenti. Le stime di istituzioni europee e internazionali indicano una crescita moderata del PIL, sostenuta principalmente dagli investimenti in infrastrutture verdi, digitale e transizione energetica. Fondi europei e bandi nazionali hanno attivato progetti in settori come mobilità sostenibile, efficienza energetica degli edifici e digitalizzazione della PA, con effetti concreti in regioni che sono state rapide nell’assorbimento delle risorse.

– Settore manifatturiero e PMI. L’Italia conferma la sua specializzazione in produzioni a valore aggiunto (meccanica, moda, agroalimentare). Tuttavia, molte piccole e medie imprese restano a bassa intensità tecnologica. Esempi virtuosi emergono nei distretti che hanno investito in robotica leggera, piattaforme e-commerce e certificazione di filiere sostenibili, ottenendo guadagni in export e margini. Al contrario, imprese che non aggiornano modelli organizzativi e competenze rischiano di perdere competitività.

– Mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione si è ridotto rispetto ai picchi delle crisi precedenti, ma la disoccupazione giovanile e la precarietà restano temi aperti. La crescita dell’occupazione è spesso trainata da lavori a termine o part-time, mentre la scarsità di figure qualificate in settori come IT, green tech e costruzioni rappresenta un vincolo per la piena realizzazione degli investimenti programmati.

– Finanza pubblica e debito. Il rapporto debito/PIL rimane elevato e limita lo spazio fiscale. Le scelte di consolidamento futuro dovranno bilanciare la sostenibilità del debito con la necessità di finanziare crescita e riforme strutturali. L’efficacia delle politiche fiscali dipenderà molto dalla capacità di concentrare risorse su interventi che aumentino la produttività e l’occupabilità.

– Innovazione e digitalizzazione. La digitalizzazione delle imprese italiane prosegue, ma con grandi differenze tra settori e territorio. Le startup tecnologiche e alcuni hub regionali mostrano avanti rispetto alla media, ma la scala complessiva degli investimenti in R&S rimane inferiore a molti partner europei, limitando l’emergere di nuove piattaforme competitive su mercati globali.

Implicazioni future
1) Priorità alle riforme strutturali: per tradurre investimenti in crescita sostenibile è cruciale accelerare riforme su giustizia civile, concorrenza e semplificazione amministrativa. Ridurre i tempi delle pratiche e migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione aumenterebbe la capacità di assorbimento dei fondi e ridurrebbe i costi delle imprese.

2) Focus su capitale umano: politiche attive del lavoro, formazione continua e incentivi per il reskilling in settori strategici (digitale, green economy, costruzioni) saranno decisive per colmare il mismatch fra domanda e offerta di competenze.

3) Transizione verde come leva competitiva: investire in efficienza energetica, reti e mobilità sostenibile non è solo una priorità ambientale, ma anche un’opportunità per rinnovare filiere produttive e creare nuovi posti di lavoro ad alta specializzazione.

4) Sostenibilità della finanza pubblica: il consolidamento dovrà essere calibrato per non soffocare la crescita. Priorità a spese con elevato moltiplicatore economico e alla lotta all’evasione per liberare risorse aggiuntive senza aumentare il carico fiscale.

5) Capitale per le PMI: strumenti di finanziamento alternativi e mercati di capitale più accessibili potrebbero aiutare le PMI a scalare e innovare. Rafforzare l’ecosistema delle imprese dinamiche è essenziale per creare occupazione stabile e aumentare l’export ad alto valore.

Conclusione
L’Italia ha davanti opportunità concrete se saprà combinare gli investimenti a riforme strutturali efficaci e a una strategia a lungo termine per capitale umano e innovazione. La sfida sarà trasformare i flussi finanziari in produttività reale: non si tratta solo di spendere, ma di farlo bene. Le scelte del prossimo biennio definiranno la traiettoria economica del Paese: puntare su competenze, digitalizzazione e sostenibilità sarà la chiave per riconquistare un ritmo di crescita più solido e inclusivo.

AI, vettore di sostenibilità… o addio a posti di lavoro?

La ricerca Sustainable AI, realizzata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale mostra come i cittadini italiani percepiscano il potenziale dell’Intelligenza artificiale come vettore di sostenibilità nei diversi settori. Al contempo, per il 64% degli italiani, di cui il 10% è fortemente in accordo, gli strumenti di AI come ChatGPT avranno un impatto negativo sulle persone, distruggendo posti di lavoro.

Nel confronto tra quattro generazioni (GenZ, Millenials, Generazione X, Baby Boomers) si riscontra una significativa omogeneità nelle risposte. La preoccupazione più elevata è tra i Millenials (29-44 anni), con il 14% fortemente d’accordo, ma nel complesso il timore è ampiamente diffuso.

Vantaggi non compensati dall’eccessivo consumo energetico

Un italiano su dieci (10%), allo stesso modo, si dichiara fortemente convinto del fatto che gli strumenti di AI avranno un impatto negativo sull’ambiente. Ciò che manca, secondo gli intervistati, è un’adeguata compensazione. In altre parole, i vantaggi che porta non compenserebbero il consumo energetico necessario per addestrarne i modelli e per utilizzarli.

La percentuale si mantiene sostanzialmente stabile tra la GenZ e i Millenials, per calare leggermente all’aumentare dell’età: 9% nella Generazione X e 7% nei Baby Boomers. 
Anche in questo caso, dunque, non sembra esserci una correlazione evidente tra la generazione di appartenenza e il timore nei confronti degli effetti della tecnologia.

GenZ ottimista sul contributo positivo nel turismo

Oltre il 60% degli italiani si dichiara poi d’accordo con il fatto che tecnologie come l’AI sono utili nel contrastare il fenomeno del sovraffollamento turistico, ma soltanto il 9% è fortemente in accordo con l’affermazione.
Una convinzione abbastanza moderata, ma con alcuni picchi significativi. Mentre, infatti, la percentuale si abbassa tra i Baby Boomers (6%) e nella Generazione X (8%), cresce molto tra i Millenials (11%) e soprattutto nella GenZ (15%).

I più giovani si mostrano quindi più ottimisti nei confronti del contributo che l’AI può offrire all’interno di un settore di cruciale importanza per il Paese.
Quanto alla sanità, quasi un italiano su tre è poco o per nulla convinto rispetto al contributo che l’AI può offrire nel miglioramento del servizio in ambito sanitario. Anche in questo caso, solo il 12% è molto d’accordo.

Per governare la trasformazione servono politiche inclusive

Nel confronto generazionale circa la metà del campione si posiziona nella fascia intermedia “dell’abbastanza d’accordo”, evidenziando una percezione positiva dei vantaggi, ma spesso priva di reale convinzione.

Insomma, riporta Agi, quella degli italiani nei confronti dell’AI è una fiducia ancora da costruire, indipendentemente dall’ambito in cui questa tecnologia viene applicata.
Le differenze nelle percezioni delle diverse generazioni indicano la necessità di attivare un dialogo intergenerazionale instaurando politiche inclusive per governare la trasformazione in atto.

Viaggi in aereo: nell’ultimo anno più di 4,7 milioni di italiani hanno smarrito i bagagli

Emerge da un’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different: sono oltre 4,7 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno subito il furto o hanno smarrito i bagagli viaggiando in aereo. In particolare, a 1,5 milioni di viaggiatori, pari all’8%, la valigia è stata consegnata in ritardo, mentre a quasi 549mila è stata rubata in aeroporto.

Per il 16,8% dei vacanzieri, ovvero, poco più di 4 milioni di italiani, il bagaglio è stato smarrito dalla compagnia aerea e non è stato più ritrovato. 
Non è un caso che a giugno 2025 la ricerca online di prodotti assicurativi legati alle vacanze sia aumentata del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tutelarsi da smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie

L’assicurazione smarrimento bagagli è infatti una copertura che normalmente viene proposta come estensione alla tradizionale polizza viaggio. Si tratta di una tutela del viaggiatore in caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie da parte del vettore aereo, o in caso di furto bagagli durante la vacanza.

“Le assicurazioni viaggio tutelano i contraenti da una vasta gamma di imprevisti che possono sopraggiungere durante una vacanza, tra cui anche lo smarrimento, il furto o la ritardata consegna delle valigie – spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it -. In casi come questi l’assicurazione interviene non solo rimborsando il valore dei beni contenuti, ma anche coprendo le spese sostenute per gli acquisti di prima necessità”.

Alcune assicurazioni non coprono smartphone, tablet, pc e fotocamere

Nel caso di smarrimento definitivo o furto, la polizza rimborserà, nei limiti dei massimali, il valore dei beni perduti.
Attenzione alle esclusioni: alcune assicurazioni, ad esempio, non coprono oggetti come smartphone, tablet, pc e fotocamere, altre, invece, applicano massimali ridotti. Denaro contante, assegni e oggetti d’arte normalmente non vengono rimborsati.

Se la valigia conteneva anche documenti come passaporto, carta di identità o patente, nella maggior parte dei casi l’assicurazione viaggio fornisce un contributo economico per rifarli.
E se il sinistro è stato causato dal vettore e questi risarcisce, l’assicurato sarà indennizzato dalla propria società assicurativa solo dopo aver dedotto l’importo liquidato dalla compagnia aerea.

Non lasciare oggetti incustoditi: pena l’esclusione dal rimborso

Nel caso di bagaglio consegnato in ritardo, invece, l’assicurazione rimborsa all’assicurato le spese sostenute per acquisti di beni di prima necessità. La definizione di ritardo può però variare da compagnia a compagnia, ma normalmente devono trascorrere almeno 12 ore dall’orario di arrivo previsto.

Le polizze smarrimento bagagli non coprono mai i danni agevolati da dolo o colpa grave dell’assicurato, ovvero, nel caso in cui gli oggetti vengano lasciati incustoditi in qualsiasi momento, in caso di dimenticanza, incuria o perdita da parte dell’assicurato. La garanzia è operante non solo per valigie e borse, ma anche per carrozzine e passeggini.
Per quanto riguarda i prezzi, partono da circa 22 euro per due settimane di viaggio in Europa e da 38 euro per due settimane negli Stati Unita d’America.

Come cambia il crimine informatico: nel 2024 meno malware, più ransomware

Nel 2024 il rapporto annuale della Polizia postale italiana per la sicurezza cibernetica ha rilevato oltre 1.500 attacchi nei confronti di infrastrutture critiche e Pubbliche amministrazioni. Il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) l’anno scorso ha gestito circa 12 mila attacchi informatici significativi, diramando oltre 59.000 alert per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale.

Per quanto riguarda le modalità di attacco, si è registrata una riduzione del 30% negli attacchi DDoS, mentre gli attacchi ransomware sono aumentati del 18%.
Parallelamente, il numero di malware è diminuito del 46%, mentre le altre tecniche di hacking hanno registrato un incremento del 46%.

Da minaccia puramente criminale a state-sponsored

Oltre alle quotidiane attività di contrasto, il Cnaipic è anche chiamato a gestire alcuni grandi eventi. Tra tutti, per il 2024, il G7 che si è svolto in Puglia dal 13 al 15 giugno.
Inoltre, quale punto di contatto nazionale e internazionale per il monitoraggio e la gestione degli eventi di sicurezza cibernetica, sempre nel 2024 il Cnaipic ha gestito anche 63 richieste di cooperazione internazionale, consentendo l’identificazione e la denuncia di 178 persone.

In linea generale, però, sempre secondo il Report, lo scenario aggiornato della minaccia cyber a una matrice puramente criminale vede ormai stabilmente aggiungersi un’origine riconducibile all’operare di attori state-sponsored. Questo, anche in conseguenza del contesto geopolitico internazionale.

Attacchi ad alto spettro a infrastrutture pubbliche, nazionali e territoriali

“Le metodologie criminali – spiegano gli autori del Report – confermano un’elevata incidenza di attacchi ransomware e di DDoS diretti ad ampio spettro a infrastrutture pubbliche, nazionali e territoriali, con particolare riferimento alle Pubbliche Amministrazioni locali, specie Comuni e Aziende sanitarie, e verso aziende erogatrici di servizi essenziali in diversi settori, come, ad esempio Trasporti, Finanze, Sanità, Telecomunicazioni”.

Il ruolo dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente

Più in particolare, l’anno scorso su un totale di poco meno di 12 mila attacchi, ne sono stati rilevati 1.533 nei confronti di infrastrutture critiche, operatori dei servizi essenziali e Pubbliche Amministrazioni locali, il 38% in più rispetto al 202.

Il Report annuale 2024 della Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, riferisce Agi, parla poi di “un fenomeno aggravato dalle difficile situazione geopolitica legata ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente – si legge nel Report -: gli autori di tali crimini operano frequentemente da Paesi in cui la cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia risulta difficoltosa o impraticabile”.

Lavoro ibrido e benessere: perchè è un binomio vincente?

Un recente studio condotto dall’International Workplace Group (IWG) ha rivelato una forte correlazione tra il lavoro ibrido e il miglioramento del benessere dei dipendenti. L’indagine, che ha coinvolto un campione di mille lavoratori ibridi, ha evidenziato come la flessibilità introdotta da questo modello di lavoro abbia avuto un impatto positivo sulla salute fisica e mentale degli individui.

In particolare, quattro lavoratori su cinque (80%) hanno dichiarato che il loro benessere generale è migliorato in modo significativo grazie alla possibilità di alternare il lavoro tra casa, ufficio e spazi di coworking locali.

I benefici del lavoro ibrido sulla salute

Il lavoro ibrido ha portato a una riduzione dei tempi di spostamento casa-lavoro, consentendo ai dipendenti di dedicare più tempo al proprio benessere personale.

Il 68% degli intervistati ha riportato un miglioramento della propria salute fisica, grazie alla maggiore opportunità di praticare attività fisica (54%) e di preparare pasti più sani (58%). Inoltre, l’80% dei lavoratori ha dichiarato di sentirsi più riposato, grazie a un miglioramento della qualità e della regolarità del sonno (68%).

Miglior equilibrio tra vita privata e lavoro

Oltre agli effetti positivi sulla salute fisica, il lavoro ibrido ha favorito un miglioramento significativo dell’equilibrio tra vita professionale e personale per l’86% dei partecipanti allo studio. Questa maggiore flessibilità ha contribuito a ridurre lo stress per il 78% dei lavoratori, portando a una forza lavoro più serena e motivata.

Non sorprende che quattro lavoratori su cinque (81%) abbiano segnalato un miglioramento della propria salute mentale grazie al nuovo modello di lavoro.

Vantaggi per le aziende

I benefici del lavoro ibrido non si limitano solo ai dipendenti, ma coinvolgono anche le aziende. Secondo il report di IWG del maggio 2024, l’86% dei responsabili delle risorse umane considera il lavoro ibrido uno dei benefit più apprezzati dai dipendenti e uno strumento efficace per trattenere il personale. Inoltre, l’88% degli HR leader riconosce l’impatto positivo del lavoro ibrido sulla salute mentale dei lavoratori.

Produttività e soddisfazione lavorativa

Lo studio evidenzia che il 74% dei lavoratori si sente più produttivo con il lavoro ibrido, mentre il 76% riferisce di essere più motivato. Infine, l’85% dei dipendenti ha dichiarato che la propria soddisfazione lavorativa è aumentata. Anche le aziende confermano questa tendenza, con l’85% degli HR leader che affermano che il modello ibrido incrementa la produttività.

SMS, il canale preferito per promemoria e appuntamenti di lavoro

Sebbene non più molto utilizzato per le comunicazioni con familiari, amici e colleghi, l’SMS, acronimo di Short Message Service, è molto apprezzato in ambito business. Poiché considerato meno soggetto al fenomeno dello spam rispetto alle email, e meno invasivo della sfera privata rispetto a WhatsApp, l’SMS risulta più adatto a messaggi di tipo professionale, come conferme o promemoria di appuntamenti di lavoro.

Secondo il sondaggio svolto da Skebby, la piattaforma italiana che offre servizi professionali di mobile marketing, è infatti proprio l’SMS lo strumento favorito per confermare gli appuntamenti aziendali. E lo è ancora di più quando il testo del messaggio viene arricchito da link.

La telefonata è all’ultimo posto

La mancata presenza agli appuntamenti di lavoro, come visite, ritiri e consegne merce, o sopralluoghi, rappresenta da sempre un problema significativo per le aziende.
Negli ultimi anni tale problema è stato sensibilmente ridimensionato grazie al mobile messaging, che consente di recapitare messaggi di promemoria in modo diretto, semplice ed economico.

Utilizzati dalla stragrande maggioranza degli utenti, questi messaggi possono essere inviati tramite diversi canali di comunicazione, e nel mondo del lavoro quello più usato è proprio il ‘vecchio’ SMS.

È gradito un link all’interno del messaggio 

Dai risultati emersi dall’indagine di Skebby, dove era prevista la possibilità di scegliere tra sei diversi canali secondo l’ordine di preferenza, l’SMS ha  ottenuto infatti la media migliore (3,2), seguito dall’email (3,4), da WhatsApp (3,5), dai social media e la posta cartacea (3,6), e ultima, dalla telefonata (3,7).
Nello stesso sondaggio è stato anche chiesto agli intervistati se l’aggiunta di contenuti arricchiti, come l’inserimento di link che indirizzino a landing page online, possa rendere più probabile l’interazione con i messaggi.

E la maggioranza degli intervistati (55%) ha confermato questa possibilità, contro il 32% che si è dichiarato indifferente, e il 13% più titubante in merito.

In disuso per le comunicazioni private ma perfetto per l’ambito business

“La nostra indagine conferma come l’SMS, che da tempo ormai non rappresenta più lo strumento prescelto per le comunicazioni private, sia invece il canale preferito per i messaggi importanti, quelli che devono assolutamente essere letti – ha dichiarato Domitilla Cortelletti, marketing manager di Skebby -. Si tratta, infatti, di un canale più libero rispetto agli altri strumenti di messaggistica istantanea e alle email. E probabilmente anche per questo è anche quello più apprezzato per la ricezione di comunicazioni che non si possono perdere, come quelle di conferma e memo di appuntamenti”.

Internet advertising: in Italia vale 5,4 miliardi, +10% in un anno

Il valore dell’Internet advertising a fine 2023 ha raggiunto 4,9 miliardi di euro e le prime previsioni per il 2024 vedono il mercato raggiungere 5,4 miliardi di euro (+10%), pari a 500 milioni in più rispetto al valore consuntivo di fine 2023.

Internet consolida la prima posizione nel mercato pubblicitario italiano, confermando il ruolo trainante nella crescita del settore. 
Con una quota del 48% e un incremento del 9%, è seguito da Tv (35%, +2%), Out of Home (7%, +13%), Stampa (6%, -2%), Radio (4%, +8%): emerge dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano.

Previsioni di mercato

Nell’immediato futuro, il trend sarà però condizionato dalle performance di pochi operatori. Nel 2024 aumenterà infatti la concentrazione del mercato e i grandi player internazionali raccoglieranno l’82% (+1%) degli investimenti pubblicitari complessivi.
L’andamento è in gran parte frutto degli investimenti allocati dagli advertiser alle applicazioni Video, soprattutto sul grande schermo.

Tra i formati che lavorano nella creazione di nuovi touchpoint c’è l’Audio advertising (+22%), che nonostante sia ancora residuale in termini di raccolta (43 milioni), attira un interesse crescente degli investitori, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, come la fruizione lontana da uno schermo, che lo differenziano dagli altri formati pubblicitari online.

Continua la luna di miele del podcast con la GenZ

“Anche dal lato consumatore si registrano movimenti interessanti nel mondo Audio – dichiara Antonio Filoni, Partner e Head of Innovation and Digital, BVA Doxa -. Abbiamo riscontrato una crescita rilevante dell’ascolto dei Branded Podcast, passato dal 14% del 2023 al 23% del 2024, guidato soprattutto dalle giovani generazioni (35% tra la GenZ). Il Podcast prosegue quindi la luna di miele con gli italiani digitali, dove oltre la metà degli attuali ascoltatori dichiara che ne aumenterà l’ascolto. E rimanendo sul tema Audio advertising, bene anche il ricordo pubblicitario di questi formati: nell’ultimo anno l’Host Read passa dal 32% al 42% e l’Interactive Ads dal 27% al 34%”.

AI e Attention Metrics nell’era privacy oriented

Negli anni scorsi l’utilizzo dell’AI nel mercato pubblicitario riguardava principalmente finalità di analisi/gestione dati e comprensione dei testi: oggi l’AI Generativa ha ampliato significativamente le opportunità per il settore.
D’altronde, la consapevolezza delle minacce alla privacy e l’attenzione delle Autorità europee hanno portato le industrie Tech a riconsiderare il loro approccio al tracciamento online.

Quanto alle Attention Metrics, al centro di diversi dibattiti all’interno dell’industry pubblicitaria, gli sviluppi desiderati dagli advertiser per il futuro riguardano la possibilità di scalare questo tipo di misurazione anche su altri ambienti. Questo porterebbe alla creazione di un circolo virtuoso capace di ridurre la sovraesposizione giornaliera dell’utente alle comunicazioni pubblicitarie, ma aumentandone la qualità.

Arriva il Codice della strada aggiornato: quali sono le modifiche e le novità?

Se tutto procede come previsto, il Codice della strada aggiornato potrebbe entrare in vigore prima dell’estate, e ora spetta al Senato l’approvazione definitiva.
Le modifiche al Codice della Strada, incluse nel testo del decreto legge approvato alla Camera, mirano a promuovere una cultura della sicurezza stradale, ridurre il numero di vittime e incidenti, costituendo un passo avanti verso una maggiore sicurezza e responsabilità alla guida.

Tra le principali novità, spiccano le misure a contrasto dell’abuso di alcol e droghe alla guida, l’inasprimento delle sanzioni per alcune violazioni e l’adozione di misure più rigorose per garantire la sicurezza dei pedoni. Ma sono state rivedute anche le disposizioni in materia di assicurazione auto e protezione degli animali.

Tolleranza zero per alcol e droga al volante

Sanzioni più severe per chi viene trovato al volante con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti: con un tasso compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, oltre a una multa, è prevista la sospensione della patente da 3 a 6 mesi, per tassi alcolemici più elevati, le sanzioni arrivano fino all’arresto e la sospensione della patente fino a due anni.

Ma la vera novità è l’introduzione dell’alcolock, un dispositivo installato sul veicolo che impedisce l’avvio del motore nel caso in cui venga rilevato un tasso alcolemico del conducente superiore ai limiti consentiti.
Anche per quanto riguarda l’uso di droghe le nuove norme sono decisamente più aspre, con il ritiro immediato della patente in caso di esito positivo ai test preliminari.

Più limitazioni per i neopatentati

Previsti cambiamenti anche per i neopatentati, con l’introduzione di limitazioni più rigide. In particolare, viene ampliato il divieto di guida di veicoli potenti per i primi tre anni dal conseguimento della patente B anche se il limite di potenza è stato alzato dagli attuali 70 kW/t a 75 kW/t.

Per l’uso del cellulare al volante, invece, la sanzione amministrativa passerà da 250 euro a 1.000 euro. E la sospensione della patente potrà essere applicata già alla prima infrazione.
Altra novità importante riguarda l’assicurazione auto, con l’introduzione dell’obbligo per il proprietario del veicolo di verificare che sia regolarmente assicurato, anche quando nella legittima disponibilità di altri.

Nuove norme a tutela degli animali, per monopattini e biciclette

Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela degli animali, con l’introduzione di sanzioni equiparabili a reati di omicidio stradale e lesioni personali gravi o gravissime per chi si rende colpevole dell’abbandono di animali per strada, anche in assenza di incidenti. 
Le nuove norme stabiliscono inoltre diverse regole per i monopattini (obbligo di indicatori luminosi di svolta/freno, contrassegno di riconoscimento assimilabile alla targa, obbligo del casco, divieto di uscire dai centri urbani, assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile).

Anche le regole per la circolazione delle biciclette sono state riviste, riporta Adnkronos, soprattutto per quanto riguarda il sorpasso, così come per gli scooter, consentendo a un maggior numero di mezzi di viaggiare su autostrade e strade extraurbane principali, purché il conducente sia maggiorenne.

Google potenzia le applicazioni basate sull’AI: cosa cambia?

Durante la recente conferenza Google I/O, il colosso di Menlo Park ha presentato importanti aggiornamenti riguardanti il suo motore di ricerca e le sue soluzioni di intelligenza artificiale. Con l’introduzione dei nuovi modelli Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro, l’azienda mira a ottimizzare i flussi di lavoro e a potenziare le applicazioni basate sull’AI, offrendo strumenti avanzati a sviluppatori di tutto il mondo. Questi modelli rappresentano un significativo progresso per Google AI e sono ora disponibili in anteprima pubblica in oltre 200 paesi, tra cui l’UE, il Regno Unito e la Svizzera.

Le potenzialità di Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro

I modelli Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro, riferisce Adnkronos, sono progettati per eseguire compiti ad alta frequenza con grande efficienza. In particolare, il modello 1.5 Pro introduce una finestra di contesto di 2 milioni, consentendo una gestione e analisi di grandi volumi di dati in tempo reale senza precedenti. L’API Gemini ora supporta chiamate di funzione parallele e l’estrazione di fotogrammi video, migliorando ulteriormente le capacità di elaborazione. Una nuova funzione di caching del contesto sarà disponibile il prossimo mese, permettendo di memorizzare in cache file di contesto frequentemente utilizzati a costi ridotti, ottimizzando i flussi di lavoro in scenari complessi come la creazione di contenuti, l’analisi di documenti e la sintesi di materiali di ricerca.

Implementazione dell’AI in ambienti edge

Google AI Edge consente inoltre l’implementazione dell’AI in ambienti edge, inclusi dispositivi mobili e web. Grazie a TensorFlow Lite, è possibile portare i modelli PyTorch direttamente sui dispositivi mobili, facilitando l’integrazione dell’AI su dispositivo. Per incentivare l’innovazione, Google ha lanciato una competizione per sviluppatori API Gemini, offrendo come premi un’auto elettrica DeLorean del 1981 personalizzata e altri riconoscimenti. Questa iniziativa mira a scoprire applicazioni innovative che ridefiniscano i confini dell’AI.

Integrazione con Android

La piattaforma di sviluppo Android ora integra Gemini in Android Studio, facilitando la creazione di applicazioni di alta qualità. Gemini Nano, il modello più efficiente di Google per i compiti su dispositivo, è disponibile sui dispositivi Pixel 8 Pro e Samsung Galaxy S24 Series, con supporto in arrivo per altri dispositivi. Gemini Nano è in grado di riconoscere testo, immagini e altri elementi delle pagine web. L’integrazione di Gemini Nano in Chrome desktop porterà le capacità AI direttamente nel browser, migliorando la scalabilità e la privacy.

Gaming… senza mani

Infine, Google ha reso disponibile il codice di Project Gameface, un ‘mouse’ per il gaming controllato tramite espressioni facciali, in open-source per gli sviluppatori Android. Questa funzione di accessibilità permette agli utenti di controllare il cursore con gesti facciali o movimenti della testa, come aprire la bocca per spostare il cursore o alzare le sopracciglia per cliccare e trascinare.