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SMS, il canale preferito per promemoria e appuntamenti di lavoro

Sebbene non più molto utilizzato per le comunicazioni con familiari, amici e colleghi, l’SMS, acronimo di Short Message Service, è molto apprezzato in ambito business. Poiché considerato meno soggetto al fenomeno dello spam rispetto alle email, e meno invasivo della sfera privata rispetto a WhatsApp, l’SMS risulta più adatto a messaggi di tipo professionale, come conferme o promemoria di appuntamenti di lavoro.

Secondo il sondaggio svolto da Skebby, la piattaforma italiana che offre servizi professionali di mobile marketing, è infatti proprio l’SMS lo strumento favorito per confermare gli appuntamenti aziendali. E lo è ancora di più quando il testo del messaggio viene arricchito da link.

La telefonata è all’ultimo posto

La mancata presenza agli appuntamenti di lavoro, come visite, ritiri e consegne merce, o sopralluoghi, rappresenta da sempre un problema significativo per le aziende.
Negli ultimi anni tale problema è stato sensibilmente ridimensionato grazie al mobile messaging, che consente di recapitare messaggi di promemoria in modo diretto, semplice ed economico.

Utilizzati dalla stragrande maggioranza degli utenti, questi messaggi possono essere inviati tramite diversi canali di comunicazione, e nel mondo del lavoro quello più usato è proprio il ‘vecchio’ SMS.

È gradito un link all’interno del messaggio 

Dai risultati emersi dall’indagine di Skebby, dove era prevista la possibilità di scegliere tra sei diversi canali secondo l’ordine di preferenza, l’SMS ha  ottenuto infatti la media migliore (3,2), seguito dall’email (3,4), da WhatsApp (3,5), dai social media e la posta cartacea (3,6), e ultima, dalla telefonata (3,7).
Nello stesso sondaggio è stato anche chiesto agli intervistati se l’aggiunta di contenuti arricchiti, come l’inserimento di link che indirizzino a landing page online, possa rendere più probabile l’interazione con i messaggi.

E la maggioranza degli intervistati (55%) ha confermato questa possibilità, contro il 32% che si è dichiarato indifferente, e il 13% più titubante in merito.

In disuso per le comunicazioni private ma perfetto per l’ambito business

“La nostra indagine conferma come l’SMS, che da tempo ormai non rappresenta più lo strumento prescelto per le comunicazioni private, sia invece il canale preferito per i messaggi importanti, quelli che devono assolutamente essere letti – ha dichiarato Domitilla Cortelletti, marketing manager di Skebby -. Si tratta, infatti, di un canale più libero rispetto agli altri strumenti di messaggistica istantanea e alle email. E probabilmente anche per questo è anche quello più apprezzato per la ricezione di comunicazioni che non si possono perdere, come quelle di conferma e memo di appuntamenti”.

Internet advertising: in Italia vale 5,4 miliardi, +10% in un anno

Il valore dell’Internet advertising a fine 2023 ha raggiunto 4,9 miliardi di euro e le prime previsioni per il 2024 vedono il mercato raggiungere 5,4 miliardi di euro (+10%), pari a 500 milioni in più rispetto al valore consuntivo di fine 2023.

Internet consolida la prima posizione nel mercato pubblicitario italiano, confermando il ruolo trainante nella crescita del settore. 
Con una quota del 48% e un incremento del 9%, è seguito da Tv (35%, +2%), Out of Home (7%, +13%), Stampa (6%, -2%), Radio (4%, +8%): emerge dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano.

Previsioni di mercato

Nell’immediato futuro, il trend sarà però condizionato dalle performance di pochi operatori. Nel 2024 aumenterà infatti la concentrazione del mercato e i grandi player internazionali raccoglieranno l’82% (+1%) degli investimenti pubblicitari complessivi.
L’andamento è in gran parte frutto degli investimenti allocati dagli advertiser alle applicazioni Video, soprattutto sul grande schermo.

Tra i formati che lavorano nella creazione di nuovi touchpoint c’è l’Audio advertising (+22%), che nonostante sia ancora residuale in termini di raccolta (43 milioni), attira un interesse crescente degli investitori, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, come la fruizione lontana da uno schermo, che lo differenziano dagli altri formati pubblicitari online.

Continua la luna di miele del podcast con la GenZ

“Anche dal lato consumatore si registrano movimenti interessanti nel mondo Audio – dichiara Antonio Filoni, Partner e Head of Innovation and Digital, BVA Doxa -. Abbiamo riscontrato una crescita rilevante dell’ascolto dei Branded Podcast, passato dal 14% del 2023 al 23% del 2024, guidato soprattutto dalle giovani generazioni (35% tra la GenZ). Il Podcast prosegue quindi la luna di miele con gli italiani digitali, dove oltre la metà degli attuali ascoltatori dichiara che ne aumenterà l’ascolto. E rimanendo sul tema Audio advertising, bene anche il ricordo pubblicitario di questi formati: nell’ultimo anno l’Host Read passa dal 32% al 42% e l’Interactive Ads dal 27% al 34%”.

AI e Attention Metrics nell’era privacy oriented

Negli anni scorsi l’utilizzo dell’AI nel mercato pubblicitario riguardava principalmente finalità di analisi/gestione dati e comprensione dei testi: oggi l’AI Generativa ha ampliato significativamente le opportunità per il settore.
D’altronde, la consapevolezza delle minacce alla privacy e l’attenzione delle Autorità europee hanno portato le industrie Tech a riconsiderare il loro approccio al tracciamento online.

Quanto alle Attention Metrics, al centro di diversi dibattiti all’interno dell’industry pubblicitaria, gli sviluppi desiderati dagli advertiser per il futuro riguardano la possibilità di scalare questo tipo di misurazione anche su altri ambienti. Questo porterebbe alla creazione di un circolo virtuoso capace di ridurre la sovraesposizione giornaliera dell’utente alle comunicazioni pubblicitarie, ma aumentandone la qualità.

Arriva il Codice della strada aggiornato: quali sono le modifiche e le novità?

Se tutto procede come previsto, il Codice della strada aggiornato potrebbe entrare in vigore prima dell’estate, e ora spetta al Senato l’approvazione definitiva.
Le modifiche al Codice della Strada, incluse nel testo del decreto legge approvato alla Camera, mirano a promuovere una cultura della sicurezza stradale, ridurre il numero di vittime e incidenti, costituendo un passo avanti verso una maggiore sicurezza e responsabilità alla guida.

Tra le principali novità, spiccano le misure a contrasto dell’abuso di alcol e droghe alla guida, l’inasprimento delle sanzioni per alcune violazioni e l’adozione di misure più rigorose per garantire la sicurezza dei pedoni. Ma sono state rivedute anche le disposizioni in materia di assicurazione auto e protezione degli animali.

Tolleranza zero per alcol e droga al volante

Sanzioni più severe per chi viene trovato al volante con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti: con un tasso compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, oltre a una multa, è prevista la sospensione della patente da 3 a 6 mesi, per tassi alcolemici più elevati, le sanzioni arrivano fino all’arresto e la sospensione della patente fino a due anni.

Ma la vera novità è l’introduzione dell’alcolock, un dispositivo installato sul veicolo che impedisce l’avvio del motore nel caso in cui venga rilevato un tasso alcolemico del conducente superiore ai limiti consentiti.
Anche per quanto riguarda l’uso di droghe le nuove norme sono decisamente più aspre, con il ritiro immediato della patente in caso di esito positivo ai test preliminari.

Più limitazioni per i neopatentati

Previsti cambiamenti anche per i neopatentati, con l’introduzione di limitazioni più rigide. In particolare, viene ampliato il divieto di guida di veicoli potenti per i primi tre anni dal conseguimento della patente B anche se il limite di potenza è stato alzato dagli attuali 70 kW/t a 75 kW/t.

Per l’uso del cellulare al volante, invece, la sanzione amministrativa passerà da 250 euro a 1.000 euro. E la sospensione della patente potrà essere applicata già alla prima infrazione.
Altra novità importante riguarda l’assicurazione auto, con l’introduzione dell’obbligo per il proprietario del veicolo di verificare che sia regolarmente assicurato, anche quando nella legittima disponibilità di altri.

Nuove norme a tutela degli animali, per monopattini e biciclette

Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela degli animali, con l’introduzione di sanzioni equiparabili a reati di omicidio stradale e lesioni personali gravi o gravissime per chi si rende colpevole dell’abbandono di animali per strada, anche in assenza di incidenti. 
Le nuove norme stabiliscono inoltre diverse regole per i monopattini (obbligo di indicatori luminosi di svolta/freno, contrassegno di riconoscimento assimilabile alla targa, obbligo del casco, divieto di uscire dai centri urbani, assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile).

Anche le regole per la circolazione delle biciclette sono state riviste, riporta Adnkronos, soprattutto per quanto riguarda il sorpasso, così come per gli scooter, consentendo a un maggior numero di mezzi di viaggiare su autostrade e strade extraurbane principali, purché il conducente sia maggiorenne.

Google potenzia le applicazioni basate sull’AI: cosa cambia?

Durante la recente conferenza Google I/O, il colosso di Menlo Park ha presentato importanti aggiornamenti riguardanti il suo motore di ricerca e le sue soluzioni di intelligenza artificiale. Con l’introduzione dei nuovi modelli Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro, l’azienda mira a ottimizzare i flussi di lavoro e a potenziare le applicazioni basate sull’AI, offrendo strumenti avanzati a sviluppatori di tutto il mondo. Questi modelli rappresentano un significativo progresso per Google AI e sono ora disponibili in anteprima pubblica in oltre 200 paesi, tra cui l’UE, il Regno Unito e la Svizzera.

Le potenzialità di Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro

I modelli Gemini 1.5 Flash e 1.5 Pro, riferisce Adnkronos, sono progettati per eseguire compiti ad alta frequenza con grande efficienza. In particolare, il modello 1.5 Pro introduce una finestra di contesto di 2 milioni, consentendo una gestione e analisi di grandi volumi di dati in tempo reale senza precedenti. L’API Gemini ora supporta chiamate di funzione parallele e l’estrazione di fotogrammi video, migliorando ulteriormente le capacità di elaborazione. Una nuova funzione di caching del contesto sarà disponibile il prossimo mese, permettendo di memorizzare in cache file di contesto frequentemente utilizzati a costi ridotti, ottimizzando i flussi di lavoro in scenari complessi come la creazione di contenuti, l’analisi di documenti e la sintesi di materiali di ricerca.

Implementazione dell’AI in ambienti edge

Google AI Edge consente inoltre l’implementazione dell’AI in ambienti edge, inclusi dispositivi mobili e web. Grazie a TensorFlow Lite, è possibile portare i modelli PyTorch direttamente sui dispositivi mobili, facilitando l’integrazione dell’AI su dispositivo. Per incentivare l’innovazione, Google ha lanciato una competizione per sviluppatori API Gemini, offrendo come premi un’auto elettrica DeLorean del 1981 personalizzata e altri riconoscimenti. Questa iniziativa mira a scoprire applicazioni innovative che ridefiniscano i confini dell’AI.

Integrazione con Android

La piattaforma di sviluppo Android ora integra Gemini in Android Studio, facilitando la creazione di applicazioni di alta qualità. Gemini Nano, il modello più efficiente di Google per i compiti su dispositivo, è disponibile sui dispositivi Pixel 8 Pro e Samsung Galaxy S24 Series, con supporto in arrivo per altri dispositivi. Gemini Nano è in grado di riconoscere testo, immagini e altri elementi delle pagine web. L’integrazione di Gemini Nano in Chrome desktop porterà le capacità AI direttamente nel browser, migliorando la scalabilità e la privacy.

Gaming… senza mani

Infine, Google ha reso disponibile il codice di Project Gameface, un ‘mouse’ per il gaming controllato tramite espressioni facciali, in open-source per gli sviluppatori Android. Questa funzione di accessibilità permette agli utenti di controllare il cursore con gesti facciali o movimenti della testa, come aprire la bocca per spostare il cursore o alzare le sopracciglia per cliccare e trascinare.

Data-stealing: nel 2023 compromessi 10 milioni di dispositivi 

Secondo il Kaspersky Digital Footprint Intelligence, presentato in occasione del ‘Privacy Tour 2024’, nel 2023, sono stati compromessi da malware data-stealer circa 10 milioni di dispositivi personali e aziendali, +643% negli ultimi tre anni.
Sebbene il numero di file di log, quindi di infezioni, nel 2023 abbia subito un calo del -9% rispetto al 2022, questo non implica che la richiesta di login e password da parte dei criminali informatici sia diminuita.

È infatti possibile che alcune credenziali compromesse siano state divulgate nel dark web nel corso del 2024, ed è probabile che il numero effettivo di infezioni sia ancora più alto: circa 16 milioni. 
In ogni caso, i dati sui dispositivi infetti derivano dalle statistiche dei file di log dei malware infostealer attivamente scambiati nei mercati illeciti.

Il dominio .it al terzo posto per account rubati

La vendita di credenziali di accesso compromesse rappresenta una parte significativa del mercato del dark web.
In media i criminali informatici rubano 50,9 credenziali di accesso per ogni dispositivo infetto, utilizzandole per attacchi informatici, vendita o distribuzione gratuita sui forum del dark web e i canali shadow di Telegram.

Negli ultimi 5 anni 443.000 siti web in tutto il mondo hanno subito le violazioni delle credenziali.
Per quanto riguarda il numero di account compromessi da infostealer nel 2023, il dominio .com è al primo posto (quasi 326 milioni), mentre in Europa, il dominio .it, associato all’Italia, si classifica al terzo posto (4,2 milioni), dopo Francia (4,5) e Spagna (4,4).

Furto di credenziali per servizi AI

I dati per accedere alle infrastrutture aziendali sono molto diffusi sul dark web: tra gennaio 2022 e novembre 2023 si contano oltre 6.000 messaggi (+16% al mese).
La crescente diffusione di strumenti basati sull’AI, poi, non è passata inosservata ai cyber criminali, e il furto di credenziali per i servizi AI è una tendenza in crescita.

Negli ultimi tre anni, sono state compromesse con malware info-stealer 1.160.000 credenziali di accesso all’applicazione Canva, uno strumento di progettazione grafica basato sull’AI.

Il mercato del dark web dal punto di vista della domanda 

Anche OpenAI ha visto trapelare le credenziali degli utenti a causa di malware data-stealer. Quasi 668.000 credenziali per i servizi dell’azienda, tra cui ChatGPT, sono state compromesse tra il 2021 e 2023 e trovate su canali nascosti. 
In particolare, nell’ultimo anno il numero di login e password trapelate è aumentato di quasi 33 volte.

Il mercato del dark web per le credenziali può essere analizzato anche dal punto di vista della domanda di questi account, in particolare esaminando il numero di post in cui i criminali informatici offrono o cercano di acquistare file di log infostealer.
A marzo 2023, dopo il rilascio della quarta versione, la richiesta di account di ChatGPT da parte dei cyber criminali ha, registrato una crescita, stabilizzandosi allo stesso livello di altri servizi di AI.

Cybersicurezza: le previsioni degli esperti per il 2024

Cosa dobbiamo aspettarci per il 2024, e soprattutto, su quali assetti normativi, di gestione dei processi e innovazioni possiamo contare?
Rispondono tre esperti di cybersicurezza con capacità di analisi e predizione degli scenari nazionali, internazionali e di mercato.
Secondo Luisa Franchina, Presidente dell’Associazione Italiana esperti Infrastrutture Critiche, il 2023 si chiude con l’alba del nuovo mondo della certificazione di prodotto. Rispetto alle Pmi, grandi aziende italiane e Infrastrutture Critiche sono già preparate, e hanno costituito la massa critica della resistenza italiana contro gli attacchi cyber.

Se è vero che il 2023 si chiude con il purtroppo consueto aumento degli attacchi, è altresì da sottolineare un posizionamento diverso dell’area difensiva, sia governativa sia privata, a livello italiano ed europeo. Occorre quindi lavorare sulla diffusione delle competenze, la formazione di personale tecnico, e la creazione di capacità che possano consentire anche a Pmi e PA di impostare assetti strategici di security.

Dispositivi IoT sotto attacco

Per Alessio Aceti, ceo HWG Sababa, nel 2024 gli attaccanti sfrutteranno sempre più i dispositivi IoT delle organizzazioni, sia all’interno di botnet sia all’interno della rete dell’attaccato per poter scegliere tempi e modalità per sferrare attacchi più remunerativi.
I dispositivi IoT non sono quasi mai gestiti dai responsabili IT. Gli attaccanti sono quindi consapevoli che queste ‘porte’ sono meno presidiate dal lato security, e al contempo consentono accesso alla rete aziendale.

Ecco perché sarà necessario focalizzarsi sui sistemi IoT affrontando la gestione del ciclo di vita dei dispositivi, il tema delle vulnerabilità e quello della gestione delle identità e degli accessi privilegiati.

Nuovi rischi: AI e Smart City

Le città digitali del futuro porteranno poi con sé tanti vantaggi per i cittadini, ma anche nuovi rischi. L’evoluzione delle città, sempre più connesse, porterà inevitabilmente in primo piano la necessità di proteggere i servizi essenziali (reti elettriche e idriche, infrastruttura del trasporto pubblico e della smart mobility) dai potenziali attacchi dei cybercriminali.

Quanto all’impatto dell’Intelligenza artificiale, il suo utilizzo nel settore della cybersecurity sarà la necessaria evoluzione per contrastare attacchi sempre più pervasivi. E potrà consentire di affrontare un numero maggiore di minacce in modo pratico ed efficace.

La guerra dei dati

Secondo Lior Tabansky, Head of Research Development Interdisciplinary Cyber Research Center dell’Università di Tel Aviv, è il cellulare il nuovo punto di connessione critico con la rete esterna.

I principi di Zero Trust Security, riporta Adnkronos, prenderanno sempre più piede all’interno delle organizzazioni pubbliche e private, e la sicurezza dei dispositivi mobili diventerà il settore da rendere meno penetrabile. Ambito che riguarda l’utilizzo delle tecnologie per la gestione dei flussi di dati personali, dove la sicurezza è interamente basata sulla fiducia. Ma che coinvolge anche molti soggetti ‘partner’, primi fra tutti i giganti Google e Apple e ora anche Open AI, che tenteranno di esercitare un controllo sempre più in conflitto con i poteri giuridici dei singoli Paesi.

Insomma, tutte le grandi potenze mondiali cercheranno di avere una propria area specifica di influenza, azione e business anche all’interno del cyber spazio.

Cyber Week 2023, i “numeri” dell’Italia

Come sono andati gli ordini della Cyber Week 2023? A questa domanda risponde Salesforce, leader nel settore dell’AI CRM, ha reso noti i dati relativi alla Cyber Week 2023, analizzando gli acquisti di oltre 1,5 miliardi di consumatori sulla piattaforma Salesforce Customer 360.
Le vendite globali hanno registrato un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 298 miliardi di dollari.

In Italia il giorno più performante è stato il Cyber Monday

In Italia, il Cyber Monday del 27 novembre è emerso come il giorno più performante della Cyber Week, con una crescita delle vendite online del 10% rispetto all’anno precedente. Mercoledì 22 novembre ha segnato il picco degli ordini, registrando un aumento del 17% rispetto al 2022. Nel complesso, il traffico online nel paese è cresciuto del 4%, confermando la predilezione italiana per l’utilizzo dei dispositivi mobili, con l’80% del traffico proveniente da mobile durante il Cyber Monday, in confronto al 75% a livello globale.

Complessivamente, la crescita è stata trainata principalmente dal volume degli ordini, segnando un aumento della domanda dei consumatori per la prima volta in più di cinque trimestri. Nonostante una costante presenza di promozioni iniziale, i consumatori più pazienti hanno beneficiato di offerte interessanti durante la Cyber Week. I dati dettagliati mostrano un aumento delle vendite digitali a livello globale del 6%, raggiungendo i 298 miliardi di dollari, e un incremento del traffico del 5%.

L’IA ha influenzato le vendite

L’intelligenza artificiale ha giocato un ruolo significativo, influenzando vendite online globali per 51 miliardi di dollari. I consumatori hanno preferito acquistare da dispositivi mobili, con il 79% del traffico e-commerce proveniente da telefoni cellulari, in crescita rispetto al 76% del 2022. Le campagne di marketing hanno sfruttato canali di comunicazione alternativi, con un aumento del 37% nei messaggi inviati tramite notifiche push, SMS e servizi di streaming (OTT).

Gli sconti, incrementati per soddisfare la domanda latente, hanno registrato un aumento medio del 27% a livello globale, con settori come il makeup (38%), l’abbigliamento (33%) e la cura della pelle (33%) in evidenza. La trasparenza sugli sconti ha portato a un minor numero di resi rispetto alla scorsa Cyber Week.

Nuove quote di mercato per i rivenditori monomarca

I rivenditori monomarca hanno conquistato quote di mercato, registrando una crescita online doppia rispetto ai rivenditori multimarca. Metodi di pagamento alternativi, come Buy Now Pay Later (BNPL), sono stati utilizzati per evitare attriti nel checkout, con un aumento dell’8% degli ordini su base annua. L’automazione ha svolto un ruolo chiave, con un aumento del 79% nei messaggi dei chatbot durante il Cyber weekend a livello globale.

Salesforce ha sostenuto il successo della Cyber Week con affidabilità, scalabilità e AI. Commerce Cloud ha gestito quasi 50 milioni di ordini, Marketing Cloud ha inviato oltre 53 miliardi di messaggi di marketing, Service Cloud ha gestito oltre 3,7 miliardi di interazioni, e Salesforce ha fornito oltre 49 miliardi di raccomandazioni di prodotti basate sull’AI durante l’evento di shopping online più intenso dell’anno.

Cybersecurity: aumentano del 464% gli attacchi di phishing tramite e-mail

Secondo i risultati dell’ultimo Report Acronis sulle minacce digitali è il phishing il metodo più quotato dai criminali per scovare le credenziali di accesso. Nei primi sei mesi del 2023 il numero di attacchi phishing basati su e-mail aumenta del 464% rispetto al 2022, e aumentano del 24% gli attacchi subiti da ogni azienda.
Ma anche nel primo semestre 2023 è il ransomware il principale rischio per le piccole e medie imprese, e se il numero delle nuove varianti continua a diminuire, la gravità degli attacchi resta ancora molto alta. Preoccupa molto però anche la minaccia crescente dei data stealer, che sfruttano le credenziali rubate per l’accesso non autorizzato a informazioni sensibili.

Un panorama in costante evoluzione

Nei loro attacchi, i criminali informatici mostrano capacità sempre più sofisticate e utilizzano l’Intelligenza artificiale e il codice ransomware già esistente per penetrare in profondità nei sistemi delle vittime ed estorcere informazioni riservate. Il malware creato con l’AI è in grado di sfuggire agli antivirus tradizionali, e rispetto al 2022 aumentano in modo esponenziale i casi di ransomware pubblico. Gli endpoint monitorati da Acronis restituiscono dati preziosi sulle modalità di azione dei criminali, confermando la maggiore intelligenza, complessità e difficoltà di rilevamento di alcune tipologie di attacco.

AI complice inconsapevole dei cybercriminali

Nel primo trimestre 2023, Acronis ha bloccato circa 50 milioni di URL sugli endpoint, +15% rispetto all’ultimo trimestre 2022. Nello stesso periodo, sono stati resi pubblici 809 casi di ransomware, con un picco del 62% a marzo, rispetto alla media mensile di 270 casi.
Sempre nel primo trimestre 2023, il 30,3% di tutte le e-mail ricevute erano spam e l’1,3% conteneva malware o link di phishing. Ogni esemplare di malware circola in media per 2,1 giorni prima di scomparire. Il 73% degli esemplari è stato osservato una sola volta. I modelli di AI pubblici agiscono come complici inconsapevoli dei criminali alla ricerca di vulnerabilità nei codici sorgente: li aiutano infatti a creare situazioni che impediscono di prevenire e sventare le frodi, come i deep fake.

Case history dei gruppi hacker

Il phishing resta la forma più diffusa di furto delle credenziali e costituisce il 73% di tutti gli attacchi, seguita dagli attacchi di compromissione delle e-mail aziendali (15%).
Il gruppo LockBit è responsabile della maggior parte delle violazioni dei dati, mentre il gruppo Clop ha violato i sistemi di una rete di fornitori di servizi per la salute mentale, colpendo i dati personali e protetti dalla normativa HIPAA di oltre 783.000 persone. BlackCat, invece, infiltrandosi nei sistemi di un produttore industriale indiano, si è appropriato di oltre 2 TB di dati militari segreti, incluse anche informazioni personali di dipendenti e clienti. E Vice Society ha compromesso 1.200 server e informazioni personali di 43.000 studenti, 4.000 persone dello staff accademico e 1.500 dello staff amministrativo dell’Università tedesca di Duisburg-Essen.

Great Regret: quando i lavoratori si pentono di avere cambiato lavoro 

Negli ultimi 12 mesi in Italia il 46% dei lavoratori ha cambiato lavoro o ha intenzione di farlo, una percentuale che raggiunge il 77% per gli under 27. E il 55% di chi dice di voler cambiare lavoro sta già facendo colloqui. Ma non tutti quelli che lo hanno fatto hanno trovato quel che cercavano. Il 41% si è infatti pentito della scelta fatta. Si tratta del fenomeno conosciuto negli Stati Uniti come Great Regret, che in Italia caratterizza maggiormente gli uomini e le persone con più di 50 anni di età. Gli ultimi tre anni hanno infatti provocato una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro, e anche il fenomeno delle Grandi Dimissioni, che ha caratterizzato l’uscita dalla pandemia, sembra essere tutt’altro che concluso. Sono alcune evidenze della ricerca dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano.

Quiet Quitter e Job Creeper

Un altro trend emergente è quello dei cosiddetti Quiet Quitter. Il 12% dei lavoratori italiani, circa 2,3 milioni, oggi si limita a fare il minimo indispensabile e non è coinvolto emotivamente nelle attività lavorative. Questo, perché non si sente valorizzato nei propri talenti e ha deciso di ‘spegnersi’, utilizzando al minimo le proprie energie sul lavoro.
All’estremo opposto, c’è un 6% di lavoratori, circa 1,1 milioni, di cosidetti Job Creeper, ovvero coloro che non riescono a smettere di lavorare, anche nei momenti in cui ci si dovrebbe dedicare alla vita privata. Fenomeni diversi, ma che entrambi sono sintomo di un malessere diffuso.

Oggi solo il 7% dei lavoratori dichiara di essere ‘felice’ 

D’altronde, oggi solo il 7%, dei lavoratori, circa 1,3 milioni, dichiara di essere ‘felice’. E solo l’11% sta bene in tutte e tre le dimensioni del benessere lavorativo, psicologica, relazionale e fisica.
L’aspetto più critico è quello psicologico. Il 42% dei lavoratori ha avuto almeno un’assenza nell’ultimo anno per malessere psicologico o relazionale.
Ma in questo mercato del lavoro così travagliato si aggiunge un’altra criticità. Il 59% delle organizzazioni prevede una crescita dell’organico nel 2023, ma il 94% ha difficoltà ad assumere nuovo personale. Una difficoltà che riguarda in primis le professionalità digitali, ma non solo. Mancano infatti anche profili tecnici, operai e manutentori.

Una sfida per la Direzione HR delle aziende

“In questo contesto di grande cambiamento la Direzione HR ha di fronte sfide importanti. Per riuscire a trasformare sé stessa ed essere di reale supporto alle persone e all’organizzazione, l’innovazione tecnologica può giocare un ruolo fondamentale – afferma Martina Mauri, Direttrice dell’Osservatorio HR Innovation Practice -. Tra le principali difficoltà per le organizzazioni, c’è quella di comprendere le competenze che saranno necessarie nei prossimi 3-5 anni per pianificare in maniera strategica le attività di riqualificazione, fondamentali per garantire l’impiegabilità futura delle persone e il successo del business. Ma solo il 15% ne ha chiara consapevolezza”.

Skype: l’AI traduce le chiamate e imita la voce di chi parla

Una nuova funzione che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per tradurre in tempo reale e in altre lingue le videochiamate tra gli utenti. È quanto ha annunciato Skype, che si appresta a introdurre una novità che migliorerà la qualità delle chiamate tra utenti che parlano lingue diverse, rendendole più naturali.
Il software proprietario freeware di messaggistica istantanea e VoIP ha lanciato  TruVoice, la nuova funzione che impiega un timbro vocale vicino a quello di chi parla poiché utilizza una sintesi vocale dall’effetto non ‘robotico’. Microsoft ha definito TruVoice “un enorme passo avanti per Skype, poiché consente a persone che parlano lingue diverse di comunicare facilmente” . La comunicazione è infatti più naturale, anche quando a parlare tra loro sono persone di nazionalità differenti. 

Il campionamento ‘mima’ il timbro vocale dell’utente

Al momento le uniche lingue supportate da TruVoice sono l’inglese, lo spagnolo, il francese, il tedesco e il cinese, ma in futuro ne verranno aggiunte anche altre.
Finora Skype era già in grado di rilevare automaticamente lingue diverse e avviare la traduzione del testo e dell’audio, ma lo faceva usando appunto un sistema robotizzato, che permetteva di raggiungere lo scopo della comprensione tra gli utenti, sebbene con poca enfasi posta alla qualità dell’audio. Ora il campionamento effettuato dall’AI ‘mima’ il parlato dell’utente senza però registrare e conservare l’audio delle parole. Skype fa quindi un passo ulteriore verso l’abbattimento delle barriere linguistiche tra gli utenti. La funzionalità, una volta disponibile, sarà visibile anche attraverso le app mobili di Skype, seguendo il menu ‘altro’ e poi ‘traduci’ nel riquadro basso della finestra della chiamata in corso.

Una combinazione di tecnologie

“Skype usa l’Intelligenza Artificiale per rilevare automaticamente le lingue parlate durante una videochiamata e tradurle in tempo reale – ha spiegato Microsoft -. Questo viene fatto utilizzando una combinazione di tecnologia di riconoscimento vocale ed elaborazione del linguaggio naturale, che sono in grado di comprendere e interpretare le parole pronunciate e tradurle nella lingua desiderata. Inoltre – ha aggiunto la società -, se si attiva l’uso della voce naturale, utilizzeremo l’Intelligenza Artificiale per campionare le parole e ottimizzare la traduzione in modo che suoni uguale, rendendo la conversazione più umana”, riporta Ansa.

Comprende le parole e ne interpreta il senso

Con Skype TruVoce, riferisce Money.it, si possono fare riunioni o conversazioni fra persone che parlano lingue diverse senza aver bisogno di qualcuno che faccia la traduzione simultanea perché ci penserà Skype. L’AI rileva infatti automaticamente le lingue parlate durante la videochiamata e traduce simultaneamente il vocale. Utilizzando la combinazione di tecnologie di riconoscimento vocale ed elaborazione del linguaggio naturale, l’AI è in grado di riconoscere la lingua in cui le parole vengono pronunciate, comprenderle, interpretarle in senso semantico e tradurle nella lingua desiderata. Di fatto, TruVoce elimina l’effetto robotico tipico da ‘risponditore automatico’.