Sanità pubblica: crescono (poco) i fondi, ma resta il gap con il PIL

La spesa sanitaria italiana mostra qualche segnale di lieve miglioramento, ma senza reali cambiamenti. È quanto emerge dal Documento di Finanza Pubblica (DFP) approvato dal Governo il 9 aprile, analizzato dalla Fondazione GIMBE.

“La quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità resta insufficiente”, commenta Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione, sottolineando come il cronico sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non accenni a migliorare.

Analisi indipendente sui numeri del DFP

Per evitare interpretazioni di parte, la Fondazione GIMBE ha condotto una verifica autonoma dei dati, confrontando le previsioni del DFP 2025 con quelle del Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine (PSBMT) 2025-2029.
Le analisi si riferiscono ai consuntivi 2024, alle previsioni 2025 e alle stime per il triennio successivo.

PIL in frenata e incertezze all’orizzonte

Secondo il DFP, la crescita del PIL reale nel 2024 si attesta allo 0,7%, inferiore di 0,3 punti rispetto alle previsioni iniziali.

Per il 2025 la crescita stimata si riduce drasticamente allo 0,6%, mentre per il 2026 e il 2027 il tasso sale allo 0,8%, pur restando sotto le aspettative precedenti.
“Le nuove stime evidenziano una revisione al ribasso”, avverte Cartabellotta, “in un contesto internazionale caratterizzato da grandi incertezze economiche”.

Spesa sanitaria: un aumento solo apparente

Nel 2024, la spesa sanitaria è salita a 138,3 miliardi di euro (+4,9% rispetto all’anno precedente), raggiungendo il 6,3% del PIL.
Più della metà dell’incremento, però, deriva da maggiori costi per il personale, dovuti principalmente ai rinnovi contrattuali.

Nel 2025, la spesa prevista toccherà i 143,4 miliardi (+3,6%), mantenendo il rapporto spesa/PIL al 6,4%. Una tendenza che resterà stabile anche nel triennio successivo, con lievi incrementi assoluti ma nessun aumento proporzionale rispetto al PIL.

Riforme in vista, ma senza risorse adeguate

Il DFP 2025 prevede 32 provvedimenti collegati alla prossima Legge di Bilancio, di cui due specifici per la sanità: il potenziamento dell’assistenza territoriale e il riordino delle professioni sanitarie.
“Sono iniziative importanti”, osserva Cartabellotta, “ma difficili da realizzare senza nuove risorse, in un contesto segnato da carenze di personale e da condizioni di lavoro sempre più critiche”.

La Sanità pubblica non è una “priorità per il Paese”

Secondo GIMBE, nonostante il lieve aumento di fondi, la sanità pubblica italiana rimane ampiamente sottofinanziata.
“Il DFP scongiura nuovi tagli, ma conferma che la sanità non è ancora una priorità per il Paese”, conclude Cartabellotta.