Il 10 ottobre 2024 si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH. Per l’occasione, Ipsos ha rilasciato l’ultima rilevazione dell’ Global Health Service Monitor. E quest’anno l’analisi evidenzia come quasi la metà delle persone a livello internazionale (45%) ritenga che la salute mentale sia attualmente la principale preoccupazione tra i problemi sanitari del proprio Paese (+18% rispetto al 2018).
La seconda preoccupazione più diffusa è il cancro, menzionato dal 38% delle persone a livello globale. In Italia, tuttavia, questa percentuale sale al 56%, la più alta tra tutti i Paesi esaminati.
In Italia la preoccupazione per il cancro, nonostante molto elevata, è diminuita del 19% rispetto al 2018. Al contrario, la preoccupazione per la salute mentale è aumentata del 17%, raggiungendo il 35%.
La vita quotidiana inceppata
Durante l’ultimo anno, la maggior parte delle persone a livello internazionale si è sentita stressata. In media, poco più di tre su cinque (62%) affermano di essersi sentite stressate al punto da averne subito l’impatto sulla vita quotidiana almeno una volta.
I livelli di stress riportati variano dal 76% in Turchia al 44% in Giappone.
In Italia, il 60% si è sentito stressato al punto da avere la sensazione di non riuscire ad affrontare le cose, mentre per il 56% lo stress ha avuto un impatto sul modo di vivere la propria quotidianità.
Inoltre, il 48% si è sentito depresso al punto da provare tristezza o disperazione quasi ogni giorno per un paio di settimane o più. E il 31% si è sentito così stressato da non poter andare al lavoro per un certo periodo di tempo.
GenZ e Millennials in difficoltà
In generale, sono soprattutto le donne e le giovani generazioni ad aver accusato maggiori livelli di stress durante l’ultimo anno.
Le donne della GenerazioneZ sono più propense a dichiarare di aver attraverso momenti difficili, con il 40% a livello internazionale che afferma di essersi sentita depressa quasi ogni giorno per un paio di settimane o più, diverse volte.
Inoltre, la maggioranza (54%) della GenerazioneZ afferma di essersi sentita stressata al punto da non poter andare a lavorare durante l’ultimo anno, mentre per i Millennials la percentuale è leggermente inferiore (47%).
Più in generale, le persone più anziane hanno meno probabilità di riportare stress.
L’importanza della salute mentale nel SSN
Solo il 32% degli italiani (-7% rispetto al 2023) ritiene che salute mentale e fisica siano trattate allo stesso modo dal sistema sanitario.
Il 10% pensa invece che alla salute mentale venga data priorità, mentre quasi la metà (46%) sostiene che il SSN si concentri principalmente sulla salute fisica.
Queste percezioni si estendono anche alla maggioranza degli altri Paesi esaminati nel sondaggio. Soltanto in Malesia (63%), Singapore (53%) e Indonesia (52%) gli intervistati sostengono che salute mentale e fisica siano trattate in modo equivalente dal loro sistema sanitario.
