Addio alla dieta e ai buoni propositi: perché a gennaio scatta il Quitter’s Day

C’è un momento, a gennaio, in cui si perde per strada l’entusiasmo dei buoni propositi. E a nulla valgono i post motivazionali e le frasi fatte. È il cosiddetto Quitter’s Day, il giorno in cui tanti rinunciano ai programmi iniziati con convinzione solo poche settimane prima. Non sempre perché manca la volontà. Più spesso perché manca un vero sostegno. 

A dirlo, senza giri di parole, è una recente indagine europea condotta da Focal Data per conto di Novo Nordisk. In Italia il dato è netto: l’88% degli intervistati ritiene che le persone con obesità subiscano stigma a causa del proprio peso. Un ‘marchio’ che pesa più di qualsiasi bilancia, soprattutto quando l’anno nuovo porta con sé aspettative, giudizi e confronti continui.

Se l’obesità viene ancora vista come una colpa

Purtroppo, c’è un equivoco di fondo. Il 31% degli italiani non sa che l’Organizzazione mondiale della sanità riconosce l’obesità come una malattia cronica. Un dettaglio tutt’altro che marginale.

Perché se il problema viene percepito come una semplice scelta di vita, allora fallire diventa una colpa personale. E invece la realtà è molto più complessa: entrano in gioco fattori biologici, genetici, psicologici, sociali, ambientali. Ridurre tutto a “mangia meno e muoviti di più” è uno slogan che non aiuta nessuno.

Gennaio è il mese più difficile

Per chi decide di iniziare un percorso di perdita di peso a inizio anno, il momento critico arriva presto. Per il 53% delle persone con obesità la mancanza di sostegno è il principale motivo che porta ad abbandonare.

Non la dieta, non l’esercizio fisico. Il sentirsi soli. Un sentimento che si amplifica in una società dove l’attenzione è spesso puntata sull’aspetto esteriore più che sulla salute complessiva.

Serve un nuovo linguaggio

Secondo Iris Zani, presidente della Federazione Italiana Associazioni Obesità, la retorica dei buoni propositi rischia di fare più male che bene. Solo poco più della metà delle persone con obesità sente che la società riconosce questa condizione per ciò che è davvero: una malattia cronica.

Eligio Linoci, vicepresidente FIAO, parla di un percorso lungo e coraggioso, che non dovrebbe mai essere affrontato da soli, e invita a trasformare il Quitter’s Day in un’occasione di impegno collettivo.

Una questione che riguarda tutti

In Italia quasi il 47% degli adulti è in eccesso di peso e circa 5,8 milioni convivono con l’obesità, con effetti rilevanti sulla salute, sulla vita sociale e sul benessere mentale.

È anche per questo che iniziative come il portale Novo IO, promosso da Novo Nordisk, puntano a offrire informazioni, strumenti e percorsi personalizzati con team medici multidisciplinari. Forse il vero cambiamento dovrebbe partire dallo smettere di giudicare.