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Pil, bene Mezzogiorno e Nord Ovest; meno Nord Est e Centro

La crescita economica italiana relativa ai primi due trimestri 2018 non è omogenea in tutto il territorio dello Stivale. I dati parlano infatti di un Mezzogiorno e Nord Ovest che vanno bene, contrariamente a quello che invece è accaduto nel  Nord Est e nel Centro. Insomma, è un’Italia spaccata in due quella fotografata dalla ricerca della Banca d’Italia, che si basa sul nuovo indicatore prodotto per valutare trimestralmente l’attività economica regionale (Iter) e che divide il Paese in 4 aree.

Investimenti in crescita in tutte le aree

Dalla Banca d’Italia rendono noto che gli investimenti hanno continuato a crescere nei primi due trimestri del 2018 in tutte le aree. Tuttavia, ci è stata una flessione della domanda estera: le esportazioni hanno rallentato in tutte le aree, soprattutto al Centro. Tornando indietro al 2017, la crescita ha riguardato tutte le aree del Paese, risultando più intensa nelle regioni del Centro Nord. “Gli aumenti dello scorso anno”, spiega una nota Bankitalia diffusa da Adnkronos,  “sono stati sostenuti dalla favorevole dinamica delle esportazioni, il cui impatto sull’attività economica è risultato più forte nelle regioni del Centro Nord, e dalla crescita degli investimenti in tutte le aree. Nel Mezzogiorno rimane ampio il ritardo di crescita rispetto al resto del Paese: l’area, spiega nella ricerca Bankitalia, è ancora lontana dal recuperare i livelli di attività pre-crisi. In quest’area il Pil risulta ancora nove punti percentuali inferiore a quello del 2007 (nel Centro Nord il Pil è inferiore di 4 punti rispetto a quello del 2007)”.

Qualità del credito alle imprese: meglio nel Mezzogiorno

Banca d’Italia specifica poi che nei primi sei mesi del 2018, così come riscontrato anche in tutto il 2017, il miglioramento nella qualità del credito alle imprese è stato più intenso nel Mezzogiorno. La crescita dei prestiti alle imprese, che a dicembre 2017 caratterizzava in maniera significativa solo il Nord Ovest, si è successivamente estesa anche al Sud, mentre al Centro e al Nord Est è rimasta pressoché nulla.

“Il tasso di deterioramento dei prestiti alle imprese” ricorda Bankitalia “è una misura della qualità del credito, è aumentato in tutte le aree tra il 2008 e il 2013 ma l’incremento è stato più forte nel Mezzogiorno; negli anni successivi la qualità del credito è migliorata ovunque. Nel corso del 2017 e nei primi mesi del 2018 tale miglioramento è stato tuttavia più intenso nel Mezzogiorno permettendogli di recuperare buona parte dello svantaggio precedentemente accumulato”.